Risparmio_energetico

Efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese piemontesi

Efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese piemontesi

Il bando promuove investimenti per la riduzione dei consumi e delle correlate emissioni inquinanti e climalteranti degli edifici e degli impianti produttivi attraverso la razionalizzazione dei cicli produttivi, l’utilizzo efficiente dell’energia e la produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

L’agevolazione, che copre fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, è costituita da un finanziamento agevolato e da una quota a fondo perduto.

Chi sono i beneficiari del bando efficienza energetica ed energie rinnovabili nelle imprese

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le:
  • Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI);
  • Grandi Imprese (GI).

Oltre ad essere la naturale prosecuzione dell’edizione 2023, il Bando, che si articola nelle due Azioni: II.2.i.2 - Efficientamento energetico nelle imprese e II.2ii.2 - Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese, riporta alcune modifiche che mirano a migliorare la fruibilità del Bando stesso:

è stata eliminata l’obbligatorietà di abbinare un intervento a valere sull’Azione “Rinnovabili” con un intervento a valere sull’Azione “Efficienza Energetica”, di conseguenza le imprese possono decidere se presentare domanda solo su una delle due Azioni oppure su entrambe;


sono state abbassate e unificate le soglie minime progettuali di accesso delle due azioni, proporzionali alla dimensione dell’impresa. Nello specifico:

- per le MPMI sono ammissibili gli investimenti tra 50.000 euro e 3.000.000 di euro IVA esclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicate;

- per le grandi imprese sono gli ammissibili investimenti strategici tra 300.000 euro e 5.000.000 di euro IVA esclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

è stata modificata la percentuale di ripartizione tra quota finanziamento e quota contributo.

In particolare:


- per l’azione “Efficienza Energetica” è stata maggiorata la quota di contributo, fino al 35% del valore dell’investimento ammesso e ulteriormente estendibile fino al 40%, se la sede oggetto di intervento si trova in un’area 107.3.c;

- per l’azione “Rinnovabili” la ripartizione tra finanziamento e contributo è stata confermata: il contributo può coprire fino al 30% del valore dell’investimento ammesso.

Progetti ammissibili

Efficientamento energetico nelle imprese

Prevede cinque Linee di intervento:

  • a) impianti di cogenerazione ad alto rendimento
  • b) interventi di razionalizzazione dei cicli produttivi e utilizzo efficiente dell’energia;
  • c) interventi di efficientamento energetico di edifici delle imprese;
  • d) installazione di sistemi di building automation connessi agli interventi di efficientamento;
  • e) sviluppo di processi innovativi volti al risparmio energetico, compresa l’eventuale ingegnerizzazione di nuove linee di produzione efficienti.

Dimensione del progetto:

Per le MPMI sono ammissibili investimenti di importo minimo pari a 50.000 euro ed un massimo pari a € 3.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Per le GI sono ammissibili investimenti che rivestono carattere di strategicità di importo minimo pari a 500.000 euro e massimo pari a 5.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

 

Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese

prevede cinque Linee di intervento:

  • a) impianti di cogenerazione ad alto rendimento, alimentati a fonti rinnovabili;
  • b) installazione di impianti a fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento dell’energia idraulica e solare-fotovoltaica;
  • c) installazione di impianti a fonti rinnovabili per la produzione di energia termica attraverso lo sfruttamento dell’energia dell’ambiente, geotermica, solare termica o da biomassa;
  • d) produzione di idrogeno verde da energia elettrica rinnovabile;
  • e) sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia prodotta di media e piccola taglia.

Gli interventi sono finalizzati all’autoconsumo dell’energia prodotta e possono comprendere sistemi di
accumulo/stoccaggio di media e piccola taglia.

Dimensione del progetto:

Per le MPMI sono ammissibili investimenti di importo minimo pari a 50.000 euro ed un massimo pari a € 3.000.000 IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Invece, per le GI sono ammissibili investimenti che rivestono carattere di strategicità di importo minimo pari a 300.000 euro e massimo pari a € 5.000.000, IVA inclusa, fermo restando il rispetto delle soglie e delle intensità di aiuto individuate dalla normativa sugli aiuti di Stato applicata.

Per l’Azione Efficientamento energetico nelle imprese, gli interventi dovranno garantire un risparmio annuo minimo di emissioni e/o di energia primaria, parametrato alla situazione preesistente, differenziato a seconda della Linea di intervento cui afferiscono, come specificato dal bando.

Mentre, per l’Azione Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese, gli interventi dovranno garantire un risparmio annuo di emissioni e/o di energia primaria, parametrato alla situazione preesistente, differenziato a seconda della Linea di intervento cui afferiscono, come specificato dal bando.

 

Durata dei progetti di efficienza energetica ed energie rinnovabili

Il termine per la conclusione dell’investimento è di 24 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione.

Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto

Incentivo per l'azione Efficienza energetica

l'agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, con le seguenti caratteristiche: 

Micro e piccole imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 65% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 35% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Medie imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 75% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto fino ad un massimo del 25% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Grandi imprese

finanziamento pari almeno al 85% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 15% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

 

Per gli interventi sulle linee b), c), d), e) la cui unità locale oggetto di intervento sia collocata in un comune compreso nelle cosiddette aree 107.3.c le percentuali di contributo vengono maggiorate del 5%.

