Agevolazioni Regione Piemonte

Voucher digitalizzazione PMI piemontesi

Voucher digitalizzazione PMI piemontesi

contributo a fondo perduto per la transizione digitale nelle imprese piemontesi

Il Voucher Digitalizzazione intende finanziare, tramite contributi a fondo perduto, la transizione digitale nelle imprese piemontesi, anche tramite il sostegno all'adozione di pratiche e tecnologie digitali avanzate.

La dotazione finanziaria stanziata per l’attuazione dell’intervento è pari a 12,2 milioni di euro.

Chi sono i beneficiari del Voucher Digitalizzazione PMI 2024

Possono beneficiare del Voucher digitalizzazione PMI 2024:

  • le micro, piccole o medie impresa ai sensi della normativa vigente;
  • i liberi professionisti.

Sono escluse le imprese che hanno ottenuto la concessione dell'agevolazione sul Bando Voucher digitalizzazione PMI 2023.

Quali sono le spese ammesse dal del Voucher Digitalizzazione PMI 2024

Sono considerate spese ammissibili al Voucher Digitalizzazione:

  • l’acquisto o la locazione di beni e servizi strumentali
  • l’acquisto o la locazione di software
  • la consulenza
  • la formazione

La somma delle spese per servizi di consulenza e di formazione non può superare il 30% del totale delle spese ammissibili del progetto di investimento.

Sono considerate ammissibili al Voucher Digitalizzazione solo le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.

Per spese sostenute si intendono spese fatturate e pagate integralmente.

Tutte le spese devono essere sostenute entro 6 mesi dalla concessione del contributo.

Le spese devono essere funzionali principalmente e primariamente all’introduzione delle tecnologie abilitanti di cui all’Elenco 1 ed eventualmente all’Elenco 2 come di seguito riportati.

Gli ambiti tecnologici di innovazione digitale dovranno riguardare almeno una tecnologia dell’Elenco 1 con l’eventuale aggiunta di una o più tecnologie dell’Elenco 2.

Le spese per le tecnologie di cui all’Elenco 2 non possono superare il 45% del totale delle spese.

Contributo a fondo perduto del Voucher Digitalizzazione PMI 2024

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 2831/2023.

Il contributo è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario:

  • Micro imprese: 60 %
  • Piccole imprese: 55 %
  • Medie imprese: 40 %

Dimensione

Micro

Piccola

Media

% contributo

60 %

55 %

40 %

Contributo minimo

4.000 eur

5.000 eur

5.000 eur

Contributo massimo

25.000 eur

25.000 eur

25.000 eur

Investimento minimo

6.666,66 eur

9.090,91 eur

12.500,00 eur

Le percentuali di contributo del Voucher Digitalizzazione sono aumentate in relazione al possesso delle seguenti premialità:

possesso del rating di legalità;
● status di Startup innovativa o di PMI innovativa;
● status di Impresa Benefit.

Nel caso di possesso di una sola premialità, la percentuale sarà incrementata dell’1%.

Nel caso di possesso di due o tre premialità, la percentuale arà incrementata del 2%.

  • Elenco 1
  • Soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, ecc.)

    L'enterprise resource planning (ERP) è un software di gestione che integra tutti i processi aziendali e tutte le funzioni aziendali rilevanti, ad esempio vendite, acquisti, gestione magazzino, finanza o contabilità.

    Integra quindi tutte le attività aziendali in un unico sistema per supportare al meglio il management.

    Attraverso tale sistema, i dati provenienti da molteplici parti dell'azienda vengono raccolti e gestiti in maniera centralizzata.

    I software MES, Manufactoring Execution System, sono i sistemi di gestione produzione che svolgono la fondamentale funzione di acquisire, gestire e inoltrare tutte quelle informazioni, che possono essere utilizzate per ottimizzare le attività produttive nel complesso: dal lancio ed esecuzione dell’ordine al prodotto finito.

    Il PLM (Product Lifecycle Management) è un software che permette, basandosi su dati di prodotto aggiornati, di gestire il ciclo di vita del prodotto.

    Le soluzioni software di Supply Chain Management (SCM) gestiscono il flusso di merci, dati e finanze dall'origine alla destinazione finale.

    Il software CRM (Customer Relationship Management) è uno strumento progettato per aiutare le aziende offrire ai clienti un'esperienza unica e perfetta.

    Oltre a creare relazioni migliori fornendo un quadro completo di tutte le interazioni con i clienti, tenendo traccia delle vendite, organizzando e assegnando priorità alle opportunità e facilitando la collaborazione tra i vari team.

    L'RFID è la tecnologia di identificazione automatica basata sulla propagazione nell’aria di onde elettro-magnetiche, consentendo la rilevazione univoca, automatica, massiva e a distanza di oggetti, animali e persone sia statici che in movimento.

    L'RFID consente di identificare un prodotto, tracciare il suo ciclo di vita, seguendolo nelle sue fasi di produzione, distribuzione e consumo, e di raccogliere dati  lungo questo percorso (Big Data).

  • Soluzioni tecnologiche digitali necessarie per l’ottimizzazione dei servizi resi

    Le soluzioni digitali stanno trasformando il modo in cui le piccole e medie imprese (PMI) gestiscono le loro aziende.

    Il processo di digitalizzazione sta consentendo infatti alle PMI di accedere a soluzioni innovative che, fino a non molto tempo fa, potevano essere sfruttate solo dalle grandi imprese con budget importanti.

    Le soluzioni digitali, più nello specifico, offrono alle PMI: l’opportunità di ridurre i costi; di migliorare la produttività e la qualità dei servizi offerti; di adeguare la propria attività alle esigenze della clientela; di aumentare la redditività in modo sostenibile.

    Queste si avvalgono dell’utilizzo di strumenti specifici, come le piattaforme cloud, i software open source, analytics, i big data e le machine learning, ma anche di tecnologie emergenti come Internet of Things (IoT), blockchain e intelligenza artificiale (IA).

  • Soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain

    La definizione di supply chain è quella di una rete di organizzazioni coinvolte, attraverso collegamenti a monte e a valle, nei diversi processi e attività.

    Ottimizzare la supply chain è di grande importanza per ogni organizzazione.

    Il successo dipende dalla capacità di monitorare e analizzare tutta una serie di interazioni tra flussi di informazioni, materiali, denaro, manodopera e beni strumentali.

    Il modo in cui questi sistemi di flusso si interconnettono vicendevolmente, determinando fluttuazioni e cambiamenti, costituisce la base per analizzare, comprendere e anticipare gli effetti di decisioni, politiche, forme organizzative e scelte di investimento.

  • Integrazione verticale e orizzontale

    L’integrazione orizzontale consiste nell’espansione dell’attività di impresa a prodotti, servizi, tecnologie produttive, politiche di mercato, processi, fasi di lavorazione e know-how che sono diversi ma complementari alla filiera tecnologica-produttiva in cui l’impresa opera.

    In questo modo l’azienda amplia la propria base clienti e riduce la concorrenza.

