Contributo a sostegno della capitalizzazione

Contributo a sostegno della capitalizzazione delle PMI

Contributo a sostegno della capitalizzazione delle PMI

Chi agevola il contributo a sostegno della capitalizzazione

Micro, piccole e medie società di capitali, dei settori manifatturiero, costruzioni e informatica, attive in Piemonte.

Le imprese devono:

  • essere costituite come società di capitali
  • avere sede o l’unità locale sita e operativa in Piemonte
  • essere iscritte da almeno un anno al Registro Imprese
  • avere almeno un bilancio chiuso e approvato
  • rispettare le verifiche di affidabilità economico-finanziaria e patrimoniale (rating compreso tra AAA e BB2, con particolare riferimento ai dati del 2019).

Cosa agevola il contributo a sostegno della capitalizzazione

Alla luce delle difficoltà economiche e finanziarie che le PMI del territorio stanno affrontando nella attuale crisi generata dalla emergenza sanitaria da Covid 19, la misura agevolativa contributo a sostegno della capitalizzazionesupporta le strategie di investimento di medio lungo periodo che le imprese attuano al fine di proseguire e rilanciare la propria attività.

A tal fine, la presente misura supporta la patrimonializzazione delle PMI.

Infatti, l’intervento è volto a supportate le PMI che effettuino un’operazione di aumento di capitale mediante la sottoscrizione da parte di uno o più soci ovvero di investitori terzi e finalizzata a consentire la prosecuzione e il rilancio dell’attività d’impresa attraverso un programma di investimento, sviluppo e consolidamento.

Tipologia ed entità delle agevolazioni

L’agevolazione contributo a sostegno della capitalizzazione consiste in un contributo a fondo perduto di valore massimo pari a € 62.500 e calcolato come di seguito:

  • 30% per aumenti di capitale compresi tra 50.000 e 150.000 euro
  • 25% per aumenti di capitale compresi tra 151.000 e 250.000 euro.

L’erogazione del contributo avviene previa verifica dell’effettivo versamento del complessivo aumento di capitale deliberato.

Il contributo è concesso ai sensi del Reg. 1407/2013 – De minimis.

Interventi ammissibili

Il capitale congiuntamente apportato dai soci/investitori nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale deve ammontare ad almeno 50.000 euro e non essere superiore a 250.000 euro.

I versamenti in conto aumento di capitale devono essere in denaro e non possono essere rimborsati a soci, a qualsiasi titolo, per tutto il periodo a cui si riferisce il progetto di investimento.

Il progetto di investimento deve evidenziare la necessità di rilancio dell’attività, conseguente alla situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, e consistere in investimenti organici e strutturali funzionali al business dell’impresa.

A titolo di esempio sono ammissibili investimenti in beni materiali ed immateriali, spese di pubblicità e marketing, spese di consulenza strategica, costi di gestione. Non risultano ammissibili investimenti con finalità finanziarie o speculative.

Il progetto di investimento deve essere avviato in data successiva alla delibera di aumento di capitale e non risultare completamente attuato alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Deve inoltre essere concluso entro 12 mesi (prorogabili al massimo fino a 18) dalla data di concessione dell’agevolazione.

Quanto manca alla scadenza

Progetti Integrati di Filiera

Contributo per la partecipazione ai Progetti Integrati di Filiera

Contributo per la partecipazione ai Progetti Integrati di Filiera

Cosa agevola il bando

L'obiettivo del bando è quello di favorire l'internazionalizzazione in otto filiere produttive piemontesi di eccellenza:

  • Automotive&Transportation
  • Aerospazio
  • CleanTech/GreenBuilding
  • Abbigliamento-Alta Gamma-Design
  • Tessile
  • Agroalimentare
  • Meccatronica
  • Salute e Benessere

favorendone la penetrazione organizzata nei mercati esteri.

I beneficiari del bando sono le Piccole e Medie Imprese piemontesi con sede o l’unità locale sita e operativa in Piemonte, iscritte da almeno un anno al Registro Imprese e almeno un bilancio chiuso e approvato, la cui attività prevalente sia coerente con la/le filiera/e a cui si intende partecipare.

Il contributo finanzia l'iscrizione/accesso alle attività promosse e realizzate attraverso il Ceipiemonte  che si traducono in azioni di animazione/sistema e azioni di investimento (ad esempio preparazione all'internazionalizzazione, partecipazione in forma collettiva a fiere internazionali, eventi espositivi, business convention, organizzazione di eventi).