Incentivo per l'azione utilizzo delle energie rinnovabili

l'agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili dell’investimento, con le seguenti caratteristiche: 

Micro e piccole imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 70% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 30% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Medie imprese

finanziamento agevolato pari almeno al 80% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto fino ad un massimo del 20% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Grandi imprese

finanziamento pari almeno al 90% del valore del progetto in termini di costi ammissibili, erogato con risorse a valere sul FESR; la restante quota sarà costituita da una sovvenzione a fondo perduto, fino ad un massimo del 10% del valore del progetto in termini di costi ammissibili.

Quale sono le spese ammissibili dal bando Efficienza energetica ed energie rinnovabili

Per ogni Azione, sono ammissibili esclusivamente le voci di spesa elencate di seguito:

a) fornitura dei componenti necessari alla modifica dei processi o alla realizzazione degli impianti o degli involucri edilizi ad alta efficienza; sono comprese le apparecchiature per la riduzione/eliminazione degli impatti ambientali nel rispetto del principio DNSH;

b) installazione e posa in opera degli impianti e dei componenti degli involucri edilizi e dei sistemi di
accumulo;

c) opere edili ad esclusivo asservimento di impianti/macchinari oggetto di finanziamento e/o interventi di messa in sicurezza (sismica o ambientale, ad esempio l’eliminazione di sorgenti potenzialmente inquinanti, come materiali contenenti amianto, serbatoi di combustibili dismessi, ecc.) degli impianti/edifici oggetto di agevolazione e/o eventuali opere necessarie alla “resa a prova di clima” delle opere finanziate; le opere edili nel caso della Azione II.2.i.2 - Intervento a) e Azione II.2.ii.2 - Intervento a), gli interventi di messa in sicurezza e quelli a garanzia dell’immunizzazione degli effetti del clima, sono ammissibili complessivamente nei limiti del 20% del totale della spesa ammessa sommando le suddette voci a) e b); sono fatti salvi gli interventi di cui alla Azione II.2.i.2 - Intervento c);

d) sia per impianti, sia per involucri edilizi: spese tecniche per progettazione (sostenute dopo il 07/10/2022), direzione lavori, collaudo (es. Diagnosi energetica, Attestato di Prestazione Energetica dell’edificio, Certificazione degli impianti, ecc..). Le spese tecniche sono ammesse fino ad un massimo da calcolare secondo la formula: STA = Inv*[(30-4*LOG(Inv))/100], dove STA è la Spesa Tecnica Ammissibile e Inv è il costo totale dell’intervento (voci di spesa a + b + c). Per importi maggiori di 3.000.000 € si applica l'aliquota dei 3 milioni.

L'IVA è ammissibile in base a quanto previsto dall’art. 64 del Reg. (UE) 2021/1060.

Cosa possiamo fare sul bando Efficienza Energetica

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti  20%

Predisporre e inviare le domande 40%

Gestire le domande 80%

Effettuare la rendicontazione  100%

Quanto manca all'apertura del bando efficienza energetica ed energie rinnovabili

Fondirigenti

Avviso 1/2024 Fondirigenti – Competenze manageriali per il miglior utilizzo dell’innovazione tecnologica

Avviso 1/2024 Fondirigenti

Competenze manageriali per il miglior utilizzo dell’innovazione tecnologica e, in particolare della digitalizzazione, a supporto della competitività aziendale.

Cosa agevola l'Avviso 1/2024 Fondirigenti

Fondirigenti ha deliberato di promuovere un Avviso da 10 milioni di euro per sostenere le competenze manageriali per la digitalizzazione quale leva abilitante della competitività delle imprese e della occupabilità dei dirigenti, capace di permeare tutte le funzioni aziendali e di toccare un ampio spettro di tematiche manageriali.

I Piani formativi potranno essere presentati in forma singola o aggregata.

Il Piano aggregato dovrà essere composto da minimo 3 e massimo 6 imprese.

Ogni azienda potrà presentare un solo Piano formativo e chiedere un contributo massimo di 12.500 Euro.

Le proposte dovranno rientrare in uno dei seguenti 4 ambiti di intervento interessati dalla trasformazione digitale:

  • Strategie di sostenibilità
  • Processi aziendali
  • Organizzazione del lavoro
  • Capacità individuali

Chi può beneficiare dell'Avviso 1/2024

L’Avviso 1/2024 di Fondirigenti si rivolge a tutti i soggetti aderenti e neo-aderenti al Fondo ad eccezione delle Grandi Imprese che hanno già beneficiato di un finanziamento attraverso gli Avvisi promossi dal Fondo nel 2023.

Contributo dell'Avviso 1/2024 Fondirigenti

Ogni piano formativo prevede un contributo massimo di euro 12.500 per azienda.

Aree di intervento dell'Avviso 1/2024 Fondirigenti

1) Strategie di sostenibilità

Gli interventi formativi dovranno supportare le imprese e i dirigenti nella propria capacità di sfruttare la leva digitale per migliorare processi di pianificazione e innovazione strategica per la transizione sostenibile in chiave ESG.

Possibili ambiti formativi (a titolo di esempio): Tecnologie per la riduzione dei consumi di materie prime, di acqua, di energia e per l’efficientamento di risorse; Intelligenza artificiale per lo sviluppo di innovazione, sostenibilità e processi di economia circolare; Data analysis per il monitoraggio degli obiettivi ESG; Competenze digitali per lo sviluppo di progetti orientati al green e alla sostenibilità; Sistemi evoluti di utilizzo dei dati per l’efficientamento e la diminuzione di consumi e per la promozione di pratiche sostenibili; Sistemi di monitoraggio e loro interazione con i sistemi di automazione.

