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Contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazione

Contributo alle imprese per l’acquisizione di servizi qualificati e specialistici per la ricerca e innovazione presso Infrastrutture di Ricerca pubbliche e private

Il Bando è rivolto a sostenere le piccole e medie imprese piemontesi nell’acquisizione di servizi qualificati e specialistici di supporto alla ricerca, sviluppo e innovazione, finalizzati ad accrescere il grado di innovazione tecnologico:

A - Servizi tecnici di sperimentazione di prodotti e processi migliorativi e/o innovativi

B – Servizi di supporto alla certificazione avanzata (test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo)

C - Messa a disposizione di attrezzature

D - Servizi qualificati specifici a domanda collettiva.

Il Contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazione è rappresentato da un contributo a fondo perduto (voucher) da un minimo di 20.000,00 euro a un massimo di 200.000,00 euro, a copertura massima del 70% delle spese ammissibili.

Il contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazioneI servizi per la ricerca e innovazione è erogato per i servizi che rientrano in una delle seguenti tipologie:

A - Servizi tecnici di sperimentazione di prodotti e processi migliorativi e/o innovativi

Servizi di supporto alle fasi successive della progettazione dettagliata quali, ad esempio, prove e test di laboratorio, utilizzo di laboratori, definizione e studio rendimenti, prestazioni e tolleranze, la prototipazione, anche rapida. Sono compresi i servizi tecnici di progettazione strettamente correlati ai servizi oggetto della prestazione.

B – Servizi di supporto alla certificazione avanzata (test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo).

Servizi di supporto tecnico all’implementazione di sistemi di gestione e alla certificazione di sistema secondo schemi di enti normativi e regolamentari di rilevanza internazionale. Servizi di supporto all’adozione di schemi di certificazione avanzati capaci di contribuire in modo significativo all’innalzamento delle capacità competitive delle imprese. Supporto tecnico alla certificazione di prodotto. Sono comprese solo le consulenze strettamente propedeutiche ai test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo.

C - Messa a disposizione di attrezzature

Servizi finalizzati al supporto dell’innovazione attraverso l’utilizzo di attrezzature scientifiche, quali, ad esempio, laboratori e banche dati.

D - Servizi qualificati specifici a domanda collettiva

Si tratta di servizi specializzati a domanda collettiva finalizzati allo sviluppo di processi di innovazione diffusa nelle filiere e nei sistemi produttivi (certificazione di filiera) e comprendono ad esempio: analisi e mappatura della filiera; stesura e validazione dei protocolli; elaborazione specifiche e dati utili alla stesura di manuali operativi; spese di certificazione.

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MiSE

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo – Innovazione tecnologica – Design e ideazione estetica

Credito d'imposta Ricerca e Sviluppo - Innovazione tecnologica - Design e ideazione estetica - Innovazione tecnologica per transizione ecologica o per innovazione digitale 4.0

Il credito d'imposta Ricerca e Sviluppo - Innovazione tecnologica - Design e ideazione estetica - Innovazione tecnologica per transizione ecologica o per innovazione digitale 4.0 si pone l’obiettivo di stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese.

A quanto ammonta il credito d'imposta

Tipologia
Costi sostenuti nel
 
2020
2021 - 2022
Ricerca e sviluppo
12 %
20 %
Innovazione tecnologica
6 %
10 %
Design e ideazione estetica
6 %
10 %
Innovazione tecnologica per transizione ecologica o per innovazione digitale 4.0
10 %
15 %

Quali sono le spese ammissibili

Spese del personale

Strumentazioni e attrezzature

Costi per la ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti (acquisiti o in licenza)

Costi per servizi di consulenza e servizi equivalenti

Materiali e forniture

Come si accede

Il credito si applica alle spese in Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Le imprese, inoltre, sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte.

Come si utilizza

Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo Innovazione Design è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all'avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.

L'utilizzo avviene in tre quote annuali di pari importo.