L'agevolazione consistente in una riduzione sui costi di partecipazione alle azioni di investimento che saranno proposte da Ceipiemonte nell’ambito delle attività di ogni progetto.

Tipologia ed entità delle agevolazioni

La riduzione sarà quantificata ex-ante per ogni singola azione a cui le PMI daranno specifica adesione.

Il valore massimo dell’agevolazione concedibile per la prima annualità è quantificato in 15.000 euro ad impresa per ogni PIF a cui la stessa risulti ammessa per l’annualità stessa e comunque nei limiti di disponibilità "De Minimis" dell’impresa.

PERCHÈ PARTECIPARE AI PIF

Partecipare ai Progetti Integrati di Filiera consente di essere coinvolti in un sistema di attività che permettono di:

  • incrementare il business
  • incontrare buyer stranieri
  • avviare nuove partnership
  • entrare a far parte di un network internazionale
  • migliorare l'offerta ed essere concorrenziali rispetto ai competitor.

LE ATTIVITÀ

Le iniziative dei Progetti Integrati di Filiera sono numerose e il calendario delle attività è in continua fase di aggiornamento per rispondere alle esigenze delle aziende a cui è garantito un risparmio certo.

E’ in programma un ampio ventaglio di iniziative, anche previste in modalità online:

  • partecipazioni a fiere e business convention
  • incontri b2b
  • workshop con buyer
  • study tour
  • visite aziendali
  • assistenza continuativa
  • percorsi individuali
  • tavoli tecnici e tematici e webinar di approfondimento.

I VANTAGGI

Alle aziende ammesse è concessa una riduzione sui costi di partecipazione alle azioni di investimento del progetto (fiere, b2b con buyer in Italia e all’estero, percorsi individuali di accompagnamento) del valore di 15.000 euro l'anno per impresa e per ciascun PIF a cui la PMI partecipi.

Quanto manca alla scadenza:

Fondo-nuove-competenze

Fondo nuove competenze

Fondo nuove competenze

Le risorse disponibili per l’attuazione della misura ammontano complessivamente a 730 milioni di euro.

Cos’è

Gli interventi del Fondo Nuove Competenze hanno a oggetto il riconoscimento di contributi in favore di tutti i datori di lavoro privati che abbiano stipulato, ai sensi dell’art. 88, comma 1 del Decreto Legge n. 34/2020 e dell’art. 4 del Decreto Legge 14 agosto 2020 n. 104, per mutate esigenze organizzative e produttive dell'impresa ovvero per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori, accordi di rimodulazione dell'orario di lavoro – sottoscritti a livello aziendale o territoriale dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda - per i quali le ore in riduzione dell’orario di lavoro sono destinate a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.

A chi si rivolge il contributo del Fondo Nuove Competenze

Possono accedere al contributo tutti i datori di lavoro privati.

Cosa finanzia il contributo per il settore della ristorazione

Progetti formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze dei lavoratori, anche in somministrazione, per i quali è ridotto l’orario di lavoro a fronte della partecipazione a percorsi di sviluppo delle competenze, previsti dall’accordo sottoscritto.

Il limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per ogni lavoratore è pari a 250.

L'agevolazione

Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro in riduzione destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori.

Chi può erogare la formazione

• tutti i soggetti accreditati a livello nazionale e regionale

• altri soggetti che per statuto svolgono attività di formazione

• gli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado

• gli Istituti Tecnici Superiori

• i centri di ricerca accreditati dal Ministero dell’Istruzione

• la stessa impresa che ha presentato domanda di contributo, laddove l’accordo lo prevede.

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Quanto manca alla scadenza:

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MiSE

Digital Transformation

Digital Transformation

Le risorse disponibili per l’attuazione della misura ammontano complessivamente a 100 milioni di euro.

Cos’è

L’intervento agevolativo sulla Digital Transformation è finalizzato a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti diretti all'implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 nonché di altre tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

 

A chi si rivolge

Possono beneficiare delle agevolazioni del bando Digital Transformation le PMI che, alla data di presentazione della domanda:

  • risultano iscritte come attive nel Registro delle imprese;
  • operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio;
  • hanno conseguito, nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00;
  • dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

 

Cosa finanzia

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics);
  2. tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
    1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;
    2) al software;
    3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
    4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

A tal fine i progetti di Digital Transformation devono prevedere la realizzazione di:

    1. attività di innovazione di processo
    2. attività di innovazione dell’organizzazione;
    3. investimenti.