2) Processi aziendali

Gli interventi formativi dovranno supportare le imprese e i dirigenti nell’utilizzo di nuove tecnologie digitali per innovare i processi produttivi aziendali.

Possibili ambiti formativi (a titolo di esempio): Digital Lean; Digital supply chain; Ridefinizione della catena di fornitura tramite Internet of Things; Business intelligence; Big Data; Business Analytics; Digital marketing; Marketing analytics; CRM; Social media analysis; Strategie e tattiche di Marketing 5.0; Cyber Security e Blockchain technology; Manifattura additiva, Machine learning e Machine collaboration; Intelligenza artificiale; Realtà aumentata, Multiverso e Metaverso.

3) Organizzazione del lavoro

Gli interventi formativi dovranno supportare le imprese e i dirigenti nell’impiego della leva digitale per migliorare ed innovare l’organizzazione del lavoro.

Possibili ambiti formativi (a titolo di esempio): Strumenti digitali per la progettazione e pianificazione delle modalità e dei processi lavorativi; Strumenti digitali per il recruiting; Strumenti digitali per la valutazione delle performance; Strumenti digitali per gestire i servizi di welfare e per lo sviluppo del Capitale Umano.

4) Capacità individuali

Gli interventi formativi dovranno supportare l’innovazione del mindset manageriale per governare le innovazioni tecnologiche e guidare il cambiamento tecnologico, rafforzando la capacità di saper risolvere problemi complessi attraverso un utilizzo consapevole degli strumenti digitali e tenendo conto degli aspetti etici connessi al loro utilizzo.

Possibili ambiti formativi (a titolo di esempio): Capacità di organizzare e capitalizzare la connessione tra reti e comunità virtuali (Knowledge Networking); Capacità di comunicare efficacemente, coordinare i progetti e gestire la propria identità digitale in ambienti digitali (Virtual Communication); Capacità di usare correttamente gli strumenti digitali con la dovuta attenzione all’equilibrio tra vita professionale e salute personale (Digital Awareness): proteggere i dispositivi, proteggere i dati personali e la privacy, tutelare la salute e il benessere, Netiquette.

Cosa possiamo fare

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondirigenti un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):

  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Se la tua azienda non ha dirigenti leggi qui.

Quanto manca alla scadenza:

Avvisi Fondimpresa

Avviso 3/2024 – Formazione di lavoratori disoccupati da assumere

Avviso 3/2024 Fondimpresa - Formazione di lavoratori disoccupati da assumere

Con l’Avviso 3/2024 Fondimpresa finanzia piani condivisi per la formazione dei lavoratori disoccupati o inoccupati da assumere nelle aziende aderenti al Fondo.

Possono presentare domanda di contributo e realizzare il Piano formativo esclusivamente le aziende aderenti a Fondimpresa che hanno necessità di assumere nuove figure professionali con profili di difficile reperimento.

Le domande dovranno pervenire, a pena di inammissibilità, a partire dal 4 giugno 2024 e fino al 31 dicembre 2024.

Destinatari dell'Avviso 3/2024

Sono destinatari dei Piani formativi sull'Avviso 3/2024 i lavoratori disoccupati, inoccupati coinvolti nelle azioni formative del piano finalizzate alla qualificazione/riqualificazione e/o all’aggiornamento delle competenze, promosse da aziende che in risposta al fabbisogno di figure professionali difficilmente reperibili nel mercato locale del lavoro, procedano a formarli.

È possibile ammettere nei percorsi formativi partecipanti la cui assunzione da parte dell’azienda proponente è avvenuta dopo la presentazione della domanda di contributo.

Contributo dell'Avviso 3/2024

L'erogazione del contributo è subordinata all’assunzione del 90% dei partecipanti effettivi (il 50% a tempo indeterminato e il 40% a tempo determinato).

I Soggetti proponenti, singolarmente, o in Associazione Temporanea di Imprese (ATI), potranno accedere alle risorse dell’Avviso mediante presentazione di uno o più piani formativi, per un valore cumulativo massimo di € 300.000,00.

Il contributo verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base di una griglia di valutazione.

Ogni piano formativo prevede un contributo minimo di € 20.000 e massimo di € 300.000.

L’erogazione del contributo concesso avverrà a saldo, entro 45 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale da parte di Fondimpresa.

Al di sotto del numero minimo di 4 lavoratori effettivi assunti con contratto a tempo indeterminato non sarà riconosciuto alcun contributo in relazione al Piano.

Inoltre, l'erogazione è subordinata all’assunzione del 90% dei partecipanti effettivi (il 50% a tempo indeterminato e il 40% a tempo determinato).

Possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo anche le assunzioni con contratto di apprendistato a tempo indeterminato.

I contratti di assunzione a tempo determinato devono avere la durata minima di almeno sei mesi.

La certificazione dell’avvenuta assunzione dovrà essere effettuata tramite produzione di copia del Mod. UNILAV per il singolo lavoratore interessato.

Dettagli dell'Avviso 3/2024

Il contributo verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base di una griglia di valutazione.