 

A chi si rivolge

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

Inoltre sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Cosa si intende per

Ricerca fondamentale:

sono da considerare attività di ricerca fondamentale i lavori sperimentali o teorici finalizzati all’acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico o tecnologico, attraverso l’analisi delle proprietà e delle strutture dei fenomeni fisici e naturali, senza necessariamente considerare un utilizzo o un’applicazione particolare a breve termine delle nuove conoscenze acquisite da parte dell’impresa.

Il risultato di queste attività sono schemi e diagrammi interpretativi delle informazioni emerse dalla ricerca.

Ricerca industriale:

sono definir attività di ricerca industriale i “lavori originali intrapresi al fine di individuare le possibili utilizzazioni o applicazioni delle nuove conoscenze derivanti da un’attività di ricerca fondamentale al fine di risolvere problemi di carattere scientifico o tecnologico”.

Tali attività devono produrre un modello di prova per la verifica sperimentale delle ipotesi di partenza e per rappresentare gli sviluppi concreti della ricerca, anche senza una raffigurazione del possibile prodotto o processo finale.

Sviluppo sperimentale:

come attività di sviluppo sperimentale sono individuati “i lavori sistematici svolti allo scopo di acquisire ulteriori conoscenze e raccogliere le informazioni tecniche necessarie per la realizzazione di nuovi prodotti o nuovi processi di produzione o in funzione del miglioramento significativo di prodotti o processi già esistenti”.

Miglioramento che deve avere carattere di novità.

Le attività di sviluppo sperimentale si concludono con la realizzazione di prototipi o impianti pilota.

Per innovazione tecnologica si intende la realizzazione di prodotti o processi produttivi nuovi o migliorati in modo significativo per quel che riguarda, ad esempio, le prestazioni, l’eco-compatibilità o l’ergonomia, o per altre caratteristiche proprie del settore.

Prodotti nuovi o significativamente migliorati vengono considerati i beni o servizi che si differenziano da quanto realizzato in precedenza dall’impresa per:

  • caratteristiche tecniche;
  • novità dei componenti o dei materiali;
  • originalità del software incorporato;
  • facilità d’impiego o semplificazione della procedura di utilizzo;
  • maggiore flessibilità e funzionalità.

I processi produttivi, innovativi o migliorati, ammissibili al credito d’imposta innovazione tecnologica sono metodi di produzione, di distribuzione e logistica di beni o servizi che comportano cambiamenti:

  • nelle tecnologie adottate;
  • negli impianti, macchinari e attrezzature;
  • nel software utilizzato;
  • nell’efficienza delle risorse impiegate;
  • nell’affidabilità e sicurezza per i soggetti coinvolti.

In generale, la classificazione delle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta si attiene alle linee elaborate dall’OCSE (Manuale di Oslo, 2018).

Per i settori tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica i progetti, possono riguardare l’innovazione di prodotti sul piano della forma e di elementi non tecnici o funzionale (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti).

L’innovazione può anche essere riferita a imballaggi, presentazioni, grafica e caratteri tipografici.

Non possono fruire del credito le normali attività di rinnovo dei cataloghi se non volte a inserire rilevanti elementi di novità, come quelli indicati.

Nuova-Sabatini

Sabatini Beni Strumentali Contributo su finanziamenti e leasing

Nuova Sabatini Beni Strumentali

Cos’è la nuova Sabatini

La misura Beni strumentali o Nuova Sabatini è la misura che sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

A chi si rivolge la nuova sabatini

Possono beneficiare della nuova Sabatini le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

·      sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

·   sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali

·   non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea

·       non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà

·    hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Settori ammessi

Sono ammessi alla nuova Sabatini tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

·         attività finanziarie e assicurative

·         attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

 

Cosa finanzia la nuova sabatini

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.

Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

·   autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito

·       correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

 

Le agevolazioni

Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari aderenti, di finanziamenti per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing).

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

·         di durata non superiore a 5 anni

·         di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro

·         interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

 

Il contributo della nuova Sabatini è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

·         2,75% per gli investimenti ordinari

·      3,575% per gli investimenti in  tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).

