Fondirigenti

Avviso 1/2026 Fondirigenti - Valore manageriale

Avviso 1/2026 Fondirigenti

VALORE MANAGERIALE: IL RUOLO ABILITANTE DELLE COMPETENZE COME MOLTIPLICATORE DI COMPETITIVITÀ

Cosa agevola l'Avviso 1/2026 Fondirigenti

L'Avviso 1/2026 di Fondirigenti finanzia Piani formativi aziendali presentati da una singola impresa per rispondere a specifici fabbisogni formativi e obiettivi di crescita dei dirigenti e dell’organizzazione in cui operano.

Ogni azienda potrà scegliere un’unica Area per la realizzazione della propria proposta formativa.

I Piani formativi potranno prevedere il rafforzamento sia delle hard skills che delle soft skills.

Queste ultime potranno essere proposte negli interventi formativi solo se ben contestualizzate rispetto alle motivazioni del Piano e agli obiettivi formativi attesi e se integrate con lo sviluppo di competenze tecniche.

Il termine per l’invio della rendicontazione è fissato in 240 giorni solari, compresi agosto e festività, a partire dalla data di pubblicazione della graduatoria. 

Chi può beneficiare dell'Avviso 1/2026

L’Avviso 1/2026 di Fondirigenti si rivolge a tutte le imprese aderenti a Fondirigenti.

Destinatari degli interventi formativi sono i dirigenti occupati presso le aziende aderenti a Fondirigenti.

Alle attività formative potranno partecipare altre figure in qualità di uditori (imprenditori, manager, giovani manager non inquadrati come dirigenti).

Contributo dell'Avviso 1/2026 Fondirigenti

Ogni piano formativo prevede un contributo massimo di euro 15.000 per azienda.

Aree di intervento dell'Avviso 1/2026 Fondirigenti

Area 1 – Gestione delle Risorse Umane

Possibili tematiche formative e contenuti oggetto dei percorsi di sviluppo manageriale:

- Workforce Planning e Skill Gap Analysis: analisi del fabbisogno di competenze, mappatura dei ruoli critici, metodologie per anticipare la domanda futura di competenze.

- Sistemi di Performance Management e KPI per la gestione delle persone: definizione di metriche, cruscotti direzionali, monitoraggio dei risultati.

- People e Culture Management: progettazione e gestione della cultura aziendale come asset strategico per favorire l'engagement e il senso di appartenenza.

- Modelli e strumenti per la valutazione strutturata delle competenze: assessment center, strumenti digitali, rubriche valutative, metodologie evidence-based.

- Strutturazione di sistemi premianti e politiche di incentivazione legate alla performance e agli obiettivi strategici.

- Strumenti per il benessere organizzativo e la prevenzione del burnout basati su indicatori, analisi dei carichi di lavoro e misurazione dei rischi psicosociali.

- Inclusione, equità e gestione della diversità con approcci metodologici strutturati (metriche DEI, audit interni, policy).

- Digital HR Tools: utilizzo di piattaforme digitali per processi di valutazione, onboarding, formazione e monitoraggio delle attività.

- Reporting HR per manager: interpretazione dei principali indicatori (turnover, assenteismo, produttività, engagement) per prendere decisioni informate.

- Manager Formatore e Learning Agility: tecniche di coaching e facilitazione dell'apprendimento continuo per rendere i collaboratori capaci di adattarsi ai cambiamenti accelerati.

- Networking Management e sviluppo delle relazioni professionali: progettazione e gestione strategica delle reti interne ed esterne, mappatura degli stakeholder chiave, tecniche per favorire la collaborazione interfunzionale e la circolazione della conoscenza come leva di performance organizzativa.

Area 2. Organizzazione dei Processi Produttivi

Possibili tematiche formative e contenuti oggetto dei percorsi di sviluppo manageriale:

- Process Management e Business Process Mapping: tecniche di mappatura dei processi, definizione dei flussi critici, individuazione dei colli di bottiglia.

- Lean Management e metodi di riduzione degli sprechi: value stream mapping, eliminazione delle
attività non a valore, metodi 5S, kanban e principi di flusso continuo.

- Standardizzazione operativa e definizione di SOP (Standard Operating Procedures): progettazione, implementazione e manutenzione di procedure e istruzioni operative.

- Organizzazione del lavoro ibrido e dei modelli di collaborazione: regole di coordinamento, meccanismi di monitoraggio, bilanciamento carichi e continuità operativa.

- Strategic Foresight: strumenti e metodi per anticipare scenari futuri, interpretare i megatrend globali e assumere decisioni in condizioni di incertezza.

- Coordinamento interfunzionale e governance dei processi: strutturazione di meeting operativi, definizione dei ruoli, metriche di avanzamento, audit sui processi.

- Sistemi di gestione dei progetti (Project Management): definizione dei deliverable, milestone, monitoraggio tempi/costi, strumenti digitali per il controllo dell’avanzamento.

- Ottimizzazione dei flussi di lavoro mediante strumenti digitali: workflow automation, piattaforme collaborative, ticketing e sistemi di gestione delle richieste.

- Analisi dei carichi di lavoro e allocazione efficiente delle risorse: metodologie di misurazione, strumenti di calcolo della produttività e indicatori di performance operativa.

- Metodologie Agile applicate ai processi organizzativi: backlog, sprint, cerimonie operative e strumenti a supporto della velocità ed efficacia decisionale.

- Gestione dei rischi operativi e continuità dei processi: risk assessment, piani di mitigazione, ridisegno dei flussi critici in ottica di resilienza.

- Costruzione di sistemi di monitoraggio delle performance dei processi (KPI, dashboard): definizione, raccolta, interpretazione e utilizzo dei dati per decisioni operative.

Area 3. Utilizzo Evoluto della Tecnologia

Possibili tematiche formative e contenuti oggetto dei percorsi di sviluppo manageriale:

- Data Literacy e strumenti analitici per manager: interpretazione dei dati, lettura di dashboard, utilizzo di metriche e indicatori per guidare decisioni operative e strategiche.

- Data-driven decision making: metodi e workflow per integrare dati quantitativi e qualitativi nei processi decisionali; costruzione e utilizzo di KPI e cruscotti direzionali.

- Strumenti di automazione e workflow digitali: utilizzo di RPA (Robotic Process Automation), sistemi di workflow management e tecniche per automatizzare attività ripetitive o a basso valore aggiunto.

- Tecnologie digitali per la collaborazione e il coordinamento operativo: piattaforme collaborative, sistemi di gestione progetti, strumenti di monitoraggio delle attività e integrazione dei flussi interfunzionali.

- IA generativa e tecnologie emergenti nei contesti manageriali: casi d’uso concreti, opportunità e limiti, criteri per l’integrazione nei processi aziendali, prompt engineering per manager.

- Cybersecurity e gestione del rischio digitale: principi fondamentali, protezione dei dati, continuità operativa, responsabilità manageriali nella sicurezza informatica.

