Contributo per la registrazione di marchi

Contributo per la registrazione di marchi

Contributo per la registrazione di marchi da parte di piccole e medie imprese

dell’Unione europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) e internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale)

Il Bando Marchi+ 2025 intende sostenere le imprese di micro, piccola e media dimensione nella tutela dei loro marchi all’estero attraverso l'acquisizione di servizi specialistici.

L'impresa alla data di presentazione della domanda di partecipazione deve:

Misura A

  • avere effettuato, a decorrere dal 1° gennaio 2022, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse di deposito;
  • avere ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di contributo.

Misura B

avere effettuato, a decorrere dal 1° gennaio 2022, almeno una dei seguenti depositi della domanda di:

  • registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse;
  • registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • designazione successiva di un marchio già registrato presso OMPI e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse;

nonché

  • avere ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) del marchio oggetto della domanda.

 

Tutte le spese (comprese le tasse) devono essere state sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2022 e comunque prima della presentazione della domanda di contributo.

Per uno stesso marchio è possibile cumulare le agevolazioni previste per le misure A e B.

Ogni impresa può presentare più richieste di contributo, sia per la Misura A che per la Misura B, fino a un massimo di 25.000,00 euro.

Progetti ammissibili al contributo per la registrazione di marchi

Misura A: registrazione di marchi dell’Unione europea;

Misura B: registrazione di marchi internazionali.

Cosa agevola il contributo per la registrazione di marchi

Progettazione della rappresentazione

Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo).

Deve essere effettuato da un grafico professionista titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.

Assistenza per il deposito

Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO.

Deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale.

Oppure da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB - Patent Library.

Ricerche di anteriorità

Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici o simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare.

Deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale.

Oppure da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB - Patent Library.

Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione

Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio.

Deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.

Tasse di deposito presso EUIPO, UIMB o OMPI

Contributo per la registrazione di marchi

Misura A

il contributo è dell'80% delle spese ammissibili nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di spesa e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di euro 6.000,00.

Misura B

il contributo è del 90% delle spese ammissibili nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di spesa e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di euro 9.000,00.

Limiti di contributo per ciascuna tipologia di spesa

Misura A

Misura B

Premialità Marchi+ 2025

Maggiore percentuale di contributo (85% per la Misura A e 95% per la Misura B) per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere.

Cosa possiamo fare

Progettare i tuoi marchi 25%

Registrare i tuoi marchi 70%

Predisporre e inviare le domande 100%

Quanto manca all'apertura

Brevetti+

80% di contributo per valorizzare i brevetti

Contributo per valorizzare i brevetti delle piccole e medie imprese

per invenzione industriale

Chi sono i beneficiari del contributo per valorizzare i brevetti

Il contributo è rivolto alle micro, piccole e medie imprese, anche appena costituite, che possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:

  • titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 1 gennaio 2024;
  • titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 1 gennaio 2023 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;
  • titolari di un brevetto concesso dall’EPO e convalidato in Italia successivamente al 1 gennaio 2024 oppure titolari di un brevetto concesso dall’EPO con effetto UNITARIO a partire dal 1 gennaio 2024, comprendente l’Italia tra gli stati designati;
  • titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 1 gennaio 2023, con un rapporto di ricerca con esito “non negativo” che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto, purché la domanda nazionale di priorità non sia stata già ammessa alle agevolazioni “Brevetti+” nell’ambito dei precedenti bandi.

Progetti ammissibili al contributo per valorizzare i brevetti

Acquisto di servizi specialistici correlati e strettamente connessi alla valorizzazione economica del brevetto e funzionali alla sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’impresa proponente, al fine di accrescere la capacità competitiva della stessa

I servizi specialistici possono essere relativi a tre macroaree:

  • A - Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (incluso Proof of Concept)
  • B - Organizzazione e sviluppo
  • C - Trasferimento tecnologico.

Sono ammissibili solo le spese sostenute successivamente alla data di presentazione telematica della domanda di contributo.

Il progetto non può basarsi su un’unica tipologia di servizio.

Nel progetto deve essere presente almeno un servizio relativo a Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione;

Le spese per i restanti servizi, complessivamente, non possono superare il 30% del totale del progetto.

Contributo per valorizzare i brevetti

Il contributo è a fondo perduto fino a un massimo di 140.000 euro e non può superare l’80% dei costi ammissibili.

L'agevolazione è concessa in regime "de minimis".

Il contributo è elevato al 100% per le imprese beneficiarie che al momento della presentazione della domanda risultano contitolari – con un Ente Pubblico di Ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS) – della domanda di brevetto o di brevetto rilasciato, ovvero titolari di una licenza esclusiva avente per oggetto un brevetto rilasciato ad uno dei suddetti Enti pubblici, già trascritta all’UIBM, senza vincoli di estensione territoriali.

L’obiettivo è sostenere la capacità innovativa e competitiva delle micro, piccole e medie imprese attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei brevetti sui mercati nazionali e internazionali.

Brevetti+ 2025 ha una dotazione di 20 milioni di euro.

Le domande saranno valutate in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

Spese Macroarea A

Spese Macroarea B

Spese Macroarea C

Ai fini dell’ammissibilità:

  • il progetto non può basarsi su un unico servizio;
  • nel progetto deve essere presente almeno un servizio della Macroarea A;
  • gli importi richiesti per i servizi relativi alle Macroaree B e C, complessivamente, non possono superare il 40% del totale del piano richiesto.

Premialità Brevetti+ 2025

Maggiore percentuale di contributo (85%) per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere.

Maggiore percentuale di contributo (100%) per le imprese beneficiarie che al momento della presentazione della domanda risultano contitolari - con un Ente Pubblico di ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS) - della domanda di brevetto o di brevetto rilasciato, ovvero titolari di una licenza esclusiva avente per oggetto un brevetto rilasciato ad uno dei suddetti enti pubblici, già trascritta all’UIBM, senza vincoli di estensione territoriali.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 50%

Gestire le domande 70%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca all'apertura

Disegni+

Contributo per valorizzare i disegni e modelli

Contributo per le piccole e medie imprese per valorizzare i disegni e modelli

Chi sono i beneficiari del contributo per valorizzare i disegni e modelli

Il contributo è rivolto alle micro, piccole e medie imprese che possiedono disegni o modelli registrati.