    L’integrazione verticale invece, riguarda l’internalizzazione di tutte le fasi di un processo produttivo necessario per la produzione di un prodotto finito anche attraverso l’acquisizione di aziende che mettono in campo nuove competenze per ridurre i costi di produzione e rispondere più rapidamente alle nuove opportunità di mercato.

    Un’impresa integrata orizzontalmente basa la propria attività attorno alle core-competence di cui dispone e stabilisce partnership con altre aziende per costruire una catena del valore end-to-and.

    Un’azienda integrata verticalmente mantiene al proprio interno l’intera supply chain, partendo dallo sviluppo e progettazione del prodotto e seguendo con la produzione, marketing, vendita e distribuzione.

    L’industria 4.0 ha ulteriormente ampliato l’importanza dell’integrazione verticale e orizzontale rendendole fondamentali per la costruzione di una smart factory.

  • Simulazione e sistemi cyberfisici

    Per sistema cyber fisico si intende un sistema informatico che sia capace di interagire in maniera sistematica con il sistema fisico nel quale opera.

  • Blockchain

    La Blockchain sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni in maniera aperta, condivisa e distribuita senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica.

  • Intelligenza artificiale

    L’Intelligenza Artificiale (IA) è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware che software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che vengono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali.

  • Big data e analytics

    La definizione di Big Data si riferisce a dati che contengono una maggiore varietà, che arrivano in volumi crescenti e con più velocità.

    I big data sono set di dati più grandi e complessi, provenienti soprattutto da nuove origini dati.
    Questi set di dati sono così voluminosi che il software di elaborazione dati tradizionale non è in grado di gestirli. Esempi di big data sono quelli che provengono dai dispositivi IoT.

    La definizione di big data analytics fa riferimento al processo che include la raccolta e l’analisi dei big data per ottenerne informazioni utili al business.

  • Soluzioni di cyber security e business continuity (es. CEI – cyber exposure index, vulnerability assessment, penetration testing, ecc.)

    La Cyber Security rappresenta un campo relativo alla sicurezza informatica: strumenti e tecnologie la cui funzione è quella di proteggere i sistemi informatici dagli attacchi dall'esterno.

    La Business Continuity è la capacità di continuare a svolgere le proprie attività in seguito ad un incidente informatico.

  • Cloud, High Performance Computing - HPC, fog e quantum computing

    ll cloud computing, in italiano nuvola informatica o servizi nella nuvola, indica un'erogazione di servizi offerti su richiesta da un fornitore a un utente finale attraverso la rete internet (come l'archiviazione, l'elaborazione, la trasmissione dati, la fruizione di servizi come il CRM, la grafica, l'e-mail marketing).

    Per high performance computing (HPC) si intende la pratica di aggregare la capacità di elaborazione in modo da garantire una potenza molto più elevata rispetto ai computer e ai server tradizionali.

    Il fog computing è un’architettura che usa uno o molti dispositivi utente, o situati vicini all’utente al limitare della rete, per eseguire una quantità sostanziale di operazioni di immagazzinamento dati, comunicazione e gestione.

    L’utilizzo di questa tecnologia consente attraverso l’elaborazione dei dati con delle risorse di computing locali di limitare l’enorme traffico dei dati generato, ad esempio, da dispositivi di Internet of Thing (IoT), permettendo così di accedere e memorizzare sui data center remoti solo le informazioni finali. In questo modo, si riducono i tempi di risposta per ottenere i dati da utilizzare e si risolvono a prescindere problemi di latenza dovuti alla instabilità o alla scarsa larghezza di banda delle connessioni internet, specialmente in luoghi dove il digital divide è ancora ben presente.

  • Internet delle cose e delle macchine

    L'Internet of Things (IoT) descrive la rete di oggetti fisici, ossia le "things", che hanno sensori, software e altre tecnologie integrate allo scopo di connettere e scambiare dati con altri dispositivi e sistemi su Internet.

    Questi dispositivi vanno dai normali oggetti domestici ai sofisticati strumenti industriali.

  • Prototipazione rapida

    La prototipazione rapida è un insieme di tecniche industriali volte alla realizzazione fisica del prototipo, in tempi relativamente brevi, a partire da una definizione matematica tridimensionale dell'oggetto (CAD).

  • Manifattura additiva e stampa 3D

    La manifattura additiva utilizza tecnologie anche molto diverse tra loro, per realizzare oggetti generando e sommando strati successivi di materiale. I vantaggi sono innumerevoli, a cominciare dalla prototipazione.

  • Interfaccia uomo-macchina

    Con il termine interfaccia uomo-macchina si indica il componente di un dispositivo o di un software che permette al proprio utilizzatore di agire, più o meno semplicemente, sul macchinario dallo stesso gestito, sfruttandone ogni funzione.

    A livello industriale, le interfacce uomo-macchina assumono molteplici forme, dalle più basilari, come semplici schermi dai quali il dipendente può visualizzare lo stato del macchinario ed eventuali avarie, a pulsantiere e sistemi multitouch che permettono anche di interagire in modo attivo col macchinario o con intere linee di produzione, connesse fra di loro.

    Anche un semplice tablet o uno smartphone, per mezzo di una applicazione dedicata, possono essere riconvertiti in una preziosa risorsa industriale, data anche la facilità di trasporto degli stessi all’interno del complesso.

  • Robotica avanzata e collaborativa

    Con “robotica collaborativa” ci si riferisce a quei sistemi robotici di nuova generazione che sono in grado di interagire fisicamente in sicurezza con l’uomo e di condividerne lo spazio, non rimanendo pertanto più confinati in una “gabbia” che separa lo spazio dell’uomo da quello del robot.

    In questo modo si viene a costituire un binomio uomo-robot che operando insieme beneficiano mutuamente dell’azione coordinata di entrambi. Il robot è in grado di sollevare l’uomo dalle operazioni gravose con un rischio biomeccanico elevato, quali ad esempio il trasferimento e la manipolazione di carichi elevati, l’esecuzione di mansioni ripetitive ed usuranti, e d’altro canto il robot può beneficiare delle abilità individuali dell’uomo, in grado di prevedere e risolvere situazioni imprecise, adattarsi alla flessibilità e alla variabilità dei compiti.

    Un’applicazione rilevante del robot 4.0 è la possibilità di movimentare carichi da un punto all’altro in ambienti arbitrari, manipolando oggetti di diverso tipo, in un ambiente comunemente condiviso con gli esseri umani, anche in un layout di impianto altamente flessibile e non strutturato, come tipicamente accade nella piccola media impresa, dove è richiesta una maggiore flessibilità di linea e di prodotto.

  • Elenco 2
  • Sistemi di e-commerce

    L’e-commerce, in italiano commercio elettronico, è la vendita di beni o servizi tramite piattaforma online.

    Più in generale, con la parola e-commerce possiamo intendere l’insieme delle transazioni commerciali che avvengono online, ovvero su internet.

    I vantaggi di un sistema di e-commerce sono:

    Meno costi

    Vendita 24 / 7

    Più clienti

    Creare un sito e-commerce porta grandi benefici a livello di vendite e semplificazione del lavoro.

  • Soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita

    L’automazione industriale è un sistema tecnico-organizzativo che impiega macchinari e sistemi di controllo in grado di automatizzare le diverse fasi produttive.

    L’automazione non è solo meccanizzazione ma implica l’integrazione delle stesse macchine in un sistema più ampio di regolazione e controllo che si autogoverni, come l’industria 4.0.

    Oggi l’automazione non riguarda solo il lavoro umano ma la pianificazione, la supervisione e la gestione dei processi, con interventi di riconfigurazione della produzione.

  • Soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica
  • Programmi di digital marketing

    Il digital marketing fa riferimento a tutte quelle attività di promozione di un brand e di commercializzazione di prodotti e servizi attraverso più canali digitali.

    Gli strumenti offerti da internet di cui si avvale il digital marketing sono:

    Advertising (ADV). Tutte quelle attività a pagamento di promozione a carattere commerciale di un brand che fanno raggiungere visibilità nell’immediatezza.

    Search Engine Optimization (SEO).  Comprende quelle attività di ottimizzazione delle performance del sito in termini di visibilità organica e posizionamento per i motori di ricerca. 

    Content marketing. Il content marketing comprende tutte quelle attività di creazione e distribuzione di contenuti. Il fine è quello di attirare utenti qualificati al sito dando priorità alle relazioni rispetto alle transazioni.

    Social media marketing. Il Social Media Marketing riguarda quelle attività di promozione di prodotti, servizi e brand attraverso social network che permettono l’interazione diretta tra utente e azienda.

    Conversion marketing. Il conversion marketing comprende tutte quelle tecniche con lo scopo di convertire i visitatori in effettivi clienti.

    Marketing automation. Il marketing automation permette di rendere automatiche azioni di marketing solitamente manuali attraverso software.

    Email marketing. L’email marketing consiste nell’invio di e-mail e newsletter come mezzo per comunicare direttamente con i lead e prospect a fini commerciali e di fidelizzazione.

    Mobile marketing. Il mobile marketing comprende quelle attività di marketing multicanale destinate a raggiungere il pubblico su dispositivo mobile come smartphone e tablet.

  • Connettività a banda ultralarga

    Si parla di banda ultralarga in riferimento ad una velocità di connessione effettiva in download di almeno 30 Mbit/s.

    Le reti che possono fornire tali velocità vengono indicate come reti NGA (Next Generation Access).

  • Tecnologie della Next Production Revolution (NPR)

    La Nuova Rivoluzione Industriale avverrà attraverso l'utilizzo delle tecnologie che spaziano da un'ampia gamma di sistemi digitali (stampa 3D, Internet of Things, robotica avanzata, ecc.), a nuovi materiali (“bio” o “nano”) e processi (produzione guidata dai dati, intelligenza artificiale, biologia di sintesi).

  • System integration applicata all’automazione dei processi

    L’automazione dei processi è il nuovo imperativo tecnologico per le imprese e per i business più svariati.

    Il system integrator assicura un flusso di informazioni continue tra i diversi applicativi aziendali e quindi collega a livello comunicativo i diversi uffici dell’azienda.

    Il parco applicativi aziendale, sebbene composto da componenti tra loro differenti, assume così i connotati di un unico sistema omogeneo.

  • Tecnologie per l’in-store customer experience

    L’in-store customer experience è la percezione globale che il cliente ha quando entra in contatto con un punto fisico, che sia un negozio o un ufficio, un albergo o un ristorante.

    Per comprendere l’enorme potenziale dell’in-store customer experience, è necessario contestualizzare le abitudini della nostra società attuale. Oggi, le persone:

    • sono abituate a utilizzare dispositivi digitali
    • amano l’interazione con i prodotti e i servizi prima di acquistare
    • cercano nei negozi fisici e confrontano i prezzi on-line
    • fanno domande perché sono curiose
    • pretendono risposte esaustive e trasparenti
    • hanno aspettative elevate e si stupiscono difficilmente
    • adorano l’efficienza e la velocità, odiano attendere

     

    Alcune tecnologie per l'in-store customer experience sono:

    • Mobile App brandizzate
    • Digitalizzazione del punto vendita
    • Dispositivi mobile per i pagamenti contactless
    • Mobile per una maggiore agilità dello staff
    • In-store brand experience
    • Local notification
  • Geolocalizzazione
  • Sistemi EDI (Electronic Data Interchange)

    L'EDI consente alle aziende di scambiare documenti e informazioni in modo automatico con i loro clienti o fornitori che utilizzano gestionali e sistemi informatici differenti.

    L’EDI è un “formato” univoco e standard che permette lo scambio di informazioni e documenti commerciali tra le aziende in formato digitale e dematerializzato.

  • Sistemi fintech

    Fintech raggruppa l’insieme delle innovazioni digitali in diversi segmenti di attività del settore finanziario.

    Alcuni esempi:

    • le piattaforme digitali per la raccolta di capitale (crowdfunding)
    • eToro è un esempio di piattaforma attiva nel social trading
    • Conio ha realizzato il primo portafoglio bitcoin nazionale funzionante su smartphone,
    • sulla piattaforma exain è possibile scambiare su blockchain asset convertiti in token digitali
    • Moneyfarm è un esempio di "robo advisor", piattaforme digitali che offrono servizi di consulenza finanziaria e di investimento “automatizzata”
    • il salvadanaio digitale di Gimme5
    • il portafoglio per investimenti di Oval Money
    • i pagamenti tramite dispositivo “mobile” come Satispay
    • Paypal per incassare i pagamenti (“virtual Pos”)
  • Sistemi di pagamento mobile e/o via Internet

    Mobile payment è un termine che designa i sistemi che consentono ai consumatori di effettuare pagamenti nei negozi fisici e nei negozi virtuali da qualsiasi luogo con accesso a Internet utilizzando hardware come smartphone, smartwhatche e computer in generale.

    Chiamati anche ewallet, i sistemi di pagamento mobile consentono ai consumatori di registrare le proprie carte di credito e di debito in modo da effettuare acquisti senza dovere inserire password.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti al Voucher Digitalizzazione 25%

Predisporre e inviare le domande 50%

Erogare la consulenza e fornire beni strumentali (sviluppo software) 80%

Gestire le domande 90%

Effettuare la rendicontazione del Voucher Digitalizzazione PMI 2024 100%

Quanto manca all'apertura del Voucher Digitalizzazione PMI 2024

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Credito di imposta Transizione 5.0

Credito di imposta Transizione 5.0

Contributo, sotto forma di credito d’imposta, a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato  italiano.

L'incentivo è applicabile agli investimenti effettuati dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. 

Gli investimenti devono consistere in progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici.

Chi sono i beneficiari del credito di imposta

Sono escluse dall’agevolazione Transizione 5.0 le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altra procedura concorsuale, o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

Inoltre, sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

Infine, la concessione del beneficio spettante è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Investimenti ammissibili

Per accedere al credito di imposta Transizione 5.0 occorre:

Effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti dagli allegati A e B del piano Industria 4.0.

Tali beni devono essere interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica.

Inoltre, questi beni devono essere inseriti in un progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici.