 

I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono consultabili qui.

 

La “Nuova Sabatini” - introdotta nel 2013 - è stata in questi anni un importante strumento agevolativo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. A gennaio 2019 sono state oltre 63 mila le domande presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a un miliardo di euro.

E3 S.r.l. offre alle aziende clienti un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che le agevolazioni pubbliche offrono:

  • analisi dell'investimento e valutazione di ammissibilità;
  • predisposizione della domanda e di tutti i suoi allegati;
  • interfaccia con il sistema creditizio;
  • redazione perizie asseverate;
  • gestione della domanda lungo il suo intero iter di vita;
  • rendicontazione finale della domanda.

Hai una piccola o media impresa? devi acquistare macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software? Lo strumento nuova Sabatini è finalizzato a sostenere i tuoi investimenti.

Veicoli_commerciali

Contributo per il rinnnovo dei veicoli commerciali N1 e N2

Contributo per il rinnnovo dei veicoli commerciali M1, M2, N1, N2 e N3

L'agevolazione è finalizzata a supportare Micro, Piccole e Medie Imprese piemontesi che rinnovano i veicoli commerciali.

I veicoli devono essere di tipo M1, M2, N1, N2 e N3.

L'acquisto deve riguardare nuovi veicoli a basso impatto ambientale ai fini del miglioramento delle emissioni in atmosfera e della qualità dell'aria.

Il bando incentiva, inoltre, la conversione di veicoli commerciali per trasporti specifici e a uso speciale in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio.

Chi può presentare domanda

Possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) aventi unità locale operativa attiva in Piemonte. Sono escluse le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli e le imprese di trasporto in conto terzi.

Per quali investimenti

Sono ammissibili gli investimenti per l’acquisto di veicoli commerciali M1, M2, N1, N2 e N3, utilizzati per il trasporto in conto proprio, elettrico puro, ibrido (benzina/elettrico solo Full Hybrid o Hybrid Plug In), metano esclusivo e GPL esclusivo, metano o GPL bifuel (benzina/metano e benzina/gpl)

L'acquisto deve seguire la rottamazione di un veicolo commerciale M1, M2, N1, N2 e N3 per il trasporto in conto proprio benzina fino ad euro 1/I incluso, ibridi benzina (benzina/metano o benzina/GPL) fino a euro 1/I incluso e diesel fino ad euro 4/IV incluso.

Inoltre, sono ammesse le spese di conversione di veicoli commerciali per trasporti specifici e a uso speciale M1, M2, N1, N2 e N3 in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio.

Ciascuna impresa può presentare fino a dieci domande di contributo a valere sul Bando, a fronte altrettanti veicoli commerciali rottamati o convertiti.

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto proporzionale alla massa e all’alimentazione del veicolo e limitatamente alla gamma di veicoli M1, M2, N1, N2 e N3 secondo la tabella riportata nella scheda scaricabile.

Sono ammesse a contributo le spese relative all'acquisto di veicoli immatricolati per la prima volta in Italia.

Sia la data di acquisto che la data di immatricolazione devono essere successive al 20 ottobre 2017. Sono ammesse le acquisizioni tramite leasing, il cui contratto deve essere stipulato in data successiva al 20 ottobre 2017.

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Finanziamento agevolato per gli investimenti delle PMI piemontesi e contributo per le assunzioni

Finanziamento agevolato per gli investimenti delle PMI piemontesi e contributo per le assunzioni

L'agevolazione è finalizzata a supportare gli investimenti destinati a incrementare il livello di internazionalizzazione delle imprese piemontesi e la conseguente creazione di nuova occupazione in Piemonte.

Possono accedere a questa agevolazione le PMI con almeno una sede operativa in Piemonte.

Gli investimenti devono avere un importo minimo pari a 50.000 euro per iniziative che permettano all’impresa di proporsi sui mercati esteri con un offerta ed una presenza più competitiva, di conferire maggior valore aggiunto ai prodotti e servizi proposti, di strutturarsi ed acquisire esperienza sui mercati esteri.