Il disegno/modello deve essere registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

Oppure presso l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO)

Oppure presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).

In tale ultimo caso tra i Paesi designati deve esserci l’Italia.

Il disegno/modello deve essere registrato a decorrere dal 1° gennaio 2021 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda ed essere in corso di validità.

Progetti ammissibili al contributo per valorizzare i disegni e modelli

Oggetto dell’agevolazione è la realizzazione di un progetto finalizzato alla valorizzazione di un
disegno/modello, così come definito dall’art. 31 del D.Lgs. 10 febbraio 2005, n.30 (Codice della Proprietà Industriale).

Sono oggetto di agevolazione le spese che attengono allo specifico disegno/modello e al suo ambito di
tutela cioè, come recita l’art. 31 sopra citato:

“all’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso ovvero del suo ornamento”.

Può essere agevolata soltanto una domanda per impresa.

Il progetto ha una durata massima di 9 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione dell’agevolazione.

Contributo per valorizzare i disegni

Il contributo è a fondo perduto fino a un massimo di 60.000 euro e non può superare l’80% dei costi ammissibili.

L'agevolazione è concessa in regime "de minimis".

Disegni+2025 ha una dotazione di 10 milioni di euro.

Le domande saranno valutate in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

Spese ammesse

Sono ammissibili le spese sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di contributo per l’acquisizione dei seguenti servizi:

  • realizzazione di prototipi;
  • realizzazione di stampi;
  • consulenza tecnica per la catena produttiva finalizzata alla messa in produzione e per l’utilizzo di materiali innovativi;
  • consulenza tecnica per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale (la marcatura CE è esclusa);
  • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, progettazione ed ideazione dei layout grafici e testi per materiale di comunicazione offline e online con espressa esclusione della realizzazione del materiale stesso) e per la valutazione tecnico economica ai fini della cedibilità del disegno/modello registrato;
  • consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione (azioni legali che siano state effettivamente avviate relative a casi concreti di contraffazione) e/o per accordi di licenza o per accordi di  distribuzione dei prodotti relativi al disegno/modello registrato (che siano stati effettivamente sottoscritti).

Premialità Disegni+ 2025

Maggiore percentuale di contributo (85%) per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 50%

Gestire le domande 70%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca all'apertura

Logo CCIAA

Contributo per la transizione ecologica

Contributo per la transizione ecologica delle imprese delle province di Biella, Novara, Vercelli e VCO

Nell’ambito dell’iniziativa strategica “La doppia transizione digitale ed ecologica”, il bando incentiva l’avvio da parte delle imprese di percorsi per favorire la transizione ecologica attraverso l’adozione di criteri ESG, la realizzazione di interventi di efficienza energetica, l'introduzione di Fonti di Energia Rinnovabile e la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili. 

Chi sono i beneficiari del contributo per la transizione ecologica

Possono presentare domanda  le imprese aventi sede legale e/o unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte (province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli) e in possesso dei seguenti requisiti:

a) essere attive, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale secondo la normativa vigente;

b) le spese sostenute devono essere coerenti con l’attività effettivamente esercitata dall’impresa beneficiaria in base a quanto risultante dalla visura camerale;

c) non essere in stato di fallimento, liquidazione (anche volontaria), amministrazione controllata, concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

d) avere assolto gli obblighi contributivi;

e) non avere, al momento della liquidazione del contributo, forniture in essere con la Camera di Commercio.

Progetti ammissibili al contributo per la transizione ecologica

Acquisizione di servizi di consulenza, prove tecniche, software, attrezzature e formazione, finalizzati ad agevolare gli interventi sotto elencati.

Cosa agevola il contributo per la transizione ecologica

Spese per consulenza, prove tecniche, software, attrezzature e formazione.

Contributo per la transizione ecologica

Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di contributo a fondo perduto a copertura del 50% delle spese sostenute e ritenute ammissibili, con un importo massimo del contributo pari a euro 5.000.

La spesa minima per partecipare al Bando è fissata in euro 2.000; non è previsto invece un tetto massimo, fermo restando che l’importo del contributo non potrà superare euro 5.000.

Sono previste premialità da euro 500 ciascuna per le imprese:

1. in possesso del rating di legalità

2. titolari di certificazione della parità di genere.

Tali condizioni devono essere in corso di validità al momento di invio della domanda e fino alla liquidazione del contributo e sono concedibili nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali de minimis.

Interventi ammissibili

Adozione dei criteri ESG

1. sistemi di riuso degli scarti di produzione e dei fattori di produzione;

2. innovazione di prodotto e/o processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione di rifiuti e riutilizzo di beni e materiali;

3. sistemi aziendali di riduzione dei consumi idrici e riciclo dell’acqua;

4. definizione di un piano di gestione per progetti di mobilità e logistica sostenibile;

5. azioni finalizzate all’allungamento della durata di vita utile dei prodotti e il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (eco-design);

6. introduzione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging);

7. valutazioni/certificazioni ambientali, sociali e di governance, incluse le verifiche di conformità agli orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH) ai sensi dell’art. 17 del Regolamento (UE) 2020/852;

8. governance dell’azienda in ottica di aderenza ai criteri ESG (sistemi di rating ESG, bilancio di sostenibilità, ecc.);

9. formazione per lo sviluppo delle competenze e della consapevolezza interna all’azienda, specificatamente finalizzate all’adozione di un piano di governance ESG.

Razionalizzazione dell’uso di energia

1. audit energetici per individuare e quantificare gli interventi di efficienza e le opportunità di risparmio e definire un piano di miglioramento energetico;

2. analisi delle forniture di energia finalizzata alla definizione di un programma di ottimizzazione dei parametri contrattuali;

3. progettazione di sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici e della produzione (consumi, rendimenti, ecc.), anche attraverso l’utilizzo di automazioni con tecnologie 4.0;

4. piano di miglioramento energetico con individuazione e quantificazione degli interventi di efficienza e le opportunità di risparmio dell’impresa, incluse le spese di ricerca delle perdite di aria compressa;

5. studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica;

6. implementazione di Sistemi di gestione dell’energia in conformità alle norme ISO 50001, ISO 50005, ISO 50009;

7. studio di fattibilità tecnico-economica finalizzata alla realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER);

8. realizzazione della documentazione tecnica (progetto, configurazione, ecc.) e giuridica (statuto, contratti, ecc.) necessaria alla costituzione/adesione di/ad una CER;

9. implementazione di tecnologie digitali e 4.0 (cloud, IoT, Intelligenza artificiale, ecc.) per favorire la transizione energetica (“doppia transizione”);

10. acquisizione temporanea del servizio esterno di Energy Manager a beneficio dell’impresa.