Le singole azioni formative che compongono l’articolazione del Piano devono avere una durata minima di 100 ore e massima di 200 ore.

Il singolo lavoratore può frequentare un massimo di 320 ore di formazione, in una o più azioni formative.

Ogni singola azione formativa deve prevedere un minimo di 6 partecipanti e rivolgersi ad un massimo di 15.

Ai fini della validità dell’azione, e pertanto dell’ammissibilità dei relativi costi, è necessario che almeno 6 partecipanti risultino formati, abbiano cioè frequentato almeno il 70% delle ore programmate.

Tuttavia, nel solo caso di Piani formativi composti da più azioni, ai fini della validità dell’azione formativa, e pertanto dell’ammissibilità dei relativi costi, è necessario che almeno 4 lavoratori abbiano partecipato per il 70% delle ore programmate.

COSA FACCIAMO

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondimpresa un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):

  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Quanto manca alla scadenza:

Avvisi Fondimpresa

Avviso 2/2024 – Contributo aggiuntivo per PMI

Avviso 2/2024 Fondimpresa

contributo aggiuntivo alle risorse del conto formazione delle PMI aderenti a Fondimpresa

Cosa agevola l'Avviso 2/2024 Fondimpresa

Con l'Avviso 2/2024 Fondimpresa ha stanziato 10 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi finalizzati alla formazione dei lavoratori delle PMI.

Dalle ore 9:00 del 8 maggio 2024 fino alle ore 13:00 del 9 luglio 2024, le aziende di piccola e media dimensione (PMI) aderenti al Fondo potranno presentare richiesta del contributo aggiuntivo.

Ogni piano formativo, aziendale o interaziendale, deve prevedere almeno 5 destinatari.

Inoltre, è necessario che almeno 5 partecipanti frequentino almeno 12 ore.

Possono essere ammesse le attività formative organizzate per conformare le imprese alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nella misura massima del 20% delle ore.

Tra i destinatari del Piano possono essere inclusi anche i lavoratori posti in cassa integrazione guadagni, anche in deroga e gli apprendisti anche per attività formative obbligatorie previste dal loro contratto.

Chi può beneficiare dell'Avviso 5/2022

Possono beneficiare di tale contributo esclusivamente le PMI che non hanno presentato alcun Piano a valere sugli Avvisi 2/2020 e 3/2021 di Fondimpresa.

È richiesta alle PMI interessate la presenza di un saldo attivo sul proprio Conto Formazione, risultante dalla somma degli importi effettivamente disponibili su tutte le matricole INPS per cui l'azienda ha aderito al Fondo.

Inoltre, le stesse devono aver maturato sul proprio Conto Formazione, nel periodo di adesione, un accantonamento medio annuo, al lordo degli eventuali utilizzi per piani formativi, non superiore a euro 10.000,00.

Contributo dell'Avviso 2/2024 Fondimpresa

Il contributo aggiuntivo è concesso per un importo compreso tra 1.500,00 e 10.000,00 euro per azienda sulla base del maturando iniziale dell’anno in corso.

Cosa possiamo fare

E3 S.r.l. offre alle aziende aderenti a Fondimpresa un servizio completo in grado di utilizzare le varie opportunità che il Fondo offre (piani formativi sul proprio Conto Formazione; piani formativi con contributo aggiuntivo al proprio Conto Formazione):
  • progettazione e redazione dei Piani;
  • gestione dei Piani;
  • rendicontazione dei Piani;
  • certificazione dei rendiconti;
  • erogazione della docenza in modalità aziendale o interaziendale con docenti senior.

Se la tua azienda non aderisce ancora a Fondimpresa leggi qui.

Quanto manca all'apertura:

Agevolazioni Regione Piemonte

Imprese artigiane – Partecipazione a fiere – primo semestre 2024

Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

concessione di contributi alle imprese artigiane piemontesi per la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali che si svolgono in Italia

Chi sono i beneficiari del bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le imprese artigiane che, al momento della presentazione della domanda e dell’erogazione del contributo, abbiano i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio in Piemonte, con sede operativa attiva in Piemonte;

  • possedere l'annotazione della qualifica di impresa artigiana riportata nel Registro imprese delle CCIAA;

  • non aver commesso reati per i quali è stata comminata la sanzione interdittiva di cui all’art. 9, comma 2, lett. d) del d.lgs. 231/2001, comportante l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;

  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non essere in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

  • essere in regola con i versamenti contributivi e previdenziali (DURC);

  • svolgere l'attività prevalente (codice ATECO 2007) in tutti i settori ammessi dal regolamento “De minimis” e non rientranti pertanto nelle attività economiche escluse o ammesse con le limitazioni in base al Regolamento (CE) n. 1407/2013 “De minimis” (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L. 352/1 del 24/12/2013);

  • non avere richiesto/ricevuto altri contributi per le medesime spese ammissibili di cui al presente bando e rispettare per tre periodi di imposta, a partire da quello in cui ricade la data di concessione del contributo richiesto, il divieto di cumulo con altri aiuti pubblici (in regime de minimis e/o non notificati all’Unione Europea).

Progetti ammissibili

La partecipazione a una fiera nazionale o internazionale contenuta nel Calendario della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per il primo semestre 2024, organizzata in presenza in Italia.

La fiera per la partecipazione alla quale viene richiesto il contributo regionale deve essere compresa tra quelle di cui a Elenco fiere ammesse deve avere luogo tra il sessantesimo giorno successivo alla presentazione della domanda ed il 30 giugno 2024.