L'agevolazione si compone di due linee:

Linea A: finanziamento agevolato pari al 100% della spesa ammissibile, al 70% erogato con fondi regionali,e 30% con finanziamento bancario a tassi di mercato.

Linea B: contributo a fondo perduto fino a 15.000,00 euro per nuovo addetto e fino a un massimo di 150.000 euro complessivi e comunque per un importo non superiore al 50% dell’importo del progetto ammesso a valere sulla Linea A.

Costi ammissibili al finanziamento agevolato :

-  acquisto di impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, strumentali al progetto di internazionalizzazione, nel limite del 40% delle spese ammissibili;

-   installazione e posa in opera degli impianti ivi incluse le opere murarie (a titolo di esempio le opere elettriche e idrauliche) di esclusivo asservimento degli impianti/macchinari oggetto di finanziamento, nel limite del 20% degli investimenti ammessi di cui al precedente punto;

-  acquisto di licenze, brevetti, know-how o di conoscenze tecniche non brevettate strumentali al progetto di internazionalizzazione;

-     costi per la partecipazione ad eventi fieristici all’estero nel limite del 20% delle spese ammissibili;

-  servizi di consulenza e servizi equivalenti, utilizzati esclusivamente ai fini della realizzazione del progetto di internazionalizzazione, nel limite del 50 % delle spese ammissibili;

-     realizzazione di iniziative di tipo promozionale/commerciale a valenza internazionale;

-     adozione di strumenti di digital economy.

La durata del finanziamento è di 60 mesi di cui 6 di preammortamento. Il finanziamento viene restituito con rate trimestrali posticipate.

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Contributo a fondo perduto per imprese in stato di pre-crisi o crisi reversibile

Contributo a fondo perduto per imprese in stato di pre-crisi o crisi reversibile
L'agevolazione è rivolta alle Imprese in stato di pre crisi o crisi reversibile, dei settori tessile, ICT applicato e lavorazioni meccaniche, con almeno una unità locale attiva e localizzata in Piemonte e prevalente attività e occupazione in Piemonte. Le imprese devono trovarsi in una delle seguenti situazioni:
  • "pre-crisi": si stanno manifestando sintomi più o meno rilevanti di difficoltà operativa e/o finanziaria, ma l'impresa non è ancora in un conclamato stato di crisi;
  • "crisi reversibile":  l'impresa versa di fatto in una situazione di crisi non strutturale, ma sono presenti presupposti oggettivi di risoluzione delle criticità verificatesi e, quindi, di continuità aziendale.
Per quanto attiene i limiti minimi e massimi di ore per la realizzazione delle spese e il conseguente calcolo del contributo, le imprese vengono divise in due tipologie, in relazione al numero di occupati:
  • imprese con minimo 20 e massimo 50 occupati;
  • imprese con oltre 50 occupati.
  Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili fino ad un massimo di Euro 70.000,00 per le imprese con minimo 20 e massimo 50 occupati e fino a un massimo di Euro 140.000,00 per le imprese con oltre 50 occupati. Inoltre, il bando prevede la gratuità per la redazione del Piano. In caso di imprese beneficiarie a cui sia stato attribuito il rating di legalità può essere assegnata una maggiorazione del contributo del 10%. Le spese ammissibili sono:
  • consulenze per la redazione di un "Piano di risanamento" che definisce le azioni e le attività necessarie a consentire all'impresa di superare la situazione;
  • affiancamento per lo sviluppo e la realizzazione del Piano;
  • consulenze per la diversificazione della produzione (innovazione di prodotto e/o di processo).
La realizzazione delle attività oggetto di richiesta di contributo dovrà concludersi entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo.

Per maggiori informazioni

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Credito di imposta Formazione 4.0

Formazione in ambito industria 4.0: credito d'imposta

Il credito d’imposta Formazione 4.0 serve a stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale nelle materie aventi a oggetto le tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”, cosiddette “tecnologie abilitanti”.