Formazione di Energy Manager

Corsi finalizzati al conseguimento della qualifica di Energy manager, di durata non inferiore alle 40 ore totali, per risorse interne impiegate stabilmente all’interno dell’impresa.

Cosa possiamo fare

Predisporre e inviare le domande 5%

Erogare la formazione e la consulenza 90%

Predisporre e inviare le richieste di erogazione 100%

Quanto manca alla chiusura

Logo Regione Piemonte

Rinnovo delle flotte delle PMI piemontesi

Rinnovo delle flotte delle PMI piemontesi

Sono ammissibili fino a 10 domande di contributo, a fronte di 10 veicoli rottamati.

Ciascuna domanda deve essere presentata singolarmente.

In caso di veicoli con motorizzazione ibrida (Hybrid Plug In) è previsto un contributo aggiuntivo fino a Euro 2.000,00 in caso l’impresa installi una stazione di ricarica.

È possibile cumulare il contributo con altri incentivi sulla stessa tipologia di spesa.

Chi sono i beneficiari del contributo per il rinnovo delle flotte

I soggetti beneficiari del contributo per il rinnovo delle flotte sono le Micro, Piccole e Medie Imprese aventi unità locale operativa attiva in Piemonte e iscritte al Registro Imprese.

Progetti ammissibili al contributo per il rinnovo delle flotte

LINEA 1 – ACQUISTO VEICOLI M2, N1, N2, N3 CON ROTTAMAZIONE

Acquisto di veicoli di categoria M2, N1, N2, N3 a basso impatto ambientale con contestuale rottamazione di veicoli M2, N1, N2, N3, Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro da 0 a 2/II, metano e GPL esclusivo Euro 0 e 1/I.

Si finanzia anche l’allestimento dei veicoli acquistati, utile allo svolgimento dell’attività lavorativa, oppure le spese connesse al riuso dell’allestimento preesistente.

Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di veicoli commerciali N1, con le seguenti alimentazioni/motorizzazioni:

elettrico puro

idrogeno

ibrido benzina-elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In1)

benzina, metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina

a fronte di una contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3, Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro 0, 1/I e 2/II, GPL e metano Euro 0 e 1/I.

Sono, inoltre, ammissibili le spese di allestimento di veicoli commerciali finalizzate all’attività dell’azienda, in coerenza con quanto previsto dal codice ATECO. Le spese di allestimento possono riguardare:

  • un nuovo allestimento fornito dallo stesso produttore del veicolo
  • un nuovo allestimento fornito da un’impresa diversa dal produttore del veicolo
  • riuso dell’allestimento esistente sul mezzo oggetto di rottamazione riadattato al mezzo  acquistato.

Non è ammesso l’acquisto di veicoli N1 con motorizzazione diesel in ogni sua forma.

Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di veicoli di categoria M2, N2, N3 con le seguenti alimentazioni/motorizzazioni:

  • elettrico puro
  • idrogeno
  • ibrido benzina-elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In1)
  • benzina, metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina
  • diesel, ibrido diesel-elettrico, Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In, dual fuel
  • a fronte di una contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3 Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro 0, 1/I e 2/II, GPL e metano Euro 0 e 1/I.

I veicoli M2 sono ammessi a finanziamento solo se non adibiti a trasporto pubblico di linea.

LINEA 2 – NOLEGGIO/LEASING VEICOLI M2, N1, N2, N3 CON ROTTAMAZIONE

Noleggio a lungo termine o leasing finanziario, con periodo minimo di 36 mesi, di un veicolo M2, N1, N2, N3 con o senza allestimenti specifici con contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3 Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro da 0 a 2/II, metano e GPL esclusivo Euro 0 e 1/I, ai fini del miglioramento delle emissioni e quindi della qualità dell’aria.

I veicoli M2 sono ammessi a finanziamento solo se non adibiti a trasporto pubblico di linea.

LINEA 3 – CONVERSIONE DI VEICOLI M2, N1, N2, N3

Sono ammissibili investimenti per la conversione di veicoli di categoria M2, N1, N2, N3 di classe ambientale Euro 3/III o superiore con un chilometraggio massimo pari a 100.000 km in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio quali:

  • elettrico puro
  • idrogeno
  • metano/biometano esclusivo
  • GPL esclusivo
  • GNL esclusivo

Spese ammissibili al contributo per il rinnovo delle flotte

I veicoli acquistati possono essere:

nuovi di fabbrica, almeno di classe ambientale Euro 6/VI -E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente per la categoria di veicolo di riferimento;

veicoli già immatricolati cosiddetti “a KM 0” se la prima immatricolazione è avvenuta in Italia di classe ambientale almeno Euro 6/VI-D;

veicoli usati di classe ambientale almeno Euro 6/VI-D con un chilometraggio massimo pari a 100.000 km.

La data di sottoscrizione del contratto di acquisto e quella di sottoscrizione del contratto di noleggio rilevabili dalle fatture devono essere successive alla data del 27/02/2025.

Quella di immatricolazione deve essere successiva alla data del 27/02/2025 in caso di acquisto di un veicolo nuovo o KM0.

La data di acquisto e passaggio di proprietà di un veicolo usato deve essere successiva alla data del 27/02/2025.

I mezzi acquistati dovranno permanere di proprietà dell’azienda per almeno 3 anni dalla data di concessione del contributo.

I veicoli oggetto di rottamazione devono essere di proprietà dell’impresa da almeno 12 mesi alla data del 27/02/2025 e devono essere in regola con il pagamento della tassa automobilistica e con l’assicurazione alla data del 27/02/2025.