- Strumenti di Business Intelligence e Analytics: visualizzazione delle informazioni, produzione di report avanzati, utilizzo degli insight per migliorare processi, customer experience e performance operative.

- Valutazione e scelta delle tecnologie aziendali: criteri tecnici ed economici, ROI delle soluzioni digitali, valutazione dell’impatto organizzativo e della sostenibilità delle soluzioni adottate.

- Sistemi digitali per la gestione della qualità: piattaforme per il monitoraggio degli standard, rilevazione automatica delle anomalie, strumenti digitali per garantire conformità e miglioramento continuo.

- Green IT e Sostenibilità Digitale: strumenti e metodi per migliorare l’efficienza energetica dei sistemi informativi e dei data center, insieme a soluzioni che supportano una scalabilità sostenibile e l’economia circolare.

- Manager Etico nell’uso della tecnologia: principi e linee guida per un impiego responsabile di strumenti digitali e sistemi di IA; gestione trasparente dei dati; criteri per prevenire bias, garantire equità decisionale e assicurare accountability nelle scelte tecnologiche.

Fornitori sull'Avviso 1/2026 Fondirigenti

I fornitori sono sia le persone giuridiche che le persone fisiche selezionate dall'azienda per la realizzazione delle attività del Piano.

I fornitori dovranno rientrare in almeno una delle seguenti categorie:

  • Soggetto accreditato presso la regione (E3 S.r.l.);
  • Soggetto in possesso della Certificazione UNI EN ISO 9001:2015 (settore EA 37);
  • Università italiana/estera;
  • Soggetto con sistema di gestione della qualità certificato a livello internazionale;
  • Soggetto di cui all'art. 1 della legge 40/87 riconosciuto dal Ministero del Lavoro;
  • Istituto Tecnico e Istituto tecnico Superiore – ITS che rilasciano titoli di istruzione secondaria;
  • Professionista in possesso di idonea certificazione;
  • Professionista con almeno 5 anni di esperienza inerente al contenuto formativo da erogare.

Cosa possiamo fare

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondirigenti un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):

  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Quanto manca alla scadenza:

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Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio piemontese

Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio

Possono richiedere il contributo Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio le PMI e imprese a media capitalizzazione con un processo produttivo di tipo industriale o logistico attivo che si configurino come:

a. imprese non ancora attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento in Piemonte;

b. imprese presenti in passato in Piemonte, che intendono reinsediarsi mediante un nuovo investimento;

c. imprese già attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale sul territorio regionale.

Cosa agevola il bando

Il bando Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio ha l’obbiettivo di rilanciare la propensione agli investimenti del sistema produttivo, attraverso l’attrazione e lo sviluppo di nuovi investimenti idonei ad agire da volano per il consolidamento del tessuto imprenditoriale locale e il sostegno a tutte le filiere produttive.

In tale ambito potranno essere sostenuti interventi per la promozione di investimenti produttivi e di riconversione industriale e per la riqualificazione e riconversione di aree industriali dismesse.

Il Bando A), ha l’obiettivo di:

  • incentivare gli investimenti da parte di imprese non ancora attive in Piemonte;
  • attrarre imprese piemontesi che hanno delocalizzato la produzione, ma che intendano reinsediarsi nel territorio regionale;
  • consolidare e radicare le imprese già presenti, attraverso il sostegno ad un nuovo investimento funzionalmente diverso da quello esistente;
  • incentivare interventi di riqualificazione dei siti produttivi dismessi.

Ai destinatari finali del presente bando, che realizzino un investimento coerente con gli indirizzi sopracitati, sarà richiesto obbligatoriamente un incremento occupazionale minimo, determinato in ragione della dimensione d’impresa.

Sarà quindi necessario che il progetto d’investimento generi un incremento occupazionale minimo che si concretizzi successivamente alla data di presentazione della domanda ed entro la data di conclusione del progetto, come di seguito illustrato:

  • micro imprese: 1 ULA
  • piccole imprese: 2 ULA
  • le medie imprese: 3 ULA
  • imprese a media capitalizzazione: 5 ULA

Limitatamente alle PMI, è prevista la possibilità di accedere all’ulteriore Bando B) finalizzato a:

  • sostenere l’incremento occupazionale determinato dai progetti finanziati dal Bando A.

Durata del progetto e proroghe:

Il termine per la conclusione dell’investimento è di 30 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione

Per quanto riguarda la possibilità di proroga, la cui durata massima è di 12 mesi aggiuntivi rispetto alla durata massima, questa potrà essere richiesta, oltre che per l’attuazione del progetto d’investimento (Bando A), anche al fine di ottemperare agli obblighi di incremento delle ULA (Bando B).

Sono ammessi a beneficiare dell’agevolazione i seguenti investimenti:

Bando A

Sono ammissibili i seguenti interventi:

Per le imprese non ancora attive in Piemonte o che intendono reinsediarsi nel territorio regionale, investimenti finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di beni oppure di servizi funzionali e strettamente legati all’attività industriale.

Per le imprese già attive in Piemonte, investimenti finalizzati:

  • alla creazione di una nuova unità locale;
  • all’ampliamento della capacità di un’unità locale esistente, da intendersi come nuova metratura effettivamente utilizzata a fini produttivi;
  • alla diversificazione dell’attuale produzione di beni oppure di servizi funzionali e strettamente legati all’attività industriale.

Sono ammessi a beneficiare dell’agevolazione i seguenti investimenti:

Sono ammissibili esclusivamente le voci di spesa elencate di seguito:

1) Spese per acquisto di macchinari e attrezzature o per forniture di componenti funzionali allo svolgimento dell’attività, quali l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature ad uso produttivo, nuovi di fabbrica o ricondizionati, ivi incluso l’acquisto di software, hardware e di licenze software vitalizie o pluriennali con contratto di durata superiore a 60 mesi (previo pagamento una tantum o di pre-conto del diritto di licenza a totale copertura del periodo di utilizzo). L’acquisto di veicoli (ad esclusione della categoria M1) puliti29 o a zero emissioni, di colonnine elettriche di ricarica, e l’acquisto di impianti fotovoltaici sono ammissibili esclusivamente se accessori al progetto di investimento principale e cumulativamente nel limite massimo del 20% delle spese ammissibili.

2) Spese per installazione e posa in opera degli impianti, ivi incluse le opere murarie, ad esclusivo asservimento dei beni di cui al punto 1) e nel limite del 20% delle spese di cui al punto 1) ammesse.

3) Spese per diritti di proprietà intellettuale nel limite del 10% delle spese ammissibili e limitatamente all’acquisto di brevetti, know-how, conoscenze tecniche non brevettate strumentali al progetto, ivi incluso l’acquisto di licenze software pluriennali con contratto di durata compresa tra 36 e 60 mesi (previo pagamento una tantum o di pre-conto del diritto di licenza a totale copertura del periodo di utilizzo).