E' ammessa solo la partecipazione come espositore diretto, titolare dell'area espositiva, con modalità in presenza.

L’impresa beneficiaria del contributo ha l’obbligo di dare evidenza della concessione dello stesso da parte della Regione Piemonte esponendo nello stand fieristico adeguata comunicazione.

Contributo a fondo perduto

L’importo di contributo richiesto deve essere compreso tra euro 2.000,00 ed euro 5.000,00.

Qualora le spese sostenute siano inferiori a euro 2.000,00 non verrà concesso alcun contributo.

Qualora le spese sostenute siano superiori al tetto massimo di contributo concedibile, l’impresa si impegna a coprire con risorse proprie l’eventuale restante parte non coperta da contributo regionale.

Il contributo a fondo perduto è assegnato sulla base dell’ordine temporale di ricezione delle domande.

Quali sono le spese ammesse dal bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

Il contributo deve essere riferito a spese pertinenti allo stand costituite da: quota di iscrizione, area espositiva (plateatico), allestimento.


Il contributo copre l’importo delle fatture dell’Ente fiera (acconto e saldo) e di eventuale allestitore esterno autorizzato dall’Ente fiera, al netto di IVA e di altre imposte e tasse.

Tutte le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda e i documenti contabili devono riportare il codice CUP, pena inammissibilità.

Le voci della spesa sostenuta devono essere indicate nel contratto sottoscritto con l’Ente fiera e devono essere riportate nella domanda.

Cosa possiamo fare sul bando Imprese artigiane - Partecipazione a fiere

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Agevolazioni Regione Piemonte

Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

la misura sostiene con una dotazione di 20 milioni di euro la valorizzazione dei risultati di attività di ricerca sviluppo e innovazione (RSI).

In particolare, con riguardo ai progetti caratterizzati da significativo rilievo innovativo per le aziende proponenti o per il mercato di riferimento e in grado di proporre prodotti, processi o servizi radicalmente nuovi o capaci di creare nuovi segmenti di mercato.

Chi sono i beneficiari

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole e Medie imprese (PMI), incluse le start up innovative e gli spin off industriali.

Progetti ammissibili

La misura sostiene gli investimenti delle imprese finalizzati a portare sul mercato i risultati di un progetto di RSI conclusosi nell’arco dei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda.


Con riferimento al livello di maturità della tecnologia (Technology Readiness Level – TRL), i progetti devono possedere in entrata un TRL 8 o 9, conseguito al termine delle attività di RSI svolte in precedenza.

Gli interventi ammissibili dovranno prevedere spese ammissibili per almeno:

  • 200.000 euro per le piccole imprese, incluse le micro imprese;
  • 350.000 euro per le medie imprese.

Contributo a fondo perduto

L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto di importo massimo di 1.000.000 euro.

Quali sono le spese ammesse dal bando Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

Gli interventi ammissibili dovranno prevedere spese come macchinari, impianti, attrezzature, oltre a eventuali consulenze (massimo 30%) per almeno 250.000 euro per le micro e piccole imprese e 350.000 euro per le medie.

Cosa possiamo fare sul bando Sostegno alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca

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Agevolazioni Regione Piemonte

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

strumento finanziario combinato, volto ad incentivare il rilascio di garanzie da parte dei Confidi e a ridurre gli oneri finanziari correlati alla garanzia e al rimborso del finanziamento.

Chi sono i beneficiari del bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le piccole e medie imprese (PMI) e i professionisti.

Progetti ammissibili

L'agevolazione è finalizzata al finanziamento di investimenti in beni materiali e immateriali nonché in capitale circolante di importo non superiore a euro 250.000, riferite ad investimenti o progetti attivati nel territorio della Regione Piemonte, presso la sede principale o l’unità locale dell’impresa beneficiaria.

Non sono ammissibili le operazioni aventi ad oggetto il consolidamento di passività finanziarie a breve termine o le ristrutturazioni di debiti pregressi.

E' inoltre ammissibile la spesa sostenuta dall’impresa per l’ottenimento della garanzia e per il pagamento degli interessi sul finanziamento garantito, a fronte della quale verrà erogato un voucher (contributo a fondo perduto) pari al 5% del valore del finanziamento stesso, con un limite massimo di euro 10.000.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto:

  • 5% del valore del finanziamento con un limite massimo di euro 10.000.

Cosa possiamo fare sul bando Fondo rischi Confidi e voucher finanziamenti

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Certificazione-della-parità-di-genere

Contributo per la certificazione della parità di genere

Contributo per servizi di assistenza tecnica e per la certificazione della parità di genere

secondo la norma UNI/PdR 125:2022

La dotazione finanziaria è pari a euro 4.000.000,00.

Il 5% delle risorse è riservato alle imprese in possesso del rating di legalità.