Il preventivo e le fatture connesse alla stazione di ricarica devono essere successive alla data del 27/02/2025.

Risorse disponibili per il rinnovo delle flotte

5.500.000,00 euro sulla Linea 1 – Acquisto veicoli M2, N1, N2, N3 con rottamazione;

8.000.000,00 euro sulla Linea 2 – Noleggio veicoli M2, N1, N2, N3 con rottamazione;

460.000,00 euro sulla Linea 3 – Conversione di veicoli M2, N1, N2, N3.

Contributo per il rinnovo delle flotte

Linea 1

Veicolo elettrico o idrogeno:

30% sull’acquisto del veicolo;

30% sulla parte di allestimento del veicolo.

Veicolo a benzina o ibrida benzina/elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In), a metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina:

20% sull’acquisto del veicolo;

20% sulla parte di allestimento del veicolo.

Veicolo diesel o con motorizzazione ibrida diesel/elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In), dual fuel:

15% sull’acquisto del veicolo;

20% sulla parte di allestimento del veicolo.

Linea 2

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, motorizzazione esclusivamente elettrica:

30% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, di classe ambientale 6/VI-E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente, con alimentazione a benzina, a metano/GPL esclusivi o bifuel con benzina, ibrido benzina/elettrico full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In:

25% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, di classe ambientale 6/VI-E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente, dotato di motore diesel, ibrido diesel/elettrico full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In, dualfuel:

15% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Linea 3

Trasformazione in elettrico, idrogeno, metano/biometano esclusivo - GPL esclusivo - GNL esclusivo: 30%

Veicoli M2

Sono veicoli aventi più di 8 posti a sedere oltre al posto a sedere del conducente e con una massa massima che non supera le 5 t

Veicoli N1

Sono veicoli commerciali leggeri progettati per il trasporto di merci, con una massa massima di 3,5 t e fino a 9 posti a sedere

Veicoli N2

Sono veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t

Veicoli N3

Sono veicoli a motore con massa massima superiore a 12 tonnellate, adibiti al trasporto di merci

Cosa possiamo fare

Predisporre e inviare le domande 50%

Predisporre e inviare le richieste di erogazione 50%

Quanto manca alla chiusura del bando per il rinnovo delle flotte

Avvisi Fondimpresa

Avviso 2/2025 Fondimpresa - Politiche Attive

Avviso 2/2025 Fondimpresa

Politiche Attive

Cosa agevola l'Avviso 2/2025 Fondimpresa

Con l'Avviso 2/2025 Fondimpresa ha stanziato 20 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi finalizzati all’acquisizione di abilità e competenze che favoriscano la crescita professionale e l’occupabilità dei lavoratori.

Più nello specifico, i piani sono destinati alla realizzazione di interventi volti alla qualificazione o riqualificazione di lavoratori disoccupati o inoccupati da assumere nelle imprese aderenti.

Dalle ore 9:00 del 21 maggio 2025 fino ad esaurimento risorse e comunque non oltre le  ore 13:00 del 31 dicembre 2025, le aziende aderenti al Fondo potranno presentare richiesta del contributo.

Possono presentare domanda le aziende aderenti a Fondimpresa che hanno necessità di assumere nuove figure professionali con profili di difficile reperimento.

Ogni piano formativo deve prevedere almeno 5 destinatari.

Inoltre, è necessario che almeno 5 partecipanti risultino formati, abbiano cioè frequentato almeno il 70% delle ore programmate.

Infine, è possibile ammettere nei percorsi formativi anche partecipanti la cui assunzione da parte dell’azienda proponente è avvenuta dopo la presentazione della domanda di finanziamento.

Azioni formative

Le singole azioni formative che compongono il Piano devono avere una durata minima di 100 ore e massima di 320 ore e possono essere reiterate.

Inoltre, ogni singola azione formativa deve prevedere un minimo di 5 partecipanti e rivolgersi ad un massimo di 15.

Infine, per la validità dell’azione, e pertanto dell’ammissibilità dei relativi costi, è necessario che almeno 5 partecipanti risultino formati, abbiano cioè frequentato almeno il 70% delle ore programmate (“partecipanti effettivi”).

Frequenza

Il singolo lavoratore può frequentare comunque un massimo di 320 ore di formazione, in una o più azioni formative.

Chi può beneficiare dell'Avviso 2/2025

I Soggetti proponenti, singolarmente, o in associazione, potranno accedere alle risorse dell’Avviso mediante presentazione di uno o più piani formativi, per un valore cumulativo massimo di euro 600.000,00.

Il contributo verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base della valutazione.

Contributo dell'Avviso 2/2025 Fondimpresa

Ogni piano formativo prevede un contributo minimo di euro 20.000 e massimo di euro 300.000.

L’erogazione avverrà a saldo, entro 60 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale, solo ad avvenuto raggiungimento dell’obiettivo previsto.

L'erogoazione è subordinata all’assunzione del 90% dei partecipanti effettivi a tempo indeterminato.

Possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo anche le assunzioni con contratto di apprendistato a tempo indeterminato.

Ciascun Piano può prevedere un contributo massimo di euro 200,00 per ora di corso svolta.

Cosa possiamo fare

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondimpresa un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):
  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Se la tua azienda non aderisce ancora a Fondimpresa leggi qui.

Quanto manca alla scadenza:

Ministero-Affari-Esteri

Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale

Contributo competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per rafforza la competitività internazionale delle imprese italiane con interessi strategici in America centrale o meridionale

L'agevolazione è dedicata alle imprese italiane che:

  • intendono impegnarsi ad effettuare investimenti in America centrale o meridionale

oppure

  • siano stabilmente presenti o esportino o si approvvigionino in America centrale o meridionale

oppure

  • siano stabilmente fornitrici delle predette imprese secondo determinati requisiti

Lo strumento permette il finanziamento di spese volte a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, anche in Italia, a finanziare l’incremento di capitale sociale e finanziamenti soci delle controllate dell’impresa richiedente, nonché spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti, tra cui quelle per la formazione del personale in Italia o in America centrale o meridionale, spese di viaggio, di ingresso e di regolarizzazione in Italia per l’assunzione nonché spese per contratti di lavoro destinati alla formazione e all’inserimento del personale proveniente dall’America centrale o meridionale, fermi restando requisiti e vincoli previsti.