I progetti devono inoltre prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 e non superiore a 500.000,00; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 

Le agevolazioni

Per entrambe le tipologie di progetto ammissibili a beneficio le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50 percento, articolata come segue:

  1. 10 percento sotto forma di contributo;
  2. 40 percento come finanziamento agevolato.

Le agevolazioni per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione sono concesse alle condizioni ed entro le intensità massime di aiuto previste dall’articolo 29 del regolamento UE 651/2014, mentre le agevolazioni per i progetti di investimento vengono concesse nei limiti e secondo i massimali stabiliti dal Regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “de minimis”.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni.

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Quanto manca all'apertura:

Percentuale

di contributo

a fondo perduto

Percentuale

di finanziamento

a tasso zero

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MiSE

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Questo credito d'imposta è finalizzato a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Cosa agevola il credito d'imposta

Il credito d'imposta si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Entità del credito d'imposta

Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, i così detti beni "Industria 4.0", (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

 

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall'articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione per i beni di cui agli allegati A e B, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni.

Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Come funziona

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.

Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.

La comunicazione è richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

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COSA POSSIAMO FARE

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 34%

Predisporre la perizia o l'autocertificazione 77%

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Emergenza Covid-19 – Regione Piemonte – Contributi per abbattere i costi dei finanziamenti

La misura è rivolta a micro, piccole e medie imprese piemontesi e ai lavoratori autonomi.

Il contributo a fondo perduto è finalizzato a sostenere le MPMI piemontesi ed i lavoratori autonomi nell’attivazione di operazioni finanziarie connesse ad esigenze di liquidità.

Il contributo è infatti destinato ad abbattere i costi dei finanziamenti bancari (o di altri intermediari finanziari) concessi a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19.

L'importo del contributo è commisurato a quello del prestito che l’impresa o lavoratore autonomo ha ottenuto tramite il canale creditizio.

I finanziamenti, a fronte dei quali verrà erogato il contributo, devono connotarsi come nuovo credito connesso ad esigenze di liquidità.

Essi devono essere di importo fino a 150.000 euro e con durate di rimborso fino a 6 anni.

I prestiti da parte di banche, istituti e intermediari finanziari, devono essere stati stati erogati a partire dal 17 marzo 2020 in poi.

Inoltre, essi devono essere connessi a un calo di fatturato nel bimestre marzo/aprile 2020 di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Questo elemento è automaticamente presunto per le imprese costituite nel 2019.

Le imprese interessate ad usufruire del bonus regionale devono quindi, in prima battuta, rivolgersi a banche, confidi o altri intermediari finanziari per richiedere il finanziamento alle condizioni vigenti.

Successivamente, quando verrà pubblicato il bando regionale (indicativamente dal 12 maggio 2020 in poi), si potrà fare domanda per richiedere il contributo.

Questa misura è concepita come complementare agli strumenti nazionali volti a facilitare l’erogazione di nuovo credito al sistema produttivo.

Il contributo a fondo perduto può infatti essere cumulabile, ovviamente nel rispetto dei massimali sugli aiuti di Stato, con le iniziative di sostegno al credito di carattere nazionale e regionale (a meno che, in quest'ultimo caso, non fosse già previsto un contributo analogo).

Si fa riferimento sostanzialmente ai provvedimenti dei recenti decreti legge del Governo, che riguardano strumenti quali il Fondo Centrale di Garanzia e SACE, così come le altre misure a livello regionale.

I contributi erogati avranno un importo massimo di:
– 2.500 euro per i finanziamenti inferiori a 50.000 euro;
– 5.000 euro per i finanziamenti tra 50.000 e 100.000 euro;
– 7.500 euro per i finanziamenti tra 100.000 e 150.000 euro (esclusi i lavoratori autonomi).

Se vuoi richiedere il contributo per abbattere i costi dei finanziamenti concessi a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, puoi contattarci per la predisposizione della domanda.

LINK UTILI

Settori esclusi dal Reg. UE 1407/2013

Dimensioni d'impresa

Logo Regione Piemonte

Emergenza Covid-19 – Regione Piemonte – Contributi per sostenere lavoratori autonomi e imprese

Saranno disponibili contributi a fondo perduto per 7,3 milioni di euro destinati a sostenere le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi piemontesi nell’attivazione di operazioni finanziarie connesse ad esigenze di liquidità.

Una delibera approvata il 17 aprile dalla Giunta regionale piemontese consentirà ai beneficiari dei finanziamenti concessi dal 17 marzo al 31 dicembre 2020, e finalizzati ad esigenze di liquidità, di fare fronte agli oneri connessi al credito.