La riduzione dei consumi deve essere pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

L’allegato B, quello dedicato ai software, viene ampliato, prevedendo l’ammissibilità anche per;

  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti da sensori IoT;
  • i software relativi alla gestione di impresa (es. ERP) se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui al punto precedente.

Ulteriori investimenti ammissibili

1) gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio dell’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, ad eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Con riferimento all’autoproduzione/autoconsumo di energia da fonte solare, sono ammissibili solo gli impianti con i seguenti moduli fotovoltaici:

a) moduli fotovoltaici prodotti negli Stati UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;

b) moduli fotovoltaici con celle, prodotti negli Stati UE con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;

c) moduli fotovoltaici prodotti negli Stati UE composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’UE con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

Gli investimenti in impianti che comprendono i moduli di cui alle lett. b) e c) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo rispettivamente pari al 120% e 140% del relativo costo.

Nelle more della formazione del registro in cui saranno iscritti i predetti moduli, sono agevolabili gli impianti con moduli fotovoltaici che, sulla base di un’apposita attestazione rilasciata dal produttore, rispettano i requisiti tecnici e territoriali di cui alle citate lett. a), b) e c).

 

2) le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione/consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Tale voce di spesa è ammessa nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e, in ogni caso, fino a 300.000 euro.

Le attività formative dovranno essere erogate da soggetti esterni individuati con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il credito di imposta Industria 4.0 resta operativo per tutti gli investimenti nei beni previsti negli allegati A e B che non generano risparmio, oppure generano un risparmio sotto le soglie minime previste dal credito di imposta Transizione 5.0.

Percentuali del credito di imposta Transizione 5.0

Le percentuali del credito di imposta sono complessivamente nove.

Inoltre, bisogna considerare che ciascuna percentuale può essere maggiorata di 1,2 o 1,4 volte in relazione ai soli pannelli fotovoltaici ad elevata efficienza.

Le aliquote di base del credito d’imposta Transizione 5.0, se l’investimento consegue una riduzione non inferiore al 3% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, non inferiore al 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

  • 35% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Le aliquote del credito d’imposta Transizione 5.0, se l’investimento consegue una riduzione superiore al 6% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, superiore al 10% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

  • 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 10% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Infine, nel caso in cui l’investimento Transizione 5.0 consegua una riduzione superiore al 10% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, superiore al 15% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, le aliquote sono:

  • 45% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 25% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Il massimale di 50 milioni di euro è relativo a ciascuno dei due anni di vigenza del piano (2024-2025).

-InvestimentoTransizione 5.0Fino a 2,5 milionida 2,5 a 10 milioniDa 10 a 50 milioni
Riduzione consumiDal 3 al 6% (unità produttiva)Dal 5 al 10% (processo interessato)35%15%5%
Riduzione consumiDal 6 al 10% (unità produttiva)Dal 10 al 15% (processo interessato)40%20%10%
Riduzione dei consumiPiù del 10% (unità produttiva)Più del 15% (processo interessato)45%25%15%

Quanto manca al termine dell'agevolazione Transizione 5.0

Bando Digitalizzazione e Efficientamento Produttivo

Proroga scadenza bando “Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese" della Regione Piemonte

Proroga scadenza bando

Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese

Regione Piemonte

La Regione Piemonte, considerato che in relazione al numero di domande sinora pervenute allo sportello aperto sul bando “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese” ed alla dimensione dei progetti proposti, ad oggi rimane un’ampia disponibilità di risorse sia a valere sulla Linea a) Digitalizzazione sia a valere sulla Linea b) Efficientamento produttivo delle imprese, ha ulteriormente prorogato il termine di apertura dello sportello per la presentazione delle domande, sino alle ore 12.00 del giorno 30 gennaio 2025.

Il Bando prevede due linee:

Linea a) Digitalizzazione delle imprese

Linea b) Efficientamento produttivo


La linea a) agevola investimenti in infrastrutture digitali e cybersecurity; sistemi integrati; commercio elettronico, e-business e processi aziendali in rete; tecnologie emergenti; ecc.

La linea b) agevola progetti di miglioramento della competitività: investimenti finalizzati alla diversificazione produttiva e/o di fornitura di servizi; innovazione di prodotto; trasformazione del processo produttivo, anche con il fine di innalzare il livello di sicurezza sul lavoro al di sopra degli standard obbligatori; ecc.

VAI ALL'AGEVOLAZIONE PER TUTTI I DETTAGLI

Agevolazioni Regione Piemonte

SkillsXS3 - Rafforzamento delle competenze nelle PMI

SkillsXS3 - Rafforzamento delle competenze nelle PMI

La misura SkillsXS3 mira a supportare percorsi formativi di rafforzamento delle competenze delle PMI, necessarie a perseguire progetti di sviluppo aziendale basato sullo sviluppo e/o l’integrazione di tecnologie, soluzioni, prodotti o processi innovativi coerenti con la S3 regionale.

Sono ammissibili i progetti formativi rivolti a personale dipendente, titolari, soci e amministratori e in particolare:

  • corsi di formazione specialistica, di durata minima di 30 ore e percorsi di alta formazione universitaria (Master e Dottorati Industriali);
  • altri servizi formativi specialistici, quali, a mero titolo esemplificativo, visite di studio all’estero di breve durata, scambi di buone pratiche, altri specifici approfondimenti formativi;
  • attività consulenziali di accompagnamento, quali progettazione, elaborazione e realizzazione di interventi operativi per migliorare le performance aziendali e le capacità di gestione.

Destinatari della misura sono le Micro e Piccole Medie Imprese, comprese le start-up innovative, operanti negli ambiti di attività della S3 regionale.

Le agevolazioni avranno la forma di contributo a fondo perduto:

  • 80% per le micro imprese;
  • 70% per le piccole imprese;
  • 60% per le medie imprese.

Le proposte progettuali potranno avere un importo minimo di € 5.000,00 fino ad un massimo di € 70.000,00.

La dotazione iniziale complessiva ammonta a € 5.000.000,00.

Le domande di contributo dovranno essere presentate dal 27 giugno 2024.

Chi sono i beneficiari del bando SkillsXS3

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole e Medie imprese.

Progetti ammissibili sul bando SkillsXS3

I presupposti alla base del progetto sono:

  • il piano di sviluppo aziendale;
  • il fabbisogno di competenze.

Per piano di sviluppo aziendale si intende il piano che l’impresa ha intrapreso o ha intenzione di intraprendere, comprendente o basato sullo sviluppo e/o l’integrazione di tecnologie, soluzioni, prodotti o processi innovativi, coerentemente con la S3 regionale.

Il piano di sviluppo aziendale potrà essere programmato, in corso o concluso da non più di 12 mesi dalla presentazione della domanda di partecipazione al Bando.

Coerentemente con la S3, il piano di sviluppo aziendale su cui è basato il progetto deve rientrare in uno dei sei sistemi prioritari (Aerospazio, Mobilità, Manifattura avanzata, Tecnologie, Materiali e risorse verdi, Food, Salute) e afferire ad almeno una delle tre componenti trasversali dell’innovazione (transizione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) di cui alla S3 stessa. 