4) Spese per progettazione e sviluppo intese come costi esterni strettamente connessi e funzionali da sostenersi per la progettazione e lo sviluppo del progetto d’investimento, nel limite del 20% delle spese ammissibili. Sono inclusi gli studi di fattibilità avviati prima della presentazione della domanda, purché successivamente al 7 ottobre 202230 e strettamente correlati al progetto di investimento.

5) Spese per acquisto di terreni, ad esclusiva destinazione produttiva e logistica, intesi come siti in stato di degrado o siti precedentemente adibiti a uso industriale che comprendono edifici, nel limite del 15% delle spese ammissibili.

6) Spese per acquisto di edifici esistenti, intesi come immobili destinati all’esercizio dell’impresa e quindi a destinazione produttiva.

7) Spese per opere edili di costruzione di un nuovo edificio produttivo a destinazione produttiva, nonché di ristrutturazione, riqualificazione e bonifica di quelli esistenti coerentemente agli obiettivi del bando.

Le spese di cui alle voci 5), 6) e 7) non possono cumulativamente superare il 50% delle spese ammissibili.

Dimensione del progetto:

Saranno ammissibili progetti aventi i seguenti importi minimi:

  • micro e piccole imprese: € 150.000;
  • medie imprese: € 300.000;
  • imprese a media capitalizzazione: € 750.000.

L’importo massimo dei costi ammissibili è fissato in € 3.000.000,00.

Tipologia ed entità delle agevolazioni:

Bando A

L’agevolazione copre il 100% dei costi del progetto ritenuti ammissibili e risulta così suddivisa:

Finanziamento agevolato (F): 70% a tasso zero e 30% a tasso bancario.

Contributo a fondo perduto (C): solo per le PMI, un contributo a fondo perduto quantificato sulla base dell’ESL disponibile (al netto dell’ESL del finanziamento) e nei limiti riportati nella tabella.

Premialità

Per le sole PMI, sono previste le seguenti premialità il cui possesso comporta la maggiorazione della soglia massima di contributo a fondo perduto riconoscibile:

  • possesso del rating di legalità;
  • possesso certificazione della parità di genere;
  • rilevanza della componente femminile/giovanile in termini di partecipazione al capitale sociale
  • possesso di certificazioni relative ai sistemi di gestione ambientali (EMAS o equivalenti);
  • possesso del rating ESG;
  • recupero e bonifica di siti dismessi.

Nel caso di possesso di una sola premialità, la soglia di contributo a fondo perduto potrà essere incrementata del 1%.

Nel caso di possesso di due o più premialità, la soglia di contributo a fondo perduto potrà essere incrementata del 2%.

Localizzazione Micro e Piccole Medie
% max C % max C con premialità % ESL max (F+C) % max C % max C con premialità % ESL max (F+C) % ESL max (F)
Aree non 107.3.c 10 12 20 5 7 10 In “De Minimis”
Aree 107.3.c 15 17 27 10 12 22 15%

Per conoscere le aree 107.3c del territorio regionale piemontese clicca qui

Bando B

Il contributo potrà avere un importo complessivo non superiore a euro 200.000,00 e sarà pari ad euro 25.000,00 per ciascuna unità lavorativa annua (ULA) incrementale.

Per “nuova occupazione” si intende la differenza tra le unità lavorative annue (ULA) rilevate alla data di presentazione della domanda riferite ai 12 mesi precedenti e le ULA rilevate alla data di conclusione del progetto relative ai 12 mesi precedenti.

Si precisa che non è considerata nuova occupazione:

  • la stabilizzazione di contratti a tempo determinato oppure l’assunzione di unità lavorative provenienti da imprese in qualunque forma collegate (persona fisica/persona giuridica) all’impresa richiedente;
  • i contratti di apprendistato e di formazione-lavoro, i collaboratori, i lavoratori interinali ed i professionisti con partita IVA;
  • la sostituzione di personale già assunto e che ha cessato un rapporto di lavoro in essere (ad. esempio tra gli altri: pensionamenti, licenziamenti, etc.).

Rileva ai fini del calcolo delle ULA incrementali la trasformazione in contratti a tempo determinato o indeterminato, laddove applicabile, dei contratti di apprendistato e di formazione-lavoro, dei collaboratori, dei lavoratori interinali e dei professionisti con partita IVA.

Il livello occupazionale raggiunto dovrà essere mantenuto per almeno 36 mesi successivi alla ricezione della sovvenzione.

Quanto manca alla scadenza:

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Acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura

Acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura

Possono richiedere il contributo acquisizione aziende in crisi le Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) e le Grandi Imprese (GI) italiane o estere.

Al momento della presentazione della domanda le imprese dovranno risultare:

  • iscritte alla CCIAA o ad analogo Registro nel paese di provenienza;
  • non essere in difficoltà;
  • localizzate in Piemonte o impegnarsi a localizzarsi in Piemonte al momento dell’erogazione del contributo;
  • avere codice Ateco 2007 primario ricompreso tra quelli ammissibili o acquisire un’attività con codice Ateco 2007 primario ricompreso tra quelli ammissibili;
  • avere restituito o versato su un conto bloccato eventuali agevolazioni pubbliche ottenute, dichiarate aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune dalla Commissione dell’Unione Europea.

Cosa agevola il bando

Il contributo acquisizione aziende in crisi agevola progetti di investimento iniziale finalizzati a:

  • rilevare aziende o rami di aziende localizzate in Piemonte, con i relativi impianti, stabilimenti produttivi e centri di ricerca ed i connessi attivi, materiali ed immateriali, in situazioni di crisi conclamata, a rischio di definitiva chiusura o già chiusi per cessazione dell’attività o dell’impresa


Possono essere finanziati anche:

  • interventi che prevedano l’affitto di aziende o rami d’azienda con le caratteristiche sopra indicate. Tali interventi sono ammissibili solo se finalizzati alla successiva acquisizione a titolo definitivo.


L’acquisizione di azioni di un’impresa non è considerato un intervento ammissibile alle agevolazioni.

Per essere ammesso a beneficiare dell’agevolazione, l’intervento deve comportare un investimento di importo non inferiore a:

  • Piccole imprese: euro 500.000,00
  • Medie imprese: euro 1.000.000,00
  • Grandi Imprese: euro 1.500.000,00

L'investimento deve consentire di mantenere o di raggiungere, al termine del primo anno solare successivo a quello di conclusione dell’investimento, almeno il 40% dell’occupazione presente nell’azienda o nel ramo d’azienda oggetto di acquisizione.