Il contributo è concesso in regime di "De minimis".

Cosa agevola il contributo filiere italiane in America centrale o meridionale

L'agevolazione è finalizzata alla realizzazione di investimenti produttivi o commerciali, investimenti per il rafforzamento patrimoniale, nonché investimenti per innovazione tecnologica, digitale, ecologica e investimenti per la formazione del personale, e relative spese connesse.

Chi sono i beneficiari

Ai fini dell’ammissibilità all’Intervento Agevolativo l’impresa deve:

A. avere sede legale e operativa in Italia;

B. essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e regolarmente costituita e iscritta nel registro delle imprese e in stato di attività;

C. alla data di presentazione della domanda, avere depositato presso il Registro delle Imprese almeno due Bilanci relativi agli ultimi due Esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda che siano stati approvati o per cui siano scaduti i termini di deposito. In assenza di obbligo di deposito del bilancio, sarà necessario acquisire la dichiarazione dei redditi relativa agli ultimi due esercizi e prospetti
economico-patrimoniali con dichiarazione attestante che i dati contabili utilizzati per l'elaborazione di tali situazioni sono gli stessi utilizzati per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi;

D. soddisfare uno dei due seguenti requisiti:
a) presentare il Piano di Investimenti e impegnarsi ad effettuare investimenti per almeno il 30% dell’importo ammissibile rendicontato in America centrale o meridionale;
b) avere un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante dall’ultimo Bilancio e inoltre:
(i) essere stabilmente presente, direttamente o tramite una società controllata locale, in America centrale o meridionale secondo le seguenti modalità:
1) sede commerciale o produttiva attiva da almeno 6 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda, come risultante da visura camerale o altra documentazione, anche fiscale.

oppure

2) sede commerciale o produttiva attiva da meno di 6 mesi o non attiva alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve fornire evidenza della costituzione e operatività della stessa sede entro la data della prima erogazione.

In tal caso, il requisito deve sussistere altresì al termine del periodo di realizzazione;

oppure,

(ii) realizzare esportazioni di beni e servizi verso l’America centrale o meridionale in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale, come risultante da asseverazione rilasciata;

oppure,

(iii) realizzare importazioni di materie prime strategiche e di altri prodotti (beni intermedi e finali, beni strumentali e altre materie prime), dall’’America centrale o meridionale in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale, come risultante da asseverazione rilasciata

oppure

c) avere almeno il 10% di fatturato totale, come risultante dall’ultimo Bilancio, derivante da comprovate operazioni di fornitura, risultanti da specifici contratti/ordini commerciali stipulati in data antecedente alla data di presentazione della domanda, verso una o più imprese italiane che hanno un fatturato export pari ad almeno il 5% e che alternativamente:

a. risultano avere una stabile presenza in America centrale o meridionale;

oppure

b. risultano realizzare esportazioni nella misura indicata al punto b) (ii);

oppure

c. risultano realizzare importazioni nella misura indicata al punto b) (iii).


F. alla data di presentazione della domanda non (i) essere coinvolta in una procedura concorsuale (non deve pertanto essere soggetta ad alcuna procedura concorsuale, né deve aver presentato domanda per una procedura concorsuale) o trovarsi in stato di fallimento ai sensi della legge fallimentare ove applicabile; (ii) essere coinvolta in una procedura concorsuale (liquidazione giudiziale o concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente) e comunque non deve aver chiesto l’accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza e non deve aver avviato una procedura di composizione negoziata della crisi ai sensi del nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza; (iii) essere in condizioni tali per cui una procedura concorsuale possa essere richiesta nei suoi confronti; (iv) essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria, di amministrazione controllata o straordinaria, o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

G. alla data di presentazione della domanda (i) non rientrare nello Scoring 10,11 e 12 e (ii) non trovarsi in difficoltà.

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo filiere italiane in America centrale o meridionale:

1. Investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia

Tra queste spese ammissibili rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

- acquisto/leasing finanziario di macchinari, apparecchiature ad uso produttivo, impianti e beni strumentali o potenziamento/riconversione di beni produttivi e strumentali esistenti;

- tecnologie hardware e software, incluso il potenziamento o riconversione di tecnologie esistenti;

- integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

- realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;

- implementazioni e gestione di sistemi di disaster recovery, business continuity e blockchain;

- investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;

- spese per investimenti legate all’industria 4.0 e 5.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine, intelligenza artificiale);

- spese di investimento per l’effettuazione di un inserimento in America centrale o meridionale, tramite l’acquisto di una nuova struttura/immobile/fabbricato anche produttiva o il potenziamento di una struttura esistente in America centrale o meridionale;

- spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.).

2. Spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti

- Spese per la formazione professionale in Italia o in America centrale o meridionale di personale locale finalizzata all’assunzione dello stesso in Italia o in America centrale o meridionale. Una volta svolta la formazione, l’assunzione dovrà essere garantita per la durata di almeno un anno all’interno del periodo di realizzazione. La formazione dev’essere erogata da una società terza ovvero da enti o istituti di formazione (in ogni caso certificati e dotati di requisiti di professionalità e indipendenza) ovvero da professionisti anch’essi dotati di requisiti di professionalità e indipendenza, nonché comprovata esperienza e certificazioni;

- spese per l’affitto e per l’allestimento di una struttura (es. un ufficio, uno showroom, un corner commerciale, un negozio e l’eventuale struttura destinata alla formazione del personale, comprese anche strutture di proprietà); è finanziabile esclusivamente una struttura per lo svolgimento di attività amministrative, gestionali e promozionali, o di formazione. In caso di investimento in un Paese Estero in cui si è già presenti con una propria struttura, non è ammessa la finanziabilità del negozio.