Sono ammissibili le seguenti attività:

a) corsi di formazione specialistica, di durata minima di 30 ore. I corsi possono contemplare diverse metodologie didattiche. Possono inoltre rientrare in questa categoria anche percorsi di alta formazione universitaria, quali i Master e i Dottorati Industriali;

b) altri servizi formativi specialistici, quali, a mero titolo esemplificativo, visite di studio all’estero di breve durata, volte ad apprendimento di nuove metodologie o competenze, scambi di buone pratiche, altri specifici approfondimenti formativi;

c) attività consulenziali di accompagnamento, intese quali prestazioni fornite da professionisti altamente qualificati a supporto della gestione delle fasi strategiche del processo aziendale.


Tali attività, in affiancamento al management interno all’impresa, possono includere la progettazione, l’elaborazione e la realizzazione di interventi operativi per migliorare le performance aziendali e le capacità di gestione, al fine di consentire la piena attuazione del piano di sviluppo aziendale.

Il progetto formativo si intende prevalentemente focalizzato sullo sviluppo di competenze tecniche-specialistiche, ma potrà riguardare anche connessi ambiti di innovazione organizzativa e/o manageriale.

Non sono tuttavia finanziabili attività di mero addestramento all’uso di macchinari e/o tecnologie, né di sviluppo di competenze generaliste di base.

 

Durata dei progetti

La durata del progetto formativo deve essere compresa tra 6 e 24 mesi.

Il termine massimo può essere esteso a 36 mesi nel caso di Dottorati Industriali.

Contributo a fondo perduto del bando SkillsXS3

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831 “de minimis”.

- 80% per le micro imprese, fino ad un massimo di € 56.000,00;

- 70% per le piccole imprese, fino ad un massimo di € 49.000,00;

- 60% per le medie imprese, fino ad un massimo di € 42.000,00.

Quale sono le spese ammissibili sul bando SkillsXS3

1. SERVIZI DI CONSULENZA ED ALTRI SERVIZI

Sono ammissibili le spese connesse a:

a. corsi di formazione specialistica;

b. altri servizi formativi specialistici;

c. servizi consulenziali di accompagnamento, nella misura massima del 40% del totale delle spese ammissibili, ad eccezione delle spese di personale di cui alla categoria di spesa 2).

2. SPESE DI PERSONALE

Le spese di personale sono riconosciute solo in connessione ad attività formative di cui alle lettere a) e b) che coinvolgono personale dipendente.

Il riconoscimento di tali costi avviene su base forfettaria nella misura del 20% dei costi diretti di cui alla categoria 1), lettere a) e b).

Fornitori ammissibili sul bando SkillsXS3

Le attività potranno essere erogate esclusivamente da soggetti rientranti in una delle seguenti categorie:

1. entità, tra cui università, istituti di ricerca, agenzie incaricate del trasferimento di tecnologia, intermediari dell'innovazione, entità collaborative reali o virtuali orientate alla ricerca, definite dalla Comunicazione CE 2006/C 323/01 quali Organismi di Ricerca;

2. enti di formazione accreditati presso i sistemi regionali per la formazione professionale o enti e società in possesso di certificazione ISO 9001 EA37, operanti nel settore da almeno 5 anni;

3. incubatori certificati iscritti alla sezione speciale del registro delle imprese presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura, ex articolo 25 D.L. 179/2012;

4. centri di competenza ad alta specializzazione17 come identificati dal Decreto 12 settembre 2017, n. 214 - “Regolamento sulle modalità di costituzione e sulle forme di finanziamento di centri di competenza ad alta specializzazione”.

I soggetti erogatori dovranno inoltre aver realizzato nel triennio precedente almeno tre servizi in ambiti analoghi a quelli del progetto formativo oggetto della richiesta di agevolazione.

Cosa possiamo fare sul bando SKILLSXS3

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Erogare la consulenza e la formazione 90%

Gestire le domande 95%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca all'apertura del bando SkillsXS3

Agevolazioni Regione Piemonte

Efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese piemontesi

Efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese piemontesi

Il bando promuove investimenti per la riduzione dei consumi e delle correlate emissioni inquinanti e climalteranti degli edifici e degli impianti produttivi attraverso la razionalizzazione dei cicli produttivi, l’utilizzo efficiente dell’energia e la produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

L’agevolazione, che copre fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, è costituita da un finanziamento agevolato e da una quota a fondo perduto.

Chi sono i beneficiari del bando efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le:
  • Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI);
  • Grandi Imprese (GI).

Oltre ad essere la naturale prosecuzione dell’edizione 2023, il Bando, che si articola nelle due Azioni: II.2.i.2 - Efficientamento energetico nelle imprese e II.2ii.2 - Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese, riporta alcune modifiche che mirano a migliorare la fruibilità del Bando stesso:

è stata eliminata l’obbligatorietà di abbinare un intervento a valere sull’Azione “Rinnovabili” con un intervento a valere sull’Azione “Efficienza Energetica”, di conseguenza le imprese possono decidere se presentare domanda solo su una delle due Azioni oppure su entrambe;


sono state abbassate e unificate le soglie minime progettuali di accesso delle due azioni, proporzionali alla dimensione dell’impresa. Nello specifico:

- per le MPMI sono ammissibili gli investimenti tra 50.000 euro e 3.000.000 di euro IVA esclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicate;

- per le grandi imprese sono gli ammissibili investimenti strategici tra 300.000 euro e 5.000.000 di euro IVA esclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

è stata modificata la percentuale di ripartizione tra quota finanziamento e quota contributo.

In particolare:


- per l’azione “Efficienza Energetica” è stata maggiorata la quota di contributo, fino al 35% del valore dell’investimento ammesso e ulteriormente estendibile fino al 40%, se la sede oggetto di intervento si trova in un’area 107.3.c;

- per l’azione “Rinnovabili” la ripartizione tra finanziamento e contributo è stata confermata: il contributo può coprire fino al 30% del valore dell’investimento ammesso.

Progetti ammissibili

Efficientamento energetico nelle imprese

Prevede cinque Linee di intervento:

  • a) impianti di cogenerazione ad alto rendimento
  • b) interventi di razionalizzazione dei cicli produttivi e utilizzo efficiente dell’energia;
  • c) interventi di efficientamento energetico di edifici delle imprese;
  • d) installazione di sistemi di building automation connessi agli interventi di efficientamento;
  • e) sviluppo di processi innovativi volti al risparmio energetico, compresa l’eventuale ingegnerizzazione di nuove linee di produzione efficienti.

Dimensione del progetto:

Per le MPMI sono ammissibili investimenti di importo minimo pari a 50.000 euro ed un massimo pari a € 3.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Per le GI sono ammissibili investimenti che rivestono carattere di strategicità di importo minimo pari a 500.000 euro e massimo pari a 5.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

 

Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese

prevede cinque Linee di intervento:

  • a) impianti di cogenerazione ad alto rendimento, alimentati a fonti rinnovabili;
  • b) installazione di impianti a fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento dell’energia idraulica e solare-fotovoltaica;
  • c) installazione di impianti a fonti rinnovabili per la produzione di energia termica attraverso lo sfruttamento dell’energia dell’ambiente, geotermica, solare termica o da biomassa;
  • d) produzione di idrogeno verde da energia elettrica rinnovabile;
  • e) sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia prodotta di media e piccola taglia.