Sono ammesse a beneficiare dell’agevolazione le seguenti spese:

  • Acquisto o ristrutturazione immobili
  • Acquisto del suolo e spese di progettazione connesse
  • Opere murarie
  • Infrastrutture specifiche
  • Macchinari e impianti, attrezzature
  • Attivi immateriali
  • Consulenza per raccolta e verifica informazioni finanziarie e patrimoniali, due diligence

Dimensione del progetto:

Per essere ammesso a beneficiare dell’agevolazione, l’intervento deve comportare un investimento di importo non inferiore a:

  • Piccole imprese: euro 500.000,00
  • Medie imprese: euro 1.000.000,00
  • Grandi Imprese: euro 1.500.000,00

a) fornitura dei componenti necessari alla modifica dei processi o alla realizzazione degli impianti o degli involucri edilizi ad alta efficienza;

b) installazione e posa in opera degli impianti e dei componenti degli involucri edilizi e dei sistemi di accumulo;

c) opere murarie ad esclusivo asservimento di impianti/macchinari oggetto di finanziamento;

d) spese tecniche per progettazione (se sostenute dopo la data di presentazione della domanda), direzione lavori, collaudo, ecc.).

Tipologia ed entità delle agevolazioni:

Sugli investimenti consiste in un contributo a fondo perduto secondo le seguenti percentuali massime:

  • Grande impresa 10% su tutto il territorio regionale
  • Grande impresa 15% nelle aree 107.3c del territorio regionale
  • Media Impresa 10% su tutto il territorio regionale
  • Media Impresa 25% nelle aree 107.3c del territorio regionale
  • Piccola impresa 20% su tutto il territorio regionale
  • Piccola impresa 35% nelle aree 107.3c del territorio regionale

 

Sull'occupazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a un massimo di € 6.300 per ogni acquisizione di contratto, con un massimo di € 400.000 per beneficiario.

Per conoscere le aree 107.3c del territorio regionale piemontese clicca qui

Note

L'acquisizione di quote di una impresa non è ammissibile in quanto non viene considerata un investimento iniziale

L’avvio lavori deve essere successivo alla data di presentazione della domanda.

Per avvio lavori si intende: la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l'investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.

L'acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori.

Quanto manca alla scadenza:

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Contributo ISI 2025 - operativo nel 2026

Il Bando ISI INAIL 2024 (operativo nel 2025) incentiva le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli all’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare l’efficienza e la sostenibilità complessiva e diminuire i livelli di rumorosità o il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

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Rinnovo delle flotte delle PMI piemontesi

Rinnovo delle flotte delle PMI piemontesi

Sono ammissibili fino a 10 domande di contributo, a fronte di 10 veicoli rottamati.

Ciascuna domanda deve essere presentata singolarmente.

In caso di veicoli con motorizzazione ibrida (Hybrid Plug In) è previsto un contributo aggiuntivo fino a Euro 2.000,00 in caso l’impresa installi una stazione di ricarica.

È possibile cumulare il contributo con altri incentivi sulla stessa tipologia di spesa.

Chi sono i beneficiari del contributo per il rinnovo delle flotte

I soggetti beneficiari del contributo per il rinnovo delle flotte sono le Micro, Piccole e Medie Imprese aventi unità locale operativa attiva in Piemonte e iscritte al Registro Imprese.

Progetti ammissibili al contributo per il rinnovo delle flotte

LINEA 1 – ACQUISTO VEICOLI M2, N1, N2, N3 CON ROTTAMAZIONE

Acquisto di veicoli di categoria M2, N1, N2, N3 a basso impatto ambientale con contestuale rottamazione di veicoli M2, N1, N2, N3, Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro da 0 a 2/II, metano e GPL esclusivo Euro 0 e 1/I.

Si finanzia anche l’allestimento dei veicoli acquistati, utile allo svolgimento dell’attività lavorativa, oppure le spese connesse al riuso dell’allestimento preesistente.

Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di veicoli commerciali N1, con le seguenti alimentazioni/motorizzazioni:

elettrico puro

idrogeno

ibrido benzina-elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In1)

benzina, metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina

a fronte di una contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3, Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro 0, 1/I e 2/II, GPL e metano Euro 0 e 1/I.

Sono, inoltre, ammissibili le spese di allestimento di veicoli commerciali finalizzate all’attività dell’azienda, in coerenza con quanto previsto dal codice ATECO. Le spese di allestimento possono riguardare:

  • un nuovo allestimento fornito dallo stesso produttore del veicolo
  • un nuovo allestimento fornito da un’impresa diversa dal produttore del veicolo
  • riuso dell’allestimento esistente sul mezzo oggetto di rottamazione riadattato al mezzo  acquistato.

Non è ammesso l’acquisto di veicoli N1 con motorizzazione diesel in ogni sua forma.

Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di veicoli di categoria M2, N2, N3 con le seguenti alimentazioni/motorizzazioni:

  • elettrico puro
  • idrogeno
  • ibrido benzina-elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In1)
  • benzina, metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina
  • diesel, ibrido diesel-elettrico, Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In, dual fuel
  • a fronte di una contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3 Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro 0, 1/I e 2/II, GPL e metano Euro 0 e 1/I.

I veicoli M2 sono ammessi a finanziamento solo se non adibiti a trasporto pubblico di linea.

LINEA 2 – NOLEGGIO/LEASING VEICOLI M2, N1, N2, N3 CON ROTTAMAZIONE

Noleggio a lungo termine o leasing finanziario, con periodo minimo di 36 mesi, di un veicolo M2, N1, N2, N3 con o senza allestimenti specifici con contestuale rottamazione di un veicolo M2, N1, N2, N3 Diesel Euro da 0 a 5/V, benzina Euro da 0 a 2/II, metano e GPL esclusivo Euro 0 e 1/I, ai fini del miglioramento delle emissioni e quindi della qualità dell’aria.

I veicoli M2 sono ammessi a finanziamento solo se non adibiti a trasporto pubblico di linea.

LINEA 3 – CONVERSIONE DI VEICOLI M2, N1, N2, N3

Sono ammissibili investimenti per la conversione di veicoli di categoria M2, N1, N2, N3 di classe ambientale Euro 3/III o superiore con un chilometraggio massimo pari a 100.000 km in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio quali:

  • elettrico puro
  • idrogeno
  • metano/biometano esclusivo
  • GPL esclusivo
  • GNL esclusivo

Spese ammissibili al contributo per il rinnovo delle flotte

I veicoli acquistati possono essere:

nuovi di fabbrica, almeno di classe ambientale Euro 6/VI -E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente per la categoria di veicolo di riferimento;

veicoli già immatricolati cosiddetti “a KM 0” se la prima immatricolazione è avvenuta in Italia di classe ambientale almeno Euro 6/VI-D;

veicoli usati di classe ambientale almeno Euro 6/VI-D con un chilometraggio massimo pari a 100.000 km.

La data di sottoscrizione del contratto di acquisto e quella di sottoscrizione del contratto di noleggio rilevabili dalle fatture devono essere successive alla data del 27/02/2025.

Quella di immatricolazione deve essere successiva alla data del 27/02/2025 in caso di acquisto di un veicolo nuovo o KM0.