Il credito d'imposta spetta sulle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, sostenute nel periodo d'imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascun beneficiario (200.000 per le grandi imprese).

Per le sole imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile previsto dalla normativa sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto e 5.000 euro.

A quanto ammonta il credito d’imposta Formazione 4.0

  • 50% delle spese per le piccole imprese
  • 40% delle spese per le medie imprese
  • 30% delle spese per le grandi imprese

Quali sono le spese ammissibili

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti spese:

  • spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione. Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

La misura è applicabile alle spese in formazione sostenute nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Come si accede

Si accede al credito d'imposta in maniera automatica in fase di redazione del bilancio, con successiva compensazione mediante presentazione del modello F24 in via esclusivamente telematica all'Agenzia delle Entrate.

Inoltre, sussistono obblighi certificazione dei costi da parte del soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali e tale certificazione deve essere allegata al bilancio.

Infine, sussiste l'obbligo di conservazione di una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali. Al beneficio in esame non si applicano né il limite annuale di 250.000 euro per l’utilizzo dei crediti di imposta (di cui all'art. 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007), né il limite massimo di compensabilità di crediti di imposta e contributi, pari a 700.000 euro (di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni).

A chi si rivolge il credito d'imposta Formazione 4.0

  • alle imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
  • agli enti non commerciali residenti svolgenti attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d'impresa.
  • alle imprese residenti all'estero con stabili organizzazioni sul territorio italiano.

Noi ci occupiamo di

• Analisi di ammissibilità dei progetti

• Predisposizione della documentazione richiesta

• Certificazione dei costi (obbligatoria e interamente oggetto di credito di imposta)

Marchio storico : contributo per la valorizzazione

Marchio storico : contributo per la valorizzazione

Il Bando mira a valorizzare e rilanciare i marchi nazionali in corso di validità, registrati presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o presso l’EUIPO con rivendicazione della preesistenza del marchio registrato presso l’UIBM, non estinti per mancato rinnovo o decadenzala cui domanda di primo deposito presso l’UIBM sia antecedente il  01/01/1967.

L’obiettivo è accrescere il valore dei marchi nazionali, esaltando la storia e cultura  d’impresa del nostro Paese, attraverso la concessione di agevolazioni rivolte a micro, piccole e medie imprese. Oggetto dell’agevolazione è la realizzazione di un progetto finalizzato al rilancio ed alla valorizzazione produttiva e commerciale del marchio.

Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni e di beni strumentali ad uso produttivo correlati alla realizzazione del progetto di valorizzazione del marchio che deve riguardare prodotti/servizi afferenti l’ambito di protezione del marchio stesso con riferimento alle classi di appartenenza dei prodotti/servizi per le quali esso risulta registrato.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a Euro 4.500.000,00; le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per l’acquisizione di servizi specialistici e del 50% per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software.

Il progetto di valorizzazione può prevedere due fasi:

FASE 1 - VALORIZZAZIONE PRODUTTIVA E COMMERCIALE DEL MARCHIO La Fase 1, obbligatoria,  prevede agevolazioni per attività volte alla valorizzazione produttiva e commerciale del marchio e dei prodotti/servizi ad esso correlati. Sono ammissibili le spese per: a. Realizzazione di prototipi e stampi. b. Acquisto di nuovi macchinari e attrezzature ad uso produttivo nonché hardware, software e tecnologie digitali funzionali all’ammodernamento e all’efficientamento produttivo, strettamente connessi allo sviluppo del progetto. c. Consulenza tecnica finalizzata all’ammodernamento e all’efficientamento della catena produttiva, strettamente connessa allo sviluppo del progetto, anche dal punto di vista   energetico – ambientale. d. Consulenza specializzata nell’approccio al mercato: progettazione di strategia commerciale, progettazione di azioni di marketing e di comunicazione. L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 1, è pari a Euro 65.000,00.