Gli interventi sono finalizzati all’autoconsumo dell’energia prodotta e possono comprendere sistemi di
accumulo/stoccaggio di media e piccola taglia.

Dimensione del progetto:

Per le MPMI sono ammissibili investimenti di importo minimo pari a 50.000 euro ed un massimo pari a € 3.000.000 IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Invece, per le GI sono ammissibili investimenti che rivestono carattere di strategicità di importo minimo pari a 300.000 euro e massimo pari a € 5.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Per l’Azione Efficientamento energetico nelle imprese, gli interventi dovranno garantire un risparmio annuo minimo di emissioni e/o di energia primaria, parametrato alla situazione preesistente, differenziato a seconda della Linea di intervento cui afferiscono, come specificato dal bando.

Mentre, per l’Azione Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese, gli interventi dovranno garantire un risparmio annuo di emissioni e/o di energia primaria, parametrato alla situazione preesistente, differenziato a seconda della Linea di intervento cui afferiscono, come specificato dal bando.

 

Durata dei progetti di efficienza energetica ed energie rinnovabili

Il termine per la conclusione dell’investimento è di 24 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione.

Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto

Incentivo per l'azione Efficienza energetica

l'agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, con le seguenti caratteristiche: 

Micro e piccole imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 65% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 35% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Medie imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 75% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto fino ad un massimo del 25% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Grandi imprese

finanziamento pari almeno al 85% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 15% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

 

Per gli interventi sulle linee b), c), d), e) la cui unità locale oggetto di intervento sia collocata in un comune compreso nelle cosiddette aree 107.3.c le percentuali di contributo vengono maggiorate del 5%.

Incentivo per l'azione utilizzo delle energie rinnovabili

l'agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, con le seguenti caratteristiche: 

Micro e piccole imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 70% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 30% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Medie imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 80% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto fino ad un massimo del 20% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Grandi imprese

finanziamento pari almeno al 90% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 10% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Quale sono le spese ammissibili dal bando Efficienza energetica ed energie rinnovabili

Per ogni Azione, sono ammissibili esclusivamente le voci di spesa elencate di seguito:

a) fornitura dei componenti necessari alla modifica dei processi o alla realizzazione degli impianti o degli involucri edilizi ad alta efficienza; sono comprese le apparecchiature per la riduzione/eliminazione degli impatti ambientali nel rispetto del principio DNSH;

b) installazione e posa in opera degli impianti e dei componenti degli involucri edilizi e dei sistemi di
accumulo;

c) opere edili ad esclusivo asservimento di impianti/macchinari oggetto di finanziamento e/o interventi di messa in sicurezza (sismica o ambientale, ad esempio l’eliminazione di sorgenti potenzialmente inquinanti, come materiali contenenti amianto, serbatoi di combustibili dismessi, ecc.) degli impianti/edifici oggetto di agevolazione e/o eventuali opere necessarie alla “resa a prova di clima” delle opere finanziate; le opere edili nel caso della Azione II.2.i.2 - Intervento a) e Azione II.2.ii.2 - Intervento a), gli interventi di messa in sicurezza e quelli a garanzia dell’immunizzazione degli effetti del clima, sono ammissibili complessivamente nei limiti del 20% del totale della spesa ammessa sommando le suddette voci a) e b); sono fatti salvi gli interventi di cui alla Azione II.2.i.2 - Intervento c);

d) sia per impianti, sia per involucri edilizi: spese tecniche per progettazione (sostenute dopo il 07/10/2022), direzione lavori, collaudo (es. Diagnosi energetica, Attestato di Prestazione Energetica dell’edificio, Certificazione degli impianti, ecc..). Le spese tecniche sono ammesse fino ad un massimo da calcolare secondo la formula: STA = Inv*[(30-4*LOG(Inv))/100], dove STA è la Spesa Tecnica Ammissibile e Inv è il costo totale dell’intervento (voci di spesa a + b + c). Per importi maggiori di 3.000.000 € si applica l'aliquota dei 3 milioni.

L'IVA è ammissibile in base a quanto previsto dall’art. 64 del Reg. (UE) 2021/1060.

Cosa possiamo fare sul bando Efficienza Energetica

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca all'apertura del bando efficienza energetica ed energie rinnovabili

Avvisi Fondimpresa

Avviso 3/2024 – Formazione di lavoratori disoccupati da assumere

Avviso 3/2024 Fondimpresa - Formazione di lavoratori disoccupati da assumere

Con l’Avviso 3/2024 Fondimpresa finanzia piani condivisi per la formazione dei lavoratori disoccupati o inoccupati da assumere nelle aziende aderenti al Fondo.

Possono presentare domanda di contributo e realizzare il Piano formativo esclusivamente le aziende aderenti a Fondimpresa che hanno necessità di assumere nuove figure professionali con profili di difficile reperimento.

Le domande dovranno pervenire, a pena di inammissibilità, a partire dal 4 giugno 2024 e fino al 31 dicembre 2024.

Destinatari dell'Avviso 3/2024

Sono destinatari dei Piani formativi sull'Avviso 3/2024 i lavoratori disoccupati, inoccupati coinvolti nelle azioni formative del piano finalizzate alla qualificazione/riqualificazione e/o all’aggiornamento delle competenze, promosse da aziende che in risposta al fabbisogno di figure professionali difficilmente reperibili nel mercato locale del lavoro, procedano a formarli.

È possibile ammettere nei percorsi formativi partecipanti la cui assunzione da parte dell’azienda proponente è avvenuta dopo la presentazione della domanda di contributo.

Contributo dell'Avviso 3/2024

L'erogazione del contributo è subordinata all’assunzione del 90% dei partecipanti effettivi (il 50% a tempo indeterminato e il 40% a tempo determinato).

I Soggetti proponenti, singolarmente, o in Associazione Temporanea di Imprese (ATI), potranno accedere alle risorse dell’Avviso mediante presentazione di uno o più piani formativi, per un valore cumulativo massimo di € 300.000,00.

Il contributo verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base di una griglia di valutazione.

Ogni piano formativo prevede un contributo minimo di € 20.000 e massimo di € 300.000.

L’erogazione del contributo concesso avverrà a saldo, entro 45 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale da parte di Fondimpresa.

Al di sotto del numero minimo di 4 lavoratori effettivi assunti con contratto a tempo indeterminato non sarà riconosciuto alcun contributo in relazione al Piano.

Inoltre, l'erogazione è subordinata all’assunzione del 90% dei partecipanti effettivi (il 50% a tempo indeterminato e il 40% a tempo determinato).

Possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo anche le assunzioni con contratto di apprendistato a tempo indeterminato.

I contratti di assunzione a tempo determinato devono avere la durata minima di almeno sei mesi.