La data di acquisto e passaggio di proprietà di un veicolo usato deve essere successiva alla data del 27/02/2025.

I mezzi acquistati dovranno permanere di proprietà dell’azienda per almeno 3 anni dalla data di concessione del contributo.

I veicoli oggetto di rottamazione devono essere di proprietà dell’impresa da almeno 12 mesi alla data del 27/02/2025 e devono essere in regola con il pagamento della tassa automobilistica e con l’assicurazione alla data del 27/02/2025.

Il preventivo e le fatture connesse alla stazione di ricarica devono essere successive alla data del 27/02/2025.

Risorse disponibili per il rinnovo delle flotte

5.500.000,00 euro sulla Linea 1 – Acquisto veicoli M2, N1, N2, N3 con rottamazione;

8.000.000,00 euro sulla Linea 2 – Noleggio veicoli M2, N1, N2, N3 con rottamazione;

460.000,00 euro sulla Linea 3 – Conversione di veicoli M2, N1, N2, N3.

Contributo per il rinnovo delle flotte

Linea 1

Veicolo elettrico o idrogeno:

30% sull’acquisto del veicolo;

30% sulla parte di allestimento del veicolo.

Veicolo a benzina o ibrida benzina/elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In), a metano (GNL o GNC) e GPL esclusivi o bifuel con benzina:

20% sull’acquisto del veicolo;

20% sulla parte di allestimento del veicolo.

Veicolo diesel o con motorizzazione ibrida diesel/elettrico (Full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In), dual fuel:

15% sull’acquisto del veicolo;

20% sulla parte di allestimento del veicolo.

Linea 2

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, motorizzazione esclusivamente elettrica:

30% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, di classe ambientale 6/VI-E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente, con alimentazione a benzina, a metano/GPL esclusivi o bifuel con benzina, ibrido benzina/elettrico full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In:

25% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Noleggio/leasing di un veicolo M2, N1, N2, N3, di classe ambientale 6/VI-E oppure la classe emissiva ambientale di più recente immissione sul mercato in conformità con la normativa vigente, dotato di motore diesel, ibrido diesel/elettrico full/Mild Hybrid o Hybrid Plug In, dualfuel:

15% sul canone di noleggio o di leasing finanziario per i primi 36 mesi di contratto.

Linea 3

Trasformazione in elettrico, idrogeno, metano/biometano esclusivo - GPL esclusivo - GNL esclusivo: 30%

Veicoli M2

Sono veicoli aventi più di 8 posti a sedere oltre al posto a sedere del conducente e con una massa massima che non supera le 5 t

Veicoli N1

Sono veicoli commerciali leggeri progettati per il trasporto di merci, con una massa massima di 3,5 t e fino a 9 posti a sedere

Veicoli N2

Sono veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t

Veicoli N3

Sono veicoli a motore con massa massima superiore a 12 tonnellate, adibiti al trasporto di merci

Cosa possiamo fare

Predisporre e inviare le domande 50%

Predisporre e inviare le richieste di erogazione 50%

Quanto manca alla chiusura del bando per il rinnovo delle flotte

Ministero-Affari-Esteri

Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale

Contributo competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per rafforza la competitività internazionale delle imprese italiane con interessi strategici in America centrale o meridionale

L'agevolazione è dedicata alle imprese italiane che:

  • intendono impegnarsi ad effettuare investimenti in America centrale o meridionale

oppure

  • siano stabilmente presenti o esportino o si approvvigionino in America centrale o meridionale

oppure

  • siano stabilmente fornitrici delle predette imprese secondo determinati requisiti

Lo strumento permette il finanziamento di spese volte a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, anche in Italia, a finanziare l’incremento di capitale sociale e finanziamenti soci delle controllate dell’impresa richiedente, nonché spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti, tra cui quelle per la formazione del personale in Italia o in America centrale o meridionale, spese di viaggio, di ingresso e di regolarizzazione in Italia per l’assunzione nonché spese per contratti di lavoro destinati alla formazione e all’inserimento del personale proveniente dall’America centrale o meridionale, fermi restando requisiti e vincoli previsti.

Il contributo è concesso in regime di "De minimis".

Cosa agevola il contributo filiere italiane in America centrale o meridionale

L'agevolazione è finalizzata alla realizzazione di investimenti produttivi o commerciali, investimenti per il rafforzamento patrimoniale, nonché investimenti per innovazione tecnologica, digitale, ecologica e investimenti per la formazione del personale, e relative spese connesse.

Chi sono i beneficiari

Ai fini dell’ammissibilità all’Intervento Agevolativo l’impresa deve:

A. avere sede legale e operativa in Italia;

B. essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e regolarmente costituita e iscritta nel registro delle imprese e in stato di attività;

C. alla data di presentazione della domanda, avere depositato presso il Registro delle Imprese almeno due Bilanci relativi agli ultimi due Esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda che siano stati approvati o per cui siano scaduti i termini di deposito. In assenza di obbligo di deposito del bilancio, sarà necessario acquisire la dichiarazione dei redditi relativa agli ultimi due esercizi e prospetti
economico-patrimoniali con dichiarazione attestante che i dati contabili utilizzati per l'elaborazione di tali situazioni sono gli stessi utilizzati per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi;

D. soddisfare uno dei due seguenti requisiti:
a) presentare il Piano di Investimenti e impegnarsi ad effettuare investimenti per almeno il 30% dell’importo ammissibile rendicontato in America centrale o meridionale;
b) avere un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante dall’ultimo Bilancio e inoltre:
(i) essere stabilmente presente, direttamente o tramite una società controllata locale, in America centrale o meridionale secondo le seguenti modalità:
1) sede commerciale o produttiva attiva da almeno 6 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda, come risultante da visura camerale o altra documentazione, anche fiscale.

oppure

2) sede commerciale o produttiva attiva da meno di 6 mesi o non attiva alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve fornire evidenza della costituzione e operatività della stessa sede entro la data della prima erogazione.

In tal caso, il requisito deve sussistere altresì al termine del periodo di realizzazione;

oppure,

(ii) realizzare esportazioni di beni e servizi verso l’America centrale o meridionale in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale, come risultante da asseverazione rilasciata;

oppure,

(iii) realizzare importazioni di materie prime strategiche e di altri prodotti (beni intermedi e finali, beni strumentali e altre materie prime), dall’’America centrale o meridionale in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale, come risultante da asseverazione rilasciata

oppure

c) avere almeno il 10% di fatturato totale, come risultante dall’ultimo Bilancio, derivante da comprovate operazioni di fornitura, risultanti da specifici contratti/ordini commerciali stipulati in data antecedente alla data di presentazione della domanda, verso una o più imprese italiane che hanno un fatturato export pari ad almeno il 5% e che alternativamente:

a. risultano avere una stabile presenza in America centrale o meridionale;

oppure

b. risultano realizzare esportazioni nella misura indicata al punto b) (ii);

oppure

c. risultano realizzare importazioni nella misura indicata al punto b) (iii).