Chi sono i beneficiari del contributo per la certificazione della parità di genere

Possono richiedere le agevolazioni di questo bando le Micro, Piccole o Medie imprese che:

  • abbiano in pianta organica almeno un dipendente;
  • abbiano sede legale e operativa in Italia;
  • siano regolarmente costituite, iscritte nel Registro delle Imprese e attive;
  • siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a procedura
    concorsuale, di liquidazione coatta o volontaria, di amministrazione controllata, di concordato
    preventivo (ad eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale) o in qualsiasi altra
    situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • non abbiano nei propri confronti cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67
    della vigente normativa antimafia (D. Lgs. n. 159/2011 e s.m.i.);
  • siano in regola con l’assolvimento degli obblighi contributivi attestati dal Documento Unico di
    Regolarità Contributiva (DURC);
  • non abbiano procedimenti amministrativi in corso connessi ad atti di revoca per indebita
    percezione di risorse pubbliche;
  • siano in regola con l’adempimento previsto dall’art. 46 del d. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 e s.m.i.
    “Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile” (per le sole imprese che
    occupano più di 50 dipendenti);
  • siano in regola con le assunzioni previste dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per
    il diritto al lavoro dei disabili” ss.mm.ii, in materia di collocamento mirato ai disabili;
  • non svolgano attività descritte nell’Allegato 1 del presente Avviso, nel rispetto del principio di
    “non arrecare un danno significativo”, in coerenza con il dispositivo per la ripresa e resilienza di
    cui all’articolo 2;
  • abbiano concluso positivamente il pre-screening (autovalutazione) attraverso l’apposito test.

Progetti ammissibili

Il bando contributo per la certificazione della parità di genere si articola in due contributi:

  • uno per i servizi di consulenza;
  • uno per i servizi di certificazione.

Infatti, è erogato un contributo (voucher) per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, per tutoraggio e supporto tecnico-gestionale, mediante incontri tra la singola impresa e l’esperto incaricato.

Tali servizi, finalizzati all’ottenimento della certificazione della parità di genere, atti a trasferire alle
imprese beneficiarie competenze specialistiche e strategiche a tale scopo, prevedono il supporto:

  • per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti dalla norma UNI/PdR 125:2022, per la personalizzazione di documenti/strumenti del Sistema di Gestione della Parità di Genere messi a disposizione, per l’implementazione del Sistema di gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici. Per tali attività sono previste fino a 4 giornate di assistenza;
  • per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022. Per tale attività è prevista 1 giornata di assistenza.

Inoltre, è erogato un contributo per i servizi di certificazione della parità di genere in conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 da parte degli Organismi di Certificazione iscritti all’apposito elenco.

A tal fine l’impresa acquisisce un preventivo per i servizi di certificazione e lo presenta congiuntamente alla richiesta di contributo. Il contributo, successivamente al conseguimento della certificazione, viene erogato direttamente all’Organismo di Certificazione, senza che l’impresa debba sostenere alcun costo per i servizi di certificazione nei limiti del contributo concedibile.

Sono ammissibili i soli servizi per il rilascio della prima certificazione e relativamente alle seguenti voci:
- esame della domanda;

- verifica documentale;

- verifica in sede e osservazione diretta dell’attività dell’organizzazione certificata;

- rilascio del certificato.

Non sono ammissibili i costi per lo svolgimento di altri servizi (es. pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo).

Durata dei progetti

L’impresa beneficiaria deve conseguire la certificazione entro 12 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione del contributo.

Sulla base di motivata richiesta dell’impresa, pervenuta a pena di inammissibilità prima della scadenza dei 12 mesi, è concedibile una proroga di ulteriori 2 mesi.

In caso di mancato rilascio della certificazione entro i termini di cui sopra il contributo per i servizi di certificazione non sarà erogato e il corrispettivo dell’Organismo di Certificazione dovrà essere sostenuto interamente dall’impresa.

Contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto per i servizi di consulenza viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.639,34  per l’analisi dei processi, per individuare i gap esistenti tra lo stato attuale e i requisiti richiesti, per la personalizzazione di documenti/strumenti, per l’implementazione del Sistema di Gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici.

- euro 409,84 per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione adottato dall’impresa alle
prescrizioni della prassi della UNI/PdR 125:2022.

 

il contributo a fondo perduto per i servizi di certificazione viene riconosciuto nella misura massima di:

- euro 1.200,00 per ogni giornata di audit dell’Organismo di Certificazione.

Il numero massimo di giornate di audit è determinato in base al numero di addetti dell'impresa.

Per il calcolo degli addetti dovranno essere conteggiati solo gli addetti equivalenti coinvolti nei processi ritenuti più critici nell’ambito del Sistema di Gestione della Parità di Genere, e non il numero complessivo degli addetti dell’organizzazione, così come indicato dal documento internazionale IAF MD 05.

In ogni caso, il numero di giornate non può essere superiore a 9, pari a un contributo massimo di euro 10.245,00.

A cosa serve la certificazione della parità di genere

La finalità della certificazione della parità di genere nelle imprese è quella di favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale.

Quindi di migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, di leadership e di  armonizzazione dei tempi vita.

 

Al fine di promuovere l’adozione della certificazione della parità di genere da parte delle imprese, il sistema prevede un principio di premialità che si realizza con l’introduzione di meccanismi di incentivazione.

In base all’art. 5, comma 2, della legge 5 novembre 2021 n. 162 (Legge Gribaudo), alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione della prassi UNI/PdR 125:2022 rilasciata da un organismo di certificazione accreditato è concesso un esonero dal versamento di una percentuale dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

In particolare, l’esonero è determinato in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. L’art. 1, comma 138, della legge 30 dicembre 2021 n. 234 ha stanziato i fondi per finanziare la misura a regime, prevedendo 50 milioni di euro a partire dal 2023.