La certificazione dell’avvenuta assunzione dovrà essere effettuata tramite produzione di copia del Mod. UNILAV per il singolo lavoratore interessato.

Dettagli dell'Avviso 3/2024

Il contributo verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base di una griglia di valutazione.

Le singole azioni formative che compongono l’articolazione del Piano devono avere una durata minima di 100 ore e massima di 200 ore.

Il singolo lavoratore può frequentare un massimo di 320 ore di formazione, in una o più azioni formative.

Ogni singola azione formativa deve prevedere un minimo di 6 partecipanti e rivolgersi ad un massimo di 15.

Ai fini della validità dell’azione, e pertanto dell’ammissibilità dei relativi costi, è necessario che almeno 6 partecipanti risultino formati, abbiano cioè frequentato almeno il 70% delle ore programmate.

Tuttavia, nel solo caso di Piani formativi composti da più azioni, ai fini della validità dell’azione formativa, e pertanto dell’ammissibilità dei relativi costi, è necessario che almeno 4 lavoratori abbiano partecipato per il 70% delle ore programmate.

COSA FACCIAMO

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondimpresa un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):

  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Quanto manca alla scadenza:

Agevolazioni Regione Piemonte

Imprese artigiane - Partecipazione a fiere - primo semestre 2024

Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

concessione di contributi alle imprese artigiane piemontesi per la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali che si svolgono in Italia

Chi sono i beneficiari del bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le imprese artigiane che, al momento della presentazione della domanda e dell’erogazione del contributo, abbiano i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio in Piemonte, con sede operativa attiva in Piemonte;

  • possedere l'annotazione della qualifica di impresa artigiana riportata nel Registro imprese delle CCIAA;

  • non aver commesso reati per i quali è stata comminata la sanzione interdittiva di cui all’art. 9, comma 2, lett. d) del d.lgs. 231/2001, comportante l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;

  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non essere in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

  • essere in regola con i versamenti contributivi e previdenziali (DURC);

  • svolgere l'attività prevalente (codice ATECO 2007) in tutti i settori ammessi dal regolamento “De minimis” e non rientranti pertanto nelle attività economiche escluse o ammesse con le limitazioni in base al Regolamento (CE) n. 1407/2013 “De minimis” (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L. 352/1 del 24/12/2013);

  • non avere richiesto/ricevuto altri contributi per le medesime spese ammissibili di cui al presente bando e rispettare per tre periodi di imposta, a partire da quello in cui ricade la data di concessione del contributo richiesto, il divieto di cumulo con altri aiuti pubblici (in regime de minimis e/o non notificati all’Unione Europea).

Progetti ammissibili

La partecipazione a una fiera nazionale o internazionale contenuta nel Calendario della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per il primo semestre 2024, organizzata in presenza in Italia.

La fiera per la partecipazione alla quale viene richiesto il contributo regionale deve essere compresa tra quelle di cui a Elenco fiere ammesse deve avere luogo tra il sessantesimo giorno successivo alla presentazione della domanda ed il 30 giugno 2024.

E' ammessa solo la partecipazione come espositore diretto, titolare dell'area espositiva, con modalità in presenza.

L’impresa beneficiaria del contributo ha l’obbligo di dare evidenza della concessione dello stesso da parte della Regione Piemonte esponendo nello stand fieristico adeguata comunicazione.

Contributo a fondo perduto

L’importo di contributo richiesto deve essere compreso tra euro 2.000,00 ed euro 5.000,00.

Qualora le spese sostenute siano inferiori a euro 2.000,00 non verrà concesso alcun contributo.

Qualora le spese sostenute siano superiori al tetto massimo di contributo concedibile, l’impresa si impegna a coprire con risorse proprie l’eventuale restante parte non coperta da contributo regionale.

Il contributo a fondo perduto è assegnato sulla base dell’ordine temporale di ricezione delle domande.

Quali sono le spese ammesse dal bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

Il contributo deve essere riferito a spese pertinenti allo stand costituite da: quota di iscrizione, area espositiva (plateatico), allestimento.


Il contributo copre l’importo delle fatture dell’Ente fiera (acconto e saldo) e di eventuale allestitore esterno autorizzato dall’Ente fiera, al netto di IVA e di altre imposte e tasse.

Tutte le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda e i documenti contabili devono riportare il codice CUP, pena inammissibilità.

Le voci della spesa sostenuta devono essere indicate nel contratto sottoscritto con l’Ente fiera e devono essere riportate nella domanda.

Cosa possiamo fare sul bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

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Agevolazioni Regione Piemonte

Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

la misura sostiene con una dotazione di 20 milioni di euro la valorizzazione dei risultati di attività di ricerca sviluppo e innovazione (RSI).

In particolare, con riguardo ai progetti caratterizzati da significativo rilievo innovativo per le aziende proponenti o per il mercato di riferimento e in grado di proporre prodotti, processi o servizi radicalmente nuovi o capaci di creare nuovi segmenti di mercato.

Chi sono i beneficiari

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole e Medie imprese (PMI), incluse le start up innovative e gli spin off industriali.

Progetti ammissibili

La misura sostiene gli investimenti delle imprese finalizzati a portare sul mercato i risultati di un progetto di RSI conclusosi nell’arco dei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda.


Con riferimento al livello di maturità della tecnologia (Technology Readiness Level – TRL), i progetti devono possedere in entrata un TRL 8 o 9, conseguito al termine delle attività di RSI svolte in precedenza.

Gli interventi ammissibili dovranno prevedere spese ammissibili per almeno:

  • 200.000 euro per le piccole imprese, incluse le micro imprese;
  • 350.000 euro per le medie imprese.

Contributo a fondo perduto

L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto di importo massimo di 1.000.000 euro.

Quali sono le spese ammesse dal bando Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

Gli interventi ammissibili dovranno prevedere spese come macchinari, impianti, attrezzature, oltre a eventuali consulenze (massimo 30%) per almeno 250.000 euro per le micro e piccole imprese e 350.000 euro per le medie.

Cosa possiamo fare sul bando Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

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Agevolazioni Regione Piemonte

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

strumento finanziario combinato, volto ad incentivare il rilascio di garanzie da parte dei Confidi e a ridurre gli oneri finanziari correlati alla garanzia e al rimborso del finanziamento.

Chi sono i beneficiari del bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le piccole e medie imprese (PMI) e i professionisti.

Progetti ammissibili

L'agevolazione è finalizzata al finanziamento di investimenti in beni materiali e immateriali nonché in capitale circolante di importo non superiore a euro 250.000, riferite ad investimenti o progetti attivati nel territorio della Regione Piemonte, presso la sede principale o l’unità locale dell’impresa beneficiaria.

Non sono ammissibili le operazioni aventi ad oggetto il consolidamento di passività finanziarie a breve termine o le ristrutturazioni di debiti pregressi.

E' inoltre ammissibile la spesa sostenuta dall’impresa per l’ottenimento della garanzia e per il pagamento degli interessi sul finanziamento garantito, a fronte della quale verrà erogato un voucher (contributo a fondo perduto) pari al 5% del valore del finanziamento stesso, con un limite massimo di euro 10.000.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto:

  • 5% del valore del finanziamento con un limite massimo di euro 10.000.