F. alla data di presentazione della domanda non (i) essere coinvolta in una procedura concorsuale (non deve pertanto essere soggetta ad alcuna procedura concorsuale, né deve aver presentato domanda per una procedura concorsuale) o trovarsi in stato di fallimento ai sensi della legge fallimentare ove applicabile; (ii) essere coinvolta in una procedura concorsuale (liquidazione giudiziale o concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente) e comunque non deve aver chiesto l’accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza e non deve aver avviato una procedura di composizione negoziata della crisi ai sensi del nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza; (iii) essere in condizioni tali per cui una procedura concorsuale possa essere richiesta nei suoi confronti; (iv) essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria, di amministrazione controllata o straordinaria, o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

G. alla data di presentazione della domanda (i) non rientrare nello Scoring 10,11 e 12 e (ii) non trovarsi in difficoltà.

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo filiere italiane in America centrale o meridionale:

1. Investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia

Tra queste spese ammissibili rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

- acquisto/leasing finanziario di macchinari, apparecchiature ad uso produttivo, impianti e beni strumentali o potenziamento/riconversione di beni produttivi e strumentali esistenti;

- tecnologie hardware e software, incluso il potenziamento o riconversione di tecnologie esistenti;

- integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

- realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;

- implementazioni e gestione di sistemi di disaster recovery, business continuity e blockchain;

- investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;

- spese per investimenti legate all’industria 4.0 e 5.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine, intelligenza artificiale);

- spese di investimento per l’effettuazione di un inserimento in America centrale o meridionale, tramite l’acquisto di una nuova struttura/immobile/fabbricato anche produttiva o il potenziamento di una struttura esistente in America centrale o meridionale;

- spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.).

2. Spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti

- Spese per la formazione professionale in Italia o in America centrale o meridionale di personale locale finalizzata all’assunzione dello stesso in Italia o in America centrale o meridionale. Una volta svolta la formazione, l’assunzione dovrà essere garantita per la durata di almeno un anno all’interno del periodo di realizzazione. La formazione dev’essere erogata da una società terza ovvero da enti o istituti di formazione (in ogni caso certificati e dotati di requisiti di professionalità e indipendenza) ovvero da professionisti anch’essi dotati di requisiti di professionalità e indipendenza, nonché comprovata esperienza e certificazioni;

- spese per l’affitto e per l’allestimento di una struttura (es. un ufficio, uno showroom, un corner commerciale, un negozio e l’eventuale struttura destinata alla formazione del personale, comprese anche strutture di proprietà); è finanziabile esclusivamente una struttura per lo svolgimento di attività amministrative, gestionali e promozionali, o di formazione. In caso di investimento in un Paese Estero in cui si è già presenti con una propria struttura, non è ammessa la finanziabilità del negozio.

- spese propedeutiche all’inserimento in azienda del personale locale formato o da formare, tra cui spese di viaggio, ingresso (incluse eventuali spese per le pratiche di regolarizzazione in Italia) e soggiorno in Italia, spese per visite mediche, eventuali divise e altre spese connesse;

- spese promozionali, spese per l’ottenimento di certificazioni, omologazioni di prodotto, brevetti, nonché per studi di fattibilità;

- spese finalizzate all’instaurazione di un contratto di apprendistato o tirocinio, o similare (contratto di lavoro tipicamente a scopo/causa di formazione e inserimento), con copertura del relativo costo per un massimo di 6 mesi, per personale proveniente dall’America centrale o meridionale, purché l’impresa richiedente fornisca evidenza:

(i) che il periodo a cui si riferiscono i rapporti oggetto di intervento agevolativo siano relativi ad un contratto di apprendistato/tirocinio o similare;

(ii) della provenienza del personale;

(iii) del programma formativo, anche linguistico effettuato o in corso

 

3. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale

4. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della domanda e alle asseverazioni rese dal Revisore

 

Le suddette spese devono essere sostenute, fatturate e pagate successivamente alla data di ricezione del CUP e comunque riferite ad attività svolte nel periodo di realizzazione, e devono riguardare la distribuzione di propri beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano registrato.

Le spese si considerano sostenute alla data in cui avviene l’effettivo pagamento tramite il Conto Corrente Dedicato.

Tutti i bonifici e le fatture relative alle spese ammissibili dovranno necessariamente contenere l’indicazione del CUP assegnato.

In fase di rendicontazione tutte le spese devono essere accompagnate da una “dichiarazione dei fornitori".

Il periodo in cui devono essere sostenute, fatturate e pagate le spese decorre dalla data di ricezione del numero di CUP e termina entro i 24 mesi dalla data di stipula fatto salvo la possibilità da parte dell’impresa richiedente di chiedere una proroga del termine del periodo di realizzazione per una durata massima di 6 (sei) mesi.

Contributo filiere italiane in America centrale o meridionale a fondo perduto

L’impresa può chiedere un contributo:

del 20 % dell’importo dell’intervento agevolativo e comunque fino a un massimo di € 200.000 e nei limiti del plafond “de minimis” disponibile se ha almeno una sede operativa, costituita da almeno 6 mesi rispetto alla data di presentazione della Domanda, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;


del 10 % dell’Importo dell’intervento agevolativo e comunque fino a un massimo di € 100.000 e nei limiti del plafond “de minimis” disponibile, se ha la propria sede operativa in una regione italiana diversa da quelle indicate al precedente punto.

 

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 500.000,00 e il 35% dei

mporto massimo finanziabile: l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)


€ 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e start up innovative; € 5.000.000 per le altre imprese.


Importo minimo pari a € 10.000

L’esposizione complessiva del richiedente verso il fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

Rimborso

La durata complessiva è di 6 anni di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso fisso pari al 10% del tasso di riferimento.

Il rimborso avviene in 8 rate semestrali posticipate a capitale costante, a partire dal termine del periodo di preammortamento.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 20%

Predisporre e inviare le domande 35%

Gestire le domande 75%

Effettuare la rendicontazione 100%

Quanto manca all'apertura

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Credito di imposta Transizione 5.0

Credito di imposta Transizione 5.0

Contributo, sotto forma di credito d’imposta, a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato  italiano.

L'incentivo è applicabile agli investimenti effettuati dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. 

Gli investimenti devono consistere in progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici.

Chi sono i beneficiari del credito di imposta

Sono escluse dall’agevolazione Transizione 5.0 le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altra procedura concorsuale, o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

Inoltre, sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

Infine, la concessione del beneficio spettante è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Investimenti ammissibili

Per accedere al credito di imposta Transizione 5.0 occorre:

Effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti dagli allegati A e B del piano Industria 4.0.

Tali beni devono essere interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica.