- spese propedeutiche all’inserimento in azienda del personale locale formato o da formare, tra cui spese di viaggio, ingresso (incluse eventuali spese per le pratiche di regolarizzazione in Italia) e soggiorno in Italia, spese per visite mediche, eventuali divise e altre spese connesse;

- spese promozionali, spese per l’ottenimento di certificazioni, omologazioni di prodotto, brevetti, nonché per studi di fattibilità;

- spese finalizzate all’instaurazione di un contratto di apprendistato o tirocinio, o similare (contratto di lavoro tipicamente a scopo/causa di formazione e inserimento), con copertura del relativo costo per un massimo di 6 mesi, per personale proveniente dall’America centrale o meridionale, purché l’impresa richiedente fornisca evidenza:

(i) che il periodo a cui si riferiscono i rapporti oggetto di intervento agevolativo siano relativi ad un contratto di apprendistato/tirocinio o similare;

(ii) della provenienza del personale;

(iii) del programma formativo, anche linguistico effettuato o in corso

 

3. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale

4. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della domanda e alle asseverazioni rese dal Revisore

 

Le suddette spese devono essere sostenute, fatturate e pagate successivamente alla data di ricezione del CUP e comunque riferite ad attività svolte nel periodo di realizzazione, e devono riguardare la distribuzione di propri beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano registrato.

Le spese si considerano sostenute alla data in cui avviene l’effettivo pagamento tramite il Conto Corrente Dedicato.

Tutti i bonifici e le fatture relative alle spese ammissibili dovranno necessariamente contenere l’indicazione del CUP assegnato.

In fase di rendicontazione tutte le spese devono essere accompagnate da una “dichiarazione dei fornitori".

Il periodo in cui devono essere sostenute, fatturate e pagate le spese decorre dalla data di ricezione del numero di CUP e termina entro i 24 mesi dalla data di stipula fatto salvo la possibilità da parte dell’impresa richiedente di chiedere una proroga del termine del periodo di realizzazione per una durata massima di 6 (sei) mesi.

Contributo filiere italiane in America centrale o meridionale a fondo perduto

L’impresa può chiedere un contributo:

del 20 % dell’importo dell’intervento agevolativo e comunque fino a un massimo di € 200.000 e nei limiti del plafond “de minimis” disponibile se ha almeno una sede operativa, costituita da almeno 6 mesi rispetto alla data di presentazione della Domanda, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;


del 10 % dell’Importo dell’intervento agevolativo e comunque fino a un massimo di € 100.000 e nei limiti del plafond “de minimis” disponibile, se ha la propria sede operativa in una regione italiana diversa da quelle indicate al precedente punto.

 

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 500.000,00 e il 35% dei

mporto massimo finanziabile: l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)


€ 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e start up innovative; € 5.000.000 per le altre imprese.


Importo minimo pari a € 10.000

L’esposizione complessiva del richiedente verso il fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

Rimborso

La durata complessiva è di 6 anni di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso fisso pari al 10% del tasso di riferimento.

Il rimborso avviene in 8 rate semestrali posticipate a capitale costante, a partire dal termine del periodo di preammortamento.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 20%

Predisporre e inviare le domande 35%

Gestire le domande 75%

Effettuare la rendicontazione 100%

Quanto manca all'apertura

Certificazione-della-parità-di-genere

Contributo per la certificazione della parità di genere

Contributo per servizi di assistenza tecnica e per la certificazione della parità di genere

secondo la norma UNI/PdR 125:2022

La dotazione finanziaria è pari a euro 2.534.597,07.

Il 5% delle risorse è riservato alle imprese in possesso del rating di legalità.

Chi sono i beneficiari del contributo per la certificazione della parità di genere

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole o Medie imprese che:

  • abbiano in pianta organica almeno un dipendente;
  • abbiano sede legale e operativa in Italia;
  • siano regolarmente costituite, iscritte nel Registro delle Imprese e attive;
  • siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a procedura concorsuale, di liquidazione coatta o volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo (ad eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale) o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • non abbiano nei propri confronti cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 della vigente normativa antimafia (D. Lgs. n. 159/2011 e s.m.i.);
  • siano in regola con l’assolvimento degli obblighi contributivi attestati dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC);
  • non abbiano procedimenti amministrativi in corso connessi ad atti di revoca per indebita percezione di risorse pubbliche;
  • siano in regola con l’adempimento previsto dall’art. 46 del d. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 e s.m.i. “Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile” (per le sole imprese che occupano più di 50 dipendenti);
  • siano in regola con le assunzioni previste dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ss.mm.ii, in materia di collocamento mirato ai disabili;
  • non svolgano determinate attività, nel rispetto del principio di “non arrecare un danno significativo”;
  • abbiano concluso positivamente il pre-screening (autovalutazione) attraverso l’apposito test.

Progetti ammissibili

Il bando contributo per la certificazione della parità di genere si articola in due contributi:

  • uno per i servizi di consulenza;
  • uno per i servizi di certificazione.

Infatti, è erogato un contributo (voucher) per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, per tutoraggio e supporto tecnico-gestionale, mediante incontri tra la singola impresa e l’esperto incaricato.

Tali servizi, finalizzati all’ottenimento della certificazione della parità di genere, atti a trasferire alle
imprese beneficiarie competenze specialistiche e strategiche a tale scopo, prevedono il supporto:

  • per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti dalla norma UNI/PdR 125:2022, per la personalizzazione di documenti/strumenti del Sistema di Gestione della Parità di Genere messi a disposizione, per l’implementazione del Sistema di gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici. Per tali attività sono previste fino a 4 giornate di assistenza;
  • per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022. Per tale attività è prevista 1 giornata di assistenza.

Inoltre, è erogato un contributo per i servizi di certificazione della parità di genere in conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 da parte degli Organismi di Certificazione iscritti all’apposito elenco.

A tal fine l’impresa acquisisce un preventivo per i servizi di certificazione e lo presenta congiuntamente alla richiesta di contributo. Il contributo, successivamente al conseguimento della certificazione, viene erogato direttamente all’Organismo di Certificazione, senza che l’impresa debba sostenere alcun costo per i servizi di certificazione nei limiti del contributo concedibile.

Sono ammissibili i soli servizi per il rilascio della prima certificazione e relativamente alle seguenti voci:
- esame della domanda;

- verifica documentale;

- verifica in sede e osservazione diretta dell’attività dell’organizzazione certificata;

- rilascio del certificato.

Non sono ammissibili i costi per lo svolgimento di altri servizi (es. pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo).