I contributi avranno un importo massimo di:

  • 2.500 euro per i finanziamenti inferiori a 50.000 euro;
  • 5.000 euro per i finanziamenti tra 50.000 e 100.000 euro;
  • 7.500 euro per i finanziamenti superiori a 100.000 euro.

I beneficiari saranno le micro, piccole e medie imprese (MPMI) aventi almeno una sede operativa in Piemonte e i lavoratori autonomi con sede operativa fissa in Piemonte operanti nei settori ammissibili previsti.

I settori ammissibili sono quelli ammessi ai sensi del Regolamento (UE) 1407/2013.

Per ottenerli si dovrà dimostrare che nel bimestre marzo/aprile 2020 il calo del fatturato è stato pari o superiore al 30% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Sono ammesse tutte le attività avviate a partire dal 1° gennaio 2019.

Non possono beneficiarne i soggetti che abbiano ottenuto contributi in conto interessi e/o a fondo perduto nell’ambito di altre misure regionali a valere sui medesimi finanziamenti.

LINK UTILI

Settori esclusi dal Reg. UE 1407/2013

Dimensioni d'impresa

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Contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazione

Contributo alle imprese per l’acquisizione di servizi qualificati e specialistici per la ricerca e innovazione presso Infrastrutture di Ricerca pubbliche e private

Il Bando è rivolto a sostenere le piccole e medie imprese piemontesi nell’acquisizione di servizi qualificati e specialistici di supporto alla ricerca, sviluppo e innovazione, finalizzati ad accrescere il grado di innovazione tecnologico:

A - Servizi tecnici di sperimentazione di prodotti e processi migliorativi e/o innovativi

B – Servizi di supporto alla certificazione avanzata (test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo)

C - Messa a disposizione di attrezzature

D - Servizi qualificati specifici a domanda collettiva.

Il Contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazione è rappresentato da un contributo a fondo perduto (voucher) da un minimo di 20.000,00 euro a un massimo di 200.000,00 euro, a copertura massima del 70% delle spese ammissibili.

Il contributo per l’acquisizione di servizi per ricerca e innovazioneI servizi per la ricerca e innovazione è erogato per i servizi che rientrano in una delle seguenti tipologie:

A - Servizi tecnici di sperimentazione di prodotti e processi migliorativi e/o innovativi

Servizi di supporto alle fasi successive della progettazione dettagliata quali, ad esempio, prove e test di laboratorio, utilizzo di laboratori, definizione e studio rendimenti, prestazioni e tolleranze, la prototipazione, anche rapida. Sono compresi i servizi tecnici di progettazione strettamente correlati ai servizi oggetto della prestazione.

B – Servizi di supporto alla certificazione avanzata (test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo).

Servizi di supporto tecnico all’implementazione di sistemi di gestione e alla certificazione di sistema secondo schemi di enti normativi e regolamentari di rilevanza internazionale. Servizi di supporto all’adozione di schemi di certificazione avanzati capaci di contribuire in modo significativo all’innalzamento delle capacità competitive delle imprese. Supporto tecnico alla certificazione di prodotto. Sono comprese solo le consulenze strettamente propedeutiche ai test e prove di laboratorio finalizzati al percorso certificativo.

C - Messa a disposizione di attrezzature

Servizi finalizzati al supporto dell’innovazione attraverso l’utilizzo di attrezzature scientifiche, quali, ad esempio, laboratori e banche dati.

D - Servizi qualificati specifici a domanda collettiva

Si tratta di servizi specializzati a domanda collettiva finalizzati allo sviluppo di processi di innovazione diffusa nelle filiere e nei sistemi produttivi (certificazione di filiera) e comprendono ad esempio: analisi e mappatura della filiera; stesura e validazione dei protocolli; elaborazione specifiche e dati utili alla stesura di manuali operativi; spese di certificazione.

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Veicoli_commerciali

Contributo per il rinnnovo dei veicoli commerciali N1 e N2

Contributo per il rinnnovo dei veicoli commerciali M1, M2, N1, N2 e N3

L'agevolazione è finalizzata a supportare Micro, Piccole e Medie Imprese piemontesi che rinnovano i veicoli commerciali.

I veicoli devono essere di tipo M1, M2, N1, N2 e N3.

L'acquisto deve riguardare nuovi veicoli a basso impatto ambientale ai fini del miglioramento delle emissioni in atmosfera e della qualità dell'aria.

Il bando incentiva, inoltre, la conversione di veicoli commerciali per trasporti specifici e a uso speciale in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio.