Inoltre, questi beni devono essere inseriti in un progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici.

La riduzione dei consumi deve essere pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

L’allegato B, quello dedicato ai software, viene ampliato, prevedendo l’ammissibilità anche per;

  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti da sensori IoT;
  • i software relativi alla gestione di impresa (es. ERP) se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui al punto precedente.

Ulteriori investimenti ammissibili

1) gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio dell’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, ad eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Con riferimento all’autoproduzione/autoconsumo di energia da fonte solare, sono ammissibili solo gli impianti con i seguenti moduli fotovoltaici:

a) moduli fotovoltaici prodotti negli Stati UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;

b) moduli fotovoltaici con celle, prodotti negli Stati UE con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;

c) moduli fotovoltaici prodotti negli Stati UE composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’UE con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

Gli investimenti in impianti che comprendono i moduli di cui alle lett. b) e c) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo rispettivamente pari al 120% e 140% del relativo costo.

Nelle more della formazione del registro in cui saranno iscritti i predetti moduli, sono agevolabili gli impianti con moduli fotovoltaici che, sulla base di un’apposita attestazione rilasciata dal produttore, rispettano i requisiti tecnici e territoriali di cui alle citate lett. a), b) e c).

 

2) le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione/consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Tale voce di spesa è ammessa nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e, in ogni caso, fino a 300.000 euro.

Le attività formative dovranno essere erogate da soggetti esterni individuati con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il credito di imposta Industria 4.0 resta operativo per tutti gli investimenti nei beni previsti negli allegati A e B che non generano risparmio, oppure generano un risparmio sotto le soglie minime previste dal credito di imposta Transizione 5.0.

Percentuali del credito di imposta Transizione 5.0

Le percentuali del credito di imposta sono complessivamente nove.

Inoltre, bisogna considerare che ciascuna percentuale può essere maggiorata di 1,2 o 1,4 volte in relazione ai soli pannelli fotovoltaici ad elevata efficienza.

Le aliquote di base del credito d’imposta Transizione 5.0, se l’investimento consegue una riduzione non inferiore al 3% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, non inferiore al 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

  • 35% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Le aliquote del credito d’imposta Transizione 5.0, se l’investimento consegue una riduzione superiore al 6% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, superiore al 10% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

  • 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 10% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Infine, nel caso in cui l’investimento Transizione 5.0 consegua una riduzione superiore al 10% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, superiore al 15% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, le aliquote sono:

  • 45% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 25% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Il massimale di 50 milioni di euro è relativo a ciascuno dei due anni di vigenza del piano (2024-2025).

-InvestimentoTransizione 5.0Fino a 2,5 milionida 2,5 a 10 milioniDa 10 a 50 milioni
Riduzione consumiDal 3 al 6% (unità produttiva)Dal 5 al 10% (processo interessato)35%15%5%
Riduzione consumiDal 6 al 10% (unità produttiva)Dal 10 al 15% (processo interessato)40%20%10%
Riduzione dei consumiPiù del 10% (unità produttiva)Più del 15% (processo interessato)45%25%15%

Quanto manca al termine dell'agevolazione Transizione 5.0

Logo Regione Piemonte

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

strumento finanziario combinato, volto ad incentivare il rilascio di garanzie da parte dei Confidi e a ridurre gli oneri finanziari correlati alla garanzia e al rimborso del finanziamento.

Chi sono i beneficiari del bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le piccole e medie imprese (PMI) e i professionisti.

Progetti ammissibili

L'agevolazione è finalizzata al finanziamento di investimenti in beni materiali e immateriali nonché in capitale circolante di importo non superiore a euro 250.000, riferite ad investimenti o progetti attivati nel territorio della Regione Piemonte, presso la sede principale o l’unità locale dell’impresa beneficiaria.

Non sono ammissibili le operazioni aventi ad oggetto il consolidamento di passività finanziarie a breve termine o le ristrutturazioni di debiti pregressi.

E' inoltre ammissibile la spesa sostenuta dall’impresa per l’ottenimento della garanzia e per il pagamento degli interessi sul finanziamento garantito, a fronte della quale verrà erogato un voucher (contributo a fondo perduto) pari al 5% del valore del finanziamento stesso, con un limite massimo di euro 10.000.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto:

  • 5% del valore del finanziamento con un limite massimo di euro 10.000.

Cosa possiamo fare sul bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Ministero-Affari-Esteri

Contributo e Finanziamento agevolato per Certificazioni e Consulenze

Contributo e Finanziamento agevolato per Certificazioni e Consulenze

L’intervento è destinato a sostenere gli investimenti per la realizzazione di progetti relativi a:

  • consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa o  per l’innovazione digitale, tecnologica di prodotto nell’ottica dell’internazionalizzazione dell’attività d’impresa;
  • l’ottenimento di certificazioni di prodotto per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.

I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al primo punto devono essere regolati tramite il supporto esclusivo di Società di consulenza terze.

I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al secondo punto possono essere realizzati direttamente dall’impresa richiedente oppure per il tramite di società di consulenza.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve essere una impresa che ha depositato presso il Registro Imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda.

In assenza di obbligo di deposito del bilancio, sarà necessario acquisire la dichiarazione dei redditi relativa agli ultimi due esercizi e prospetti economico-patrimoniali.

Quali sono le spese finanziabili

Le spese ammissibili sono:

1. Consulenze per indagini e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione finalizzate all’individuazione, allo sviluppo e al rafforzamento della presenza sui mercati esteri di interesse

2. Formazione per export/internazionalizzazione:

a. Spese per la formazione del management e/o del personale della società richiedente relative alle iniziative di export e internazionalizzazione

3. Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto relative ai processi produttivi e alla sostenibilità ambientale

4. Certificazioni di prodotto e di sostenibilità ambientale:

a. spese per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio o altre spese finalizzate all’ottenimento di certificazioni internazionali;

b. ottenimento delle licenze di prodotti e/o servizi, registrazione di marchi o altre forme di tutela del made in Italy;

c. consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni.

5. Spese di supporto al progetto (max 20% dell’Intervento agevolato):

a. Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori dell’impresa richiedente;
b. Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela);

6. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale

7. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

Importo minimo e massimo

Minimo

  • 10 mila euro.

Massimo

  • il minore tra euro 500 mila e il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati.