La definizione delle modalità attuative della decontribuzione per le imprese certificate è regolata da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro con delega per le pari opportunità adottato il 20 ottobre 2022.

Inoltre, sempre ai sensi della Legge Gribaudo (art. 5, comma 3) alle aziende che, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della certificazione della parità di genere in applicazione alla prassi UNI/PdR 125:2022, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, è riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione di proposte progettuali, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

Infine, con l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023 n. 36, secondo quanto previsto all'art. 108, comma 7, così come modificato dall’art. 6 co. 2 bis del decreto legge 10 maggio 2023 n. 51, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023 n. 87, le amministrazioni aggiudicatrici indicano, nei loro avvisi, un maggiore punteggio legato al possesso della certificazione di genere. L’art 106, comma 8, del nuovo codice dei contratti pubblici prevede, inoltre, per tutte le tipologie di contratto una diminuzione della garanzia del 20%, cumulabile con tutte le altre riduzioni previste dalla legge, in caso di possesso di certificazioni (riportate nell’allegato II. 13 al Codice) attestanti specifiche qualità, tra le quali rientra anche la certificazione della parità di genere.

Cosa possiamo fare sul bando contributo per la certificazione della parità di genere

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Ministero-Affari-Esteri

Contributo e Finanziamento agevolato per Certificazioni e Consulenze

Contributo e Finanziamento agevolato per Certificazioni e Consulenze

L’intervento è destinato a sostenere gli investimenti per la realizzazione di progetti relativi a:

  • consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa o  per l’innovazione digitale, tecnologica di prodotto nell’ottica dell’internazionalizzazione dell’attività d’impresa;
  • l’ottenimento di certificazioni di prodotto per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.

I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al primo punto devono essere regolati tramite il supporto esclusivo di Società di consulenza terze.

I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al secondo punto possono essere realizzati direttamente dall’impresa richiedente oppure per il tramite di società di consulenza.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve essere una impresa che ha depositato presso il Registro Imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda.

In assenza di obbligo di deposito del bilancio, sarà necessario acquisire la dichiarazione dei redditi relativa agli ultimi due esercizi e prospetti economico-patrimoniali.

Quali sono le spese finanziabili

Le spese ammissibili sono:

1. Consulenze per indagini e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione finalizzate all’individuazione, allo sviluppo e al rafforzamento della presenza sui mercati esteri di interesse

2. Formazione per export/internazionalizzazione:

a. Spese per la formazione del management e/o del personale della società richiedente relative alle iniziative di export e internazionalizzazione

3. Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto relative ai processi produttivi e alla sostenibilità ambientale

4. Certificazioni di prodotto e di sostenibilità ambientale:

a. spese per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio o altre spese finalizzate all’ottenimento di certificazioni internazionali;

b. ottenimento delle licenze di prodotti e/o servizi, registrazione di marchi o altre forme di tutela del made in Italy;

c. consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni.

5. Spese di supporto al progetto (max 20% dell’Intervento agevolato):

a. Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori dell’impresa richiedente;
b. Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela);

6. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale

7. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

Importo minimo e massimo

Minimo

  • 10 mila euro.

Massimo

  • il minore tra euro 500 mila e il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati.

 

L’esposizione complessiva verso il Fondo non potrà in ogni caso essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Contributo a fondo perduto per Certificazioni e Consulenze

L’impresa può chiedere un contributo a fondo perduto del 10% e fino a un massimo di € 100.000 solo in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:

(1) È una PMI con sede operativa nelle Regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituita dal almeno 6 mesi;

(2) È una PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001,  SA8000);

(3) È una PMI giovanile (impresa costituita al 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% giovani tra i 18 e i 35 anni);

(4) È una PMI femminile (impresa costituita al 60% da donne oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% da donne);

(5) È una PMI con una quota di fatturato export risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi pari ad almeno il 20% sul fatturato totale;

(6) È una PMI innovativa (impresa registrata come PMI innovativa presso la sezione speciale della camera di commercio);

(7) È un’impresa anche non PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000) e che entro la data della prima erogazione può fornire evidenza di:

  • aver emesso una Sustainable Procurement Policy (SPP) contenente principi ESG;
  • adesione di almeno 5 fornitori dell’Impresa Richiedente, con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda, a uno o più principi ESG contenuti nell’SPP;
  • processo di implementazione della suddetta Policy;
  • piani correttivi in caso di non conformità di uno o più fornitori (ad esempio chiusura rapporto con il suddetto fornitore o diffida e tempo per adeguarsi);
  • strumenti e modalità di monitoraggio dei fornitori con riferimento al rispetto alla conformità alla suddetta Policy
  (8) È un’impresa anche non PMI con interessi diretti nei Balcani Occidentali.

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 500.000,00 e il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio depositato.

L’esposizione complessiva del richiedente verso il fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

La durata complessiva è di 4 anni di cui 2 di preammortamento e 2 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso fisso pari al 10% del tasso di riferimento.

Il rimborso avviene in 4 rate semestrali posticipate a capitale costante, a partire dal termine del periodo di preammortamento.

Garanzie

Le garanzie rilasciate a beneficio del Fondo, a valere sul finanziamento sono determinate come una percentuale del finanziamento in misura crescente in funzione della classe di scoring dell’impresa richiedente.