 

 FASE 2 – SERVIZI DI SUPPORTO La Fase 2, facoltativa, prevede agevolazioni per attività volte al rafforzamento del marchio, alla sua estensione a livello comunitario, internazionale nonché all’ampliamento della sua protezione mediante la registrazione dello stesso marchio in ulteriori classi di prodotti/servizi in coerenza con l’oggetto sociale della PMI richiedente l’agevolazione. Se accompagnate dalla richiesta di almeno un altro servizio di cui alla Fase 1, sono ammissibili le spese per: a. Consulenza per l’attività di sorveglianza mondiale del marchio effettuata nel corso della durata del progetto, per monitorare e prevenire azioni di contraffazione. b. Consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione del marchio. c. Consulenza per la realizzazione di ricerche di anteriorità del marchio, finalizzate alla sua estensione a livello comunitario o internazionale. d. Consulenza per la realizzazione di ricerche di anteriorità del marchio, in ulteriori classi di prodotti/servizi. e. Tasse di deposito presso UIBM o presso EUIPO. f. Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale. g. Assistenza per il deposito. Le spese relative alle precedenti lettere “c”, “d”, “e”, “f” e “g” possono essere riconosciute solo a fronte dell’avvenuto deposito della domanda di registrazione del marchio e della sua successiva pubblicazione nei bollettini UIBM o EUIPO e/o nel registro OMPI al momento della presentazione della domanda di agevolazione. L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 2, è di Euro 15.000,00. Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione aventi ad oggetto – ognuna di esse – un diverso marchio, fino al raggiungimento dell’importo massimo dell’agevolazione, per impresa, di Euro 120.000,00 (centoventimila).

L'agevolazione è concessa nei limiti e alle condizioni del regolamento “de minimis”.

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Logo Fondimpresa

Conto Formazione Fondimpresa : contributi per la formazione

Conto Formazione Fondimpresa

Ogni azienda aderente dispone di un proprio Conto che può utilizzare direttamente per formare i propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni, sulla base di Piani formativi condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.

Fondimpresa accantona nel cassetto di ciascuna azienda aderente, denominato “Conto Formazione”, una quota pari al 70% del contributo obbligatorio dello 0,30% sulle retribuzioni dei propri dipendenti versato al Fondo tramite l’INPS.

Le imprese possono scegliere di destinare al proprio Conto Formazione l’80% dei contributi versati. Questa opzione va eseguita sul sito Fondimpresa.

Le risorse che affluiscono nel “Conto Formazione” sono a completa disposizione dell’azienda titolare, che può utilizzarle per fare formazione ai propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni, sulla base di Piani formativi aziendali o interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali. Queste risorse possono finanziare fino ai due terzi di ciascun Piano formativo, mentre il restante terzo resta a carico dell’impresa titolare e può essere coperto con la spesa sostenuta per i propri dipendenti in relazione alle ore di partecipazione alle attività di formazione. Fondimpresa prevede che le risorse accantonate vengano mantenute nel cassetto per 2 anni. Trascorso questo termine, se l’azienda non ne avrà fatto uso confluiranno nel Conto di Sistema.

Oltre ai piani formativi aziendali, c’è la possibilità di presentare piani a valere su Avvisi con il contributo aggiuntivo del Conto di Sistema.

Ulteriori agevolazioni arrivano con convenzioni firmate con alcuni isitituti bancari, che prevedono la possibilità di prestiti agevolati per le imprese aderenti a Fondimpresa, a copertura dell’anticipazione spese.

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Bando ISI 2020

INAIL – Riduzione del premio assicurativo annuale

INAIL – Riduzione del premio annuale

l’agevolazione consiste nella riduzione del premio di assicurazione obbligatoria Inail. L’Inail premia infatti ogni anno con uno “sconto” le aziende che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (D.Lgs. 81/2008 e smi). Lo “sconto” riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all’Inail. La riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo e arriva sino al 28%. Una interessante opportunità per conseguire ogni anno tale riduzione è data dall’adozione di un modello organizzativo che risponde ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali oppure dalla norma BS OHSAS 18001:2007. Vedi la sezione consulenza per questo aspetto.

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