Durata dei progetti di certificazione della parità di genere

Per i servizi di consulenza, l’impresa deve usufruire dei servizi agevolati entro 6 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione del contributo e comunque in tempo utile per conseguire la certificazione entro il termine del 30 giugno 2026.

Per i servizi di certificazione, l’impresa beneficiaria deve conseguire la certificazione entro 9 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione del contributo e comunque entro il termine del 30 giugno 2026.

In caso di mancato rilascio della certificazione entro i termini di cui sopra il contributo per i servizi di certificazione non sarà erogato e il corrispettivo dell’Organismo di Certificazione dovrà essere sostenuto interamente dall’impresa.

Contributo a fondo perduto per la certificazione della parità di genere

Il contributo a fondo perduto per i servizi di consulenza viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.639,34  per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti, per la personalizzazione di documenti/strumenti, per l’implementazione del Sistema di Gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici.

- euro 409,84 per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle
prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022.

 

Il contributo a fondo perduto per i servizi di certificazione viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.200,00 per ogni giornata di audit dell’Organismo di Certificazione.

Il numero massimo di giornate di audit è determinato in base al numero di addetti dell'impresa.

Per il calcolo degli addetti dovranno essere conteggiati solo gli addetti equivalenti coinvolti nei processi ritenuti più critici nell’ambito del Sistema di Gestione della Parità di Genere, e non il numero complessivo degli addetti dell’organizzazione, così come indicato dal documento internazionale IAF MD 05.

In ogni caso, il numero di giornate non può essere superiore a 9, pari a un contributo massimo di euro 10.245,00.

A cosa serve la certificazione della parità di genere

La finalità della certificazione della parità di genere nelle imprese è quella di favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale.

Quindi di migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, di leadership e di  armonizzazione dei tempi vita.

Vantaggi economici per le imprese certificate

Al fine di promuovere l’adozione della certificazione della parità di genere da parte delle imprese, il sistema prevede un principio di premialità che si realizza con l’introduzione di meccanismi di incentivazione.

In base all’art. 5, comma 2, della legge 5 novembre 2021 n. 162 (Legge Gribaudo), alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione della prassi UNI/PdR 125:2022 rilasciata da un organismo di certificazione accreditato è concesso un esonero dal versamento di una percentuale dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

In particolare, l’esonero è determinato in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. L’art. 1, comma 138, della legge 30 dicembre 2021 n. 234 ha stanziato i fondi per finanziare la misura a regime, prevedendo 50 milioni di euro a partire dal 2023.

La definizione delle modalità attuative della decontribuzione per le imprese certificate è regolata da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro con delega per le pari opportunità adottato il 20 ottobre 2022.

Inoltre, sempre ai sensi della Legge Gribaudo (art. 5, comma 3) alle aziende che, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione alla prassi UNI/PdR 125:2022, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, è riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione di proposte progettuali, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

Infine, con l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023 n. 36, secondo quanto previsto all'art. 108, comma 7, così come modificato dall’art. 6 co. 2 bis del decreto legge 10 maggio 2023 n. 51, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023 n. 87, le amministrazioni aggiudicatrici indicano, nei loro avvisi, un maggiore punteggio legato al possesso della certificazione di genere. L’art 106, comma 8, del nuovo codice dei contratti pubblici prevede, inoltre, per tutte le tipologie di contratto una diminuzione della garanzia del 20%, cumulabile con tutte le altre riduzioni previste dalla legge, in caso di possesso di certificazioni (riportate nell’allegato II. 13 al Codice) attestanti specifiche qualità, tra le quali rientra anche la certificazione della parità di genere.

Cosa possiamo fare sul bando contributo per la certificazione della parità di genere

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca alla chiusura del bando

Agevolazioni Regione Piemonte

Fondo unico Competitività – filiera del legno

Fondo unico Competitività – riserva filiera del legno

sostegno agli investimenti per lo sviluppo delle imprese e per l'ammodernamento e innovazione dei processi produttivi - Fondo unico Competitività – riserva filiera del legno

Chi sono i beneficiari del bando Fondo unico Competitività – filiera del legno

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le:

  • Micro, piccole e medie imprese (MPMI), già in possesso dell'annotazione della qualifica artigiana sul Registro delle Imprese della CCIAA.

Le imprese devono:

  • risultare iscritte al Registro Imprese della CCIAA;
  • avere almeno un’unità locale operativa attiva in Piemonte o dimostrarne la nuova attivazione in visura camerale alla conclusione del progetto;

essere in possesso di codice ATECO primario o prevalente della/e sede/i di investimento incluso nel seguente elenco:

  • industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili);
  • fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio (Ateco 16 e relativi sottocodici);

  • fabbricazione di mobili (Ateco 31 e relativi sottocodici).

Progetti ammissibili

Accedono alla dotazione specifica i progetti che prevedono la realizzazione dei seguenti interventi:

a) apertura di nuove segherie e potenziamento delle attività di segheria già esistenti;

b) macchinari e attrezzature per migliorare le attività di esbosco, allestimento, prima lavorazione del legno, cippatura e trasporto;

c) recupero del legno di scarto delle lavorazioni della filiera del legno a fine di produzione di biomasse o energia o materiali di riciclaggio e imballaggi;

d) recupero del legno a fini produttivi derivante da ammassi alluvionali o alberi abbattuti a seguito di eventi naturali calamitosi;

e) adesione a regimi di certificazione di qualità ambientale conformi alla normativa europea;

f) innovazione tecnologica della filiera del legno, con particolare riferimento ad azioni volte al miglioramento delle prestazioni energetiche e del risparmio di emissioni in atmosfera;

g) utilizzo in prevalenza di specie arboree presenti nel territorio regionale;

h) interventi di incremento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro;

i) interventi per la riduzione del frazionamento fondiario.

Importo minimo degli investimenti:

•    € 25.000,00 per le micro e piccole imprese;

•    € 250.000,00 per le medie imprese.