Esse variano dallo zero al 40% dell'importo del finanziamento e possono essere fornite in diverse forme.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 10%

Predisporre e inviare le domande 15%

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Ministero-Affari-Esteri

Contributo e Finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

Contributo per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica e la patrimonializzazione

L’intervento è finalizzato a sostenere la realizzazione di investimenti volti a favorire la transizione digitale e ecologica (almeno il 50% del totale).

La restante parte può essere invece destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

Tale quota può inoltre essere elevata fino a:

  • 70% per le imprese che hanno subito un incremento dei costi energetici pari al 100% o che hanno un fatturato export pari ad almeno il 20% in fase di presentazione della domanda;
  • 80% per le imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
  • 90% per le imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023 individuati nell’allegato I del DL 61/2023.

L'agevolazione è concessa in regime di "De Minimis".

Cosa agevola il contributo per la transizione

La realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica, nonché per il rafforzamento patrimoniale dell’Impresa, a beneficio della competitività sui mercati internazionali.


L’impresa richiedente l’intervento deve destinare almeno il 50% dell’importo deliberato a investimenti digitali e/o ecologici, e la restante parte, fino al 50%, può essere destinata a ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale (“Ulteriori Investimenti”).

Gli Ulteriori Investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale con separata evidenza in nota integrativa.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve soddisfare uno dei due seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

  • avere un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio;
  • essere una PMI produttiva con un fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo bilancio, e fare parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti (con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda).

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo transizione sono:

1. Spese per la Transizione Digitale

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali
  • consulenze in ambito digitale (ad es. digital manager)
  • disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (ad es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).

Spese per la transizione ecologica

  • investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale (ad es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.)
  • spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento.

 

3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale

Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale.

 

4. spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di agevolazione per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato

 

Le suddette spese devono essere sostenute, fatturate e pagate successivamente alla data di ricezione del CUP e comunque riferite ad attività svolte nel periodo di realizzazione.

Le spese si considerano sostenute alla data in cui avviene l’effettivo pagamento tramite il conto corrente dedicato.

Tutti i bonifici e le fatture relative alle spese ammissibili dovranno necessariamente contenere l’indicazione del CUP assegnato.

In fase di rendicontazione tutte le spese devono essere accompagnate da una “dichiarazione dei fornitori".

Il periodo in cui devono essere sostenute, fatturate e pagate le spese decorre dalla data di ricezione del numero di CUP e termina entro i 24 mesi dalla data di stipula fatto salvo la possibilità da parte dell’impresa richiedente di chiedere una proroga del termine del periodo di realizzazione per una durata massima di 6 mesi.

Importo minimo e massimo

Minimo

  • 10 mila euro.

 

Massimo

  • il minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati egli importi indicati nella tabella di seguito:

Dimensione impresa                      importi in euro

Micro Impresa                                      500.000
PMI e PMI innovative                          2.500.000
Altre imprese                                     5.000.000

 

L’esposizione complessiva verso il Fondo non potrà in ogni caso essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Contributo per la transizione a fondo perduto

L’impresa può chiedere un contributo a fondo perduto del 10% e fino a un massimo di € 100.000 solo in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:


(1) È una PMI con sede operativa nelle Regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituita dal almeno 6 mesi;

(2) È una PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);

(3) È una PMI giovanile (impresa costituita al 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% giovani tra i 18 e i 35 anni);

(4) È una PMI femminile (impresa costituita al 60% da donne oppure per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per il 60% da donne);

(5) È una PMI con una quota di fatturato export risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi pari ad almeno il 20% sul fatturato totale;

(6) È una PMI innovativa (impresa registrata come PMI innovativa presso la sezione speciale della camera di commercio);

(7) È un’impresa anche non PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000) e che entro la data della prima erogazione può fornire evidenza di:

  • aver emesso una Sustainable Procurement Policy (SPP) contenente principi ESG;
  • adesione di almeno 5 fornitori dell’impresa Rrchiedente, con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda, a uno o più principi ESG contenuti nell’SPP;
  • processo di implementazione della suddetta Policy;
  • piani correttivi in caso di non conformità di uno o più fornitori (ad esempio chiusura rapporto con il suddetto fornitore o diffida e tempo per adeguarsi);
  • strumenti e modalità di monitoraggio dei fornitori con riferimento al rispetto alla conformità alla suddetta Policy

 

(8) È un’impresa anche non PMI con interessi diretti nei Balcani Occidentali.

Finanziamento agevolato

L’esposizione complessiva del Richiedente verso il Fondo non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 25% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione pari al 25% dell’intervento agevolativo, è erogata entro 3 mesi dalla prima rendicontazione a condizione che:

l’impresa ne faccia richiesta contestualmente all’invio della Prima rendicontazione;

le spese ammissibili e rendicontante con la prima rendicontazione risultino non inferiori al 50% dell’importo deliberato.

La terza erogazione è erogata a saldo entro i 4 mesi successivi al termine del periodo di realizzazione.

Rimborso

La durata complessiva è di 6 anni di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento.

Garanzie

Le garanzie rilasciate a beneficio del Fondo, a valere sul finanziamento sono determinate come una percentuale del finanziamento in misura crescente in funzione della classe di scoring dell’impresa richiedente.

Esse variano dallo zero al 40% dell'importo del finanziamento e possono essere fornite in diverse forme.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 20%

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