 

L’esposizione complessiva verso il Fondo non potrà in ogni caso essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Contributo a fondo perduto per Certificazioni e Consulenze

L’impresa può chiedere un contributo a fondo perduto del 10% e fino a un massimo di € 100.000 solo in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:

(1) È una PMI con sede operativa nelle Regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituita dal almeno 6 mesi;

(2) È una PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001,  SA8000);

(3) È una PMI giovanile (impresa costituita al 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% giovani tra i 18 e i 35 anni);

(4) È una PMI femminile (impresa costituita al 60% da donne oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% da donne);

(5) È una PMI con una quota di fatturato export risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi pari ad almeno il 20% sul fatturato totale;

(6) È una PMI innovativa (impresa registrata come PMI innovativa presso la sezione speciale della camera di commercio);

(7) È un’impresa anche non PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000) e che entro la data della prima erogazione può fornire evidenza di:

  • aver emesso una Sustainable Procurement Policy (SPP) contenente principi ESG;
  • adesione di almeno 5 fornitori dell’Impresa Richiedente, con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda, a uno o più principi ESG contenuti nell’SPP;
  • processo di implementazione della suddetta Policy;
  • piani correttivi in caso di non conformità di uno o più fornitori (ad esempio chiusura rapporto con il suddetto fornitore o diffida e tempo per adeguarsi);
  • strumenti e modalità di monitoraggio dei fornitori con riferimento al rispetto alla conformità alla suddetta Policy
  (8) È un’impresa anche non PMI con interessi diretti nei Balcani Occidentali.

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 500.000,00 e il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio depositato.

L’esposizione complessiva del richiedente verso il fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

La durata complessiva è di 4 anni di cui 2 di preammortamento e 2 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso fisso pari al 10% del tasso di riferimento.

Il rimborso avviene in 4 rate semestrali posticipate a capitale costante, a partire dal termine del periodo di preammortamento.

Garanzie

Le garanzie rilasciate a beneficio del Fondo, a valere sul finanziamento sono determinate come una percentuale del finanziamento in misura crescente in funzione della classe di scoring dell’impresa richiedente.

Esse variano dallo zero al 40% dell'importo del finanziamento e possono essere fornite in diverse forme.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 10%

Predisporre e inviare le domande 15%

Erogare la consulenza 70%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione 100%

Quanto manca all'apertura

Ministero-Affari-Esteri

Contributo e Finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

Contributo per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

L’intervento è finalizzato a sostenere la realizzazione di investimenti volti a favorire la transizione digitale e ecologica (almeno il 50% del totale).

La restante parte può essere invece destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

Tale quota può inoltre essere elevata fino a:

  • 70% per le imprese che hanno subito un incremento dei costi energetici pari al 100% o che hanno un fatturato export pari ad almeno il 20% in fase di presentazione della domanda;
  • 80% per le imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
  • 90% per le imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023 individuati nell’allegato I del DL 61/2023.

L'agevolazione è concessa in regime di "De Minimis".

Cosa agevola il contributo per la transizione

La realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica, nonché per il rafforzamento patrimoniale dell’Impresa, a beneficio della competitività sui mercati internazionali.


L’impresa richiedente l’intervento deve destinare almeno il 50% dell’importo deliberato a investimenti digitali e/o ecologici, e la restante parte, fino al 50%, può essere destinata a ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale (“Ulteriori Investimenti”).

Gli Ulteriori Investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale con separata evidenza in nota integrativa.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve soddisfare uno dei due seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

  • avere un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio;
  • essere una PMI produttiva con un fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo bilancio, e fare parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti (con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda).

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo transizione sono:

1. Spese per la Transizione Digitale

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali
  • consulenze in ambito digitale (ad es. digital manager)
  • disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (ad es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).

Spese per la transizione ecologica

  • investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale (ad es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.)
  • spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento.

 

3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale

Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale.

 

4. spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di agevolazione per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato

 

Le suddette spese devono essere sostenute, fatturate e pagate successivamente alla data di ricezione del CUP e comunque riferite ad attività svolte nel periodo di realizzazione.

Le spese si considerano sostenute alla data in cui avviene l’effettivo pagamento tramite il conto corrente dedicato.

Tutti i bonifici e le fatture relative alle spese ammissibili dovranno necessariamente contenere l’indicazione del CUP assegnato.

In fase di rendicontazione tutte le spese devono essere accompagnate da una “dichiarazione dei fornitori".

Il periodo in cui devono essere sostenute, fatturate e pagate le spese decorre dalla data di ricezione del numero di CUP e termina entro i 24 mesi dalla data di stipula fatto salvo la possibilità da parte dell’impresa richiedente di chiedere una proroga del termine del periodo di realizzazione per una durata massima di 6 mesi.

Importo minimo e massimo

Minimo

  • 10 mila euro.

 

Massimo

  • il minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati egli importi indicati nella tabella di seguito:

Dimensione impresa                      importi in euro

Micro Impresa                                      500.000
PMI e PMI innovative                          2.500.000
Altre imprese                                     5.000.000

 

L’esposizione complessiva verso il Fondo non potrà in ogni caso essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Contributo per la transizione a fondo perduto

L’impresa può chiedere un contributo a fondo perduto del 10% e fino a un massimo di € 100.000 solo in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:


(1) È una PMI con sede operativa nelle Regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituita dal almeno 6 mesi;

(2) È una PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);

(3) È una PMI giovanile (impresa costituita al 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% giovani tra i 18 e i 35 anni);

(4) È una PMI femminile (impresa costituita al 60% da donne oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% da donne);

(5) È una PMI con una quota di fatturato export risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi pari ad almeno il 20% sul fatturato totale;

(6) È una PMI innovativa (impresa registrata come PMI innovativa presso la sezione speciale della camera di commercio);

(7) È un’impresa anche non PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000) e che entro la data della prima erogazione può fornire evidenza di:

  • aver emesso una Sustainable Procurement Policy (SPP) contenente principi ESG;
  • adesione di almeno 5 fornitori dell’impresa Rrchiedente, con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda, a uno o più principi ESG contenuti nell’SPP;
  • processo di implementazione della suddetta Policy;
  • piani correttivi in caso di non conformità di uno o più fornitori (ad esempio chiusura rapporto con il suddetto fornitore o diffida e tempo per adeguarsi);
  • strumenti e modalità di monitoraggio dei fornitori con riferimento al rispetto alla conformità alla suddetta Policy

 

(8) È un’impresa anche non PMI con interessi diretti nei Balcani Occidentali.

Finanziamento agevolato

L’esposizione complessiva del Richiedente verso il Fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione pari al 25% dell’intervento agevolativo, è erogata entro 3 mesi dalla prima rendicontazione a condizione che:

l’impresa ne faccia richiesta contestualmente all’invio della Prima rendicontazione;

le spese ammissibili e rendicontante con la prima rendicontazione risultino non inferiori al 50% dell’importo deliberato.

La terza erogazione è erogata a saldo entro i 4 mesi successivi al termine del periodo di realizzazione.

Rimborso

La durata complessiva è di 6 anni di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento.

Garanzie

Le garanzie rilasciate a beneficio del Fondo, a valere sul finanziamento sono determinate come una percentuale del finanziamento in misura crescente in funzione della classe di scoring dell’impresa richiedente.

Esse variano dallo zero al 40% dell'importo del finanziamento e possono essere fornite in diverse forme.

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