Durata dei progetti del Fondo unico Competitività – filiera del legno

Le durate progettuali massime sono stabilite in funzione dell’importo di progetto:

  • progetti di importo inferiore o uguale a € 250.000,00 – 18 mesi dalla data di concessione;
  • progetti di importo complessivo superiore a € 250.000,00 – 24 mesi dalla data di concessione.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto:

  • micro imprese: 10% della quota pubblica di finanziamento;
  • piccole imprese: 8% della quota pubblica di finanziamento;
  • medie imprese: 4% della quota pubblica di finanziamento.

Il contributo è erogato in un’unica soluzione, al termine dell’investimento.

Finanziamento a tasso zero

Finanziamento agevolato a copertura del 100% delle spese ammissibili così strutturato:

  • 70% a tasso zero
  • 30% fondi bancari al tasso di mercato

Rimborso in rate trimestrali posticipate, da 36 mesi a:

  • 60 mesi per importi fino a € 250.000;
  • 72 mesi per importi fino a € 1.000.000;
  • 84 mesi per importi superiori a € 1.000.000.

Eventuale preammortamento di 6 mesi.

Importo massimo di intervento con fondi a tasso zero:

  • € 500.000 per le micro imprese;
  • € 1.000.000 per le piccole imprese;
  • € 1.500.000 per le medie imprese

Erogazione in via anticipata:

  • in un’unica soluzione per importi < € 750.000
  • in due tranche a Stato Avanzamento Lavori (60%-40%) per importi superiori a € 750.000

Quali sono le spese ammesse dal Fondo unico Competitività – filiera del legno

SPESE PRINCIPALI

  • macchinari e impianti di servizio ai macchinari, attrezzature;
  • hardware e software;
  • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni strumentali;
  • automezzi per trasporto di cose > Euro 6c (compresi gli autonegozi);
  • opere edili di ristrutturazione;
  • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore;
  • sistemi e certificazioni aziendali;
  • certificazioni di prodotto non obbligatorie.

SPESE CON LIMITAZIONE

  • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa (per un importo non superiore al 100% delle “spese principali”);
  • “avviamento d’azienda” per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
  • scorte (materie prime, semilavorati, prodotti finiti), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
  • spese generali per un importo non superiore al 5% delle “spese principali”
  • spese per servizi, per un importo non superiore al 25% del totale delle “spese principali”, includendo: consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare, pubblicità e marketing e/o e‐commerce, partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili, locazione operativa (noleggio) di beni e servizi.

Cosa possiamo fare sul bando Fondo unico Competitività – filiera del legno

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Agevolazioni Regione Piemonte

Fondo Artigianato Regione Piemonte

Fondo Artigianato

sostegno agli investimenti per lo sviluppo delle imprese artigiane piemontesi e per l’ammodernamento e innovazione dei loro processi produttivi

Chi sono i beneficiari del bando Fondo Artigianato

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le:

  • Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) in possesso dell'annotazione della qualifica artigiana sul Registro delle Imprese della CCIAA al momento di presentazione della domanda.

Progetti ammissibili

Sono ammissibili gli interventi finalizzati alla realizzazione di progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte di importo minimo pari a € 25.000,00.

Durata dei progetti del Fondo Artigianato

Le durate progettuali massime sono stabilite in funzione dell’importo di progetto:

  • progetti di importo inferiore o uguale a € 250.000,00 – 18 mesi dalla data di concessione;
  • progetti di importo complessivo superiore a € 250.000,00 – 24 mesi dalla data di concessione.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto:

  • micro imprese: 10% della quota pubblica di finanziamento;
  • piccole imprese: 8% della quota pubblica di finanziamento;
  • medie imprese: 4% della quota pubblica di finanziamento.

Il contributo è erogato in un’unica soluzione, al termine dell’investimento.

Finanziamento a tasso zero

Finanziamento agevolato a copertura del 100% delle spese ammissibili così strutturato:

  • 70% a tasso zero
  • 30% fondi bancari al tasso di mercato

Rimborso in rate trimestrali posticipate, da 36 mesi a:

  • 60 mesi per importi fino a € 250.000;
  • 72 mesi per importi fino a € 1.000.000;
  • 84 mesi per importi superiori a € 1.000.000.

Eventuale preammortamento di 6 mesi.

Importo massimo di intervento con fondi a tasso zero:

  • € 500.000 per le micro imprese;
  • € 1.000.000 per le piccole imprese;

Erogazione in via anticipata:

  • in un’unica soluzione per importi < € 750.000
  • in due tranche a Stato Avanzamento Lavori (60%-40%) per importi superiori a € 750.000

Quali sono le spese ammesse dal bando Fondo Artigianato

SPESE PRINCIPALI

  • macchinari e impianti di servizio ai macchinari, attrezzature;
  • hardware e software;
  • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni strumentali;
  • automezzi per trasporto di cose > Euro 6c (compresi gli autonegozi);
  • opere edili di ristrutturazione;
  • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore;
  • sistemi e certificazioni aziendali;
  • certificazioni di prodotto non obbligatorie.

SPESE CON LIMITAZIONE

  • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa (per un importo non superiore al 100% delle “spese principali”);
  • “avviamento d’azienda” per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
  • scorte (materie prime, semilavorati, prodotti finiti), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
  • spese generali per un importo non superiore al 5% delle “spese principali”
  • spese per servizi, per un importo non superiore al 25% del totale delle “spese principali”, includendo: consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare, pubblicità e marketing e/o e‐commerce, partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili, locazione operativa (noleggio) di beni e servizi.

Cosa possiamo fare sul bando Fondo Artigianato

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

logofooter

Partita IVA e C. F. 02075740023

Registro imprese di Biella 02075740023

Capitale sociale Eur 10.000,00 i.v.

E3® è un marchio registrato da E3 S.r.l.

Copyright 2002-2024 © E3 S.r.l. Tutti i diritti riservati

FEASR

Certificazioni e Qualificazioni

Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Albo dei Certificatori per le attività di

Ricerca, Sviluppo e Innovazione

(numero di iscrizione 000383)

Regione Piemonte

Operatore della formazione accreditato

Codice operatore D19706

Soggetto formatore inserito nell’elenco degli abilitati dalla Regione Piemonte ad erogare diversi corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Codice operatore A578/2018

Contatti

0157655311

info@e3srl.it

Via G. Pascoli, 5 13867 Pray (BI)

www.e3srl.it

E3-srl

Facebook

Linkedin