Cosa possiamo fare sul bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

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Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Certificazione-della-parità-di-genere

Contributo per la certificazione della parità di genere

Contributo per servizi di assistenza tecnica e per la certificazione della parità di genere

secondo la norma UNI/PdR 125:2022

La dotazione finanziaria è pari a euro 4.000.000,00.

Il 5% delle risorse è riservato alle imprese in possesso del rating di legalità.

Chi sono i beneficiari del contributo per la certificazione della parità di genere

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole o Medie imprese che:

  • abbiano in pianta organica almeno un dipendente;
  • abbiano sede legale e operativa in Italia;
  • siano regolarmente costituite, iscritte nel Registro delle Imprese e attive;
  • siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a procedura
    concorsuale, di liquidazione coatta o volontaria, di amministrazione controllata, di concordato
    preventivo (ad eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale) o in qualsiasi altra
    situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • non abbiano nei propri confronti cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67
    della vigente normativa antimafia (D. Lgs. n. 159/2011 e s.m.i.);
  • siano in regola con l’assolvimento degli obblighi contributivi attestati dal Documento Unico di
    Regolarità Contributiva (DURC);
  • non abbiano procedimenti amministrativi in corso connessi ad atti di revoca per indebita
    percezione di risorse pubbliche;
  • siano in regola con l’adempimento previsto dall’art. 46 del d. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 e s.m.i.
    “Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile” (per le sole imprese che
    occupano più di 50 dipendenti);
  • siano in regola con le assunzioni previste dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per
    il diritto al lavoro dei disabili” ss.mm.ii, in materia di collocamento mirato ai disabili;
  • non svolgano attività descritte nell’Allegato 1 del presente Avviso, nel rispetto del principio di
    “non arrecare un danno significativo”, in coerenza con il dispositivo per la ripresa e resilienza di
    cui all’articolo 2;
  • abbiano concluso positivamente il pre-screening (autovalutazione) attraverso l’apposito test.

Progetti ammissibili

Il bando contributo per la certificazione della parità di genere si articola in due contributi:

  • uno per i servizi di consulenza;
  • uno per i servizi di certificazione.

Infatti, è erogato un contributo (voucher) per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, per tutoraggio e supporto tecnico-gestionale, mediante incontri tra la singola impresa e l’esperto incaricato.

Tali servizi, finalizzati all’ottenimento della certificazione della parità di genere, atti a trasferire alle
imprese beneficiarie competenze specialistiche e strategiche a tale scopo, prevedono il supporto:

  • per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti dalla norma UNI/PdR 125:2022, per la personalizzazione di documenti/strumenti del Sistema di Gestione della Parità di Genere messi a disposizione, per l’implementazione del Sistema di gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici. Per tali attività sono previste fino a 4 giornate di assistenza;
  • per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022. Per tale attività è prevista 1 giornata di assistenza.

Inoltre, è erogato un contributo per i servizi di certificazione della parità di genere in conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 da parte degli Organismi di Certificazione iscritti all’apposito elenco.

A tal fine l’impresa acquisisce un preventivo per i servizi di certificazione e lo presenta congiuntamente alla richiesta di contributo. Il contributo, successivamente al conseguimento della certificazione, viene erogato direttamente all’Organismo di Certificazione, senza che l’impresa debba sostenere alcun costo per i servizi di certificazione nei limiti del contributo concedibile.

Sono ammissibili i soli servizi per il rilascio della prima certificazione e relativamente alle seguenti voci:
- esame della domanda;

- verifica documentale;

- verifica in sede e osservazione diretta dell’attività dell’organizzazione certificata;

- rilascio del certificato.

Non sono ammissibili i costi per lo svolgimento di altri servizi (es. pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo).

Durata dei progetti

L’impresa beneficiaria deve conseguire la certificazione entro 12 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione del contributo.

Sulla base di motivata richiesta dell’impresa, pervenuta a pena di inammissibilità prima della scadenza dei 12 mesi, è concedibile una proroga di ulteriori 2 mesi.

In caso di mancato rilascio della certificazione entro i termini di cui sopra il contributo per i servizi di certificazione non sarà erogato e il corrispettivo dell’Organismo di Certificazione dovrà essere sostenuto interamente dall’impresa.

Contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto per i servizi di consulenza viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.639,34  per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti, per la personalizzazione di documenti/strumenti, per l’implementazione del Sistema di Gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici.

- euro 409,84 per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle
prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022.

 

il contributo a fondo perduto per i servizi di certificazione viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.200,00 per ogni giornata di audit dell’Organismo di Certificazione.

Il numero massimo di giornate di audit è determinato in base al numero di addetti dell'impresa.

Per il calcolo degli addetti dovranno essere conteggiati solo gli addetti equivalenti coinvolti nei processi ritenuti più critici nell’ambito del Sistema di Gestione della Parità di Genere, e non il numero complessivo degli addetti dell’organizzazione, così come indicato dal documento internazionale IAF MD 05.

In ogni caso, il numero di giornate non può essere superiore a 9, pari a un contributo massimo di euro 10.245,00.

A cosa serve la certificazione della parità di genere

La finalità della certificazione della parità di genere nelle imprese è quella di favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale.

Quindi di migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, di leadership e di  armonizzazione dei tempi vita.

 

Al fine di promuovere l’adozione della certificazione della parità di genere da parte delle imprese, il sistema prevede un principio di premialità che si realizza con l’introduzione di meccanismi di incentivazione.

In base all’art. 5, comma 2, della legge 5 novembre 2021 n. 162 (Legge Gribaudo), alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione della prassi UNI/PdR 125:2022 rilasciata da un organismo di certificazione accreditato è concesso un esonero dal versamento di una percentuale dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

In particolare, l’esonero è determinato in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. L’art. 1, comma 138, della legge 30 dicembre 2021 n. 234 ha stanziato i fondi per finanziare la misura a regime, prevedendo 50 milioni di euro a partire dal 2023.

La definizione delle modalità attuative della decontribuzione per le imprese certificate è regolata da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro con delega per le pari opportunità adottato il 20 ottobre 2022.

Inoltre, sempre ai sensi della Legge Gribaudo (art. 5, comma 3) alle aziende che, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione alla prassi UNI/PdR 125:2022, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, è riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione di proposte progettuali, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

Infine, con l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023 n. 36, secondo quanto previsto all'art. 108, comma 7, così come modificato dall’art. 6 co. 2 bis del decreto legge 10 maggio 2023 n. 51, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023 n. 87, le amministrazioni aggiudicatrici indicano, nei loro avvisi, un maggiore punteggio legato al possesso della certificazione di genere. L’art 106, comma 8, del nuovo codice dei contratti pubblici prevede, inoltre, per tutte le tipologie di contratto una diminuzione della garanzia del 20%, cumulabile con tutte le altre riduzioni previste dalla legge, in caso di possesso di certificazioni (riportate nell’allegato II. 13 al Codice) attestanti specifiche qualità, tra le quali rientra anche la certificazione della parità di genere.

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