Contributo a sostegno della capitalizzazione delle PMI

Chi agevola il contributo a sostegno della capitalizzazione

Micro, piccole e medie società di capitali, dei settori manifatturiero, costruzioni e informatica, attive in Piemonte.

Le imprese devono:

  • essere costituite come società di capitali
  • avere sede o l’unità locale sita e operativa in Piemonte
  • essere iscritte da almeno un anno al Registro Imprese
  • avere almeno un bilancio chiuso e approvato
  • rispettare le verifiche di affidabilità economico-finanziaria e patrimoniale (rating compreso tra AAA e BB2, con particolare riferimento ai dati del 2019).

Cosa agevola il contributo a sostegno della capitalizzazione

Alla luce delle difficoltà economiche e finanziarie che le PMI del territorio stanno affrontando nella attuale crisi generata dalla emergenza sanitaria da Covid 19, la misura agevolativa contributo a sostegno della capitalizzazionesupporta le strategie di investimento di medio lungo periodo che le imprese attuano al fine di proseguire e rilanciare la propria attività.

A tal fine, la presente misura supporta la patrimonializzazione delle PMI.

Infatti, l’intervento è volto a supportate le PMI che effettuino un’operazione di aumento di capitale mediante la sottoscrizione da parte di uno o più soci ovvero di investitori terzi e finalizzata a consentire la prosecuzione e il rilancio dell’attività d’impresa attraverso un programma di investimento, sviluppo e consolidamento.

Tipologia ed entità delle agevolazioni

L’agevolazione contributo a sostegno della capitalizzazione consiste in un contributo a fondo perduto di valore massimo pari a € 62.500 e calcolato come di seguito:

  • 30% per aumenti di capitale compresi tra 50.000 e 150.000 euro
  • 25% per aumenti di capitale compresi tra 151.000 e 250.000 euro.

L’erogazione del contributo avviene previa verifica dell’effettivo versamento del complessivo aumento di capitale deliberato.

Il contributo è concesso ai sensi del Reg. 1407/2013 – De minimis.

Interventi ammissibili

Il capitale congiuntamente apportato dai soci/investitori nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale deve ammontare ad almeno 50.000 euro e non essere superiore a 250.000 euro.

I versamenti in conto aumento di capitale devono essere in denaro e non possono essere rimborsati a soci, a qualsiasi titolo, per tutto il periodo a cui si riferisce il progetto di investimento.

Il progetto di investimento deve evidenziare la necessità di rilancio dell’attività, conseguente alla situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, e consistere in investimenti organici e strutturali funzionali al business dell’impresa.

A titolo di esempio sono ammissibili investimenti in beni materiali ed immateriali, spese di pubblicità e marketing, spese di consulenza strategica, costi di gestione. Non risultano ammissibili investimenti con finalità finanziarie o speculative.

Il progetto di investimento deve essere avviato in data successiva alla delibera di aumento di capitale e non risultare completamente attuato alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Deve inoltre essere concluso entro 12 mesi (prorogabili al massimo fino a 18) dalla data di concessione dell’agevolazione.

Quanto manca alla scadenza