Chi può presentare domanda

Possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) aventi unità locale operativa attiva in Piemonte. Sono escluse le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli e le imprese di trasporto in conto terzi.

Per quali investimenti

Sono ammissibili gli investimenti per l’acquisto di veicoli commerciali M1, M2, N1, N2 e N3, utilizzati per il trasporto in conto proprio, elettrico puro, ibrido (benzina/elettrico solo Full Hybrid o Hybrid Plug In), metano esclusivo e GPL esclusivo, metano o GPL bifuel (benzina/metano e benzina/gpl)

L'acquisto deve seguire la rottamazione di un veicolo commerciale M1, M2, N1, N2 e N3 per il trasporto in conto proprio benzina fino ad euro 1/I incluso, ibridi benzina (benzina/metano o benzina/GPL) fino a euro 1/I incluso e diesel fino ad euro 4/IV incluso.

Inoltre, sono ammesse le spese di conversione di veicoli commerciali per trasporti specifici e a uso speciale M1, M2, N1, N2 e N3 in veicoli dotati di sistemi di trazione che utilizzano esclusivamente combustibili diversi dal gasolio.

Ciascuna impresa può presentare fino a dieci domande di contributo a valere sul Bando, a fronte altrettanti veicoli commerciali rottamati o convertiti.

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto proporzionale alla massa e all’alimentazione del veicolo e limitatamente alla gamma di veicoli M1, M2, N1, N2 e N3 secondo la tabella riportata nella scheda scaricabile.

Sono ammesse a contributo le spese relative all'acquisto di veicoli immatricolati per la prima volta in Italia.

Sia la data di acquisto che la data di immatricolazione devono essere successive al 20 ottobre 2017. Sono ammesse le acquisizioni tramite leasing, il cui contratto deve essere stipulato in data successiva al 20 ottobre 2017.

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Contributo a fondo perduto per imprese in stato di pre-crisi o crisi reversibile

Contributo a fondo perduto per imprese in stato di pre-crisi o crisi reversibile
L'agevolazione è rivolta alle Imprese in stato di pre crisi o crisi reversibile, dei settori tessile, ICT applicato e lavorazioni meccaniche, con almeno una unità locale attiva e localizzata in Piemonte e prevalente attività e occupazione in Piemonte.Le imprese devono trovarsi in una delle seguenti situazioni:
  • "pre-crisi": si stanno manifestando sintomi più o meno rilevanti di difficoltà operativa e/o finanziaria, ma l'impresa non è ancora in un conclamato stato di crisi;
  • "crisi reversibile":  l'impresa versa di fatto in una situazione di crisi non strutturale, ma sono presenti presupposti oggettivi di risoluzione delle criticità verificatesi e, quindi, di continuità aziendale.
Per quanto attiene i limiti minimi e massimi di ore per la realizzazione delle spese e il conseguente calcolo del contributo, le imprese vengono divise in due tipologie, in relazione al numero di occupati:
  • imprese con minimo 20 e massimo 50 occupati;
  • imprese con oltre 50 occupati.
 Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili fino ad un massimo di Euro 70.000,00 per le imprese con minimo 20 e massimo 50 occupati e fino a un massimo di Euro 140.000,00 per le imprese con oltre 50 occupati. Inoltre, il bando prevede la gratuità per la redazione del Piano.In caso di imprese beneficiarie a cui sia stato attribuito il rating di legalità può essere assegnata una maggiorazione del contributo del 10%.Le spese ammissibili sono:
  • consulenze per la redazione di un "Piano di risanamento" che definisce le azioni e le attività necessarie a consentire all'impresa di superare la situazione;
  • affiancamento per lo sviluppo e la realizzazione del Piano;
  • consulenze per la diversificazione della produzione (innovazione di prodotto e/o di processo).
La realizzazione delle attività oggetto di richiesta di contributo dovrà concludersi entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo.

Per maggiori informazioni

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Partita IVA e C. F. 02075740023

Registro imprese di Biella 02075740023

Capitale sociale Eur 10.000,00 i.v.

PEC infoe3srl@pec.it

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FEASR

Certificazioni e Qualificazioni

Ministero dello Sviluppo Economico

Società di Temporary Export Manager

(Codice Identificativo TEM_00000153)

Italcert S.r.l.

Regione Piemonte

Operatore della formazione accreditato

Codice operatore D19706

Soggetto formatore inserito nell’elenco degli abilitati dalla Regione Piemonte ad erogare diversi corsi di formazione in materia di di salute e sicurezza sul lavoro

Codice operatore A578/2018

Contatti

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