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Contributo e Finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica

Contributo per la transizione digitale ed ecologica

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per la transizione digitale ed ecologica

L’intervento è finalizzato a sostenere la realizzazione di investimenti volti a favorire la transizione digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed ecologica delle PMI e promuoverne la competitività sui mercati esteri.

Il contributo è concesso in regime di "Temporary Framework".

Cosa agevola il contributo per la transizione

Spese per la transizione digitale che dovranno rappresentare almeno il 50% delle spese ammissibili.

Spese per la sostenibilità e l’internazionalizzazione che dovranno rappresentare non più del 50% delle spese ammissibili.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve essere una PMI, secondo la normativa comunitaria.

Deve avere sede legale in Italia ed essere costituita in forma di società di capitali.

L'impresa deve avere depositato presso il registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi

Inoltre la stessa deve avere un fatturato estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato.

Il fatturato estero si desume dai righi VE30 e VE34 delle dichiarazioni IVA.

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo transizione sono:

Spese per la Transizione Digitale che dovranno rappresentare almeno il 50% delle spese:
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali
  • consulenze in ambito digitale (ad es. digital manager)
  • disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (ad es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).
Spese per la sostenibilità e l’internazionalizzazione che dovranno rappresentare non più del 50% delle spese:
  • investimenti per la sostenibilità in Italia (ad es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.)
  • internazionalizzazione (ad es. investimenti per singole strutture commerciali in paesi esteri, consulenze per l’internazionalizzazione, spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero, ecc.)
  • valutazioni/certificazioni ambientali inerenti il finanziamento, ivi incluse le eventuali spese per le verifiche di conformità agli Orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/ C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (“Do no significant harm – DNSH) ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852.

 

Le spese sono ammesse dalla data di invio della domanda.

Contributo per la transizione a fondo perduto

L'impresa può richiedere il 25% di contributo a fondo perduto.

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 300.000,00 e il 25% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato e depositato del richiedente.

L’esposizione complessiva del Richiedente verso il Fondo non potrà essere superiore al 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 50% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

Rimborso

La durata complessiva è di 6 anni di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria.

Non è richiesta la presentazione di garanzie fino al 31/12/2021.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 20%

Predisporre e inviare le domande 35%

Gestire le domande 75%

Effettuare la rendicontazione 100%

Quanto manca all'apertura

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Contributo e Finanziamento agevolato per l’e-commerce

Contributo e-commerce

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per l'e-commerce

L’intervento è finalizzato a sostenere lo sviluppo di soluzioni di E-Commerce finalizzate alla vendita in Paesi esteri attraverso l’utilizzo di Market Place o la realizzazione di una piattaforma informatica sviluppata in proprio per la diffusione di beni e/o servizi prodotti in Italia o distribuiti con marchio italiano. L'agevolazione è concessa in regime di "Temporary Framework".

Cosa agevola il contributo e-commerce

Sviluppare il commercio elettronico attraverso una piattaforma informatica realizzata in proprio o tramite soggetti terzi (market place), per la distribuzione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

Chi sono i beneficiari

I beneficiari sono le società di capitali che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi.

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili sono:

a) Creazione e sviluppo di una piattaforma informatica oppure dell’utilizzo di un market place

  • creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma
  • componenti hardware e software
  • estensioni componenti software per ampliare le funzionalità (es. software per la gestione degli ordini, circuiti di pagamento, servizi cloud, integrazioni con ERP, CRM, AI e realtà aumentata)
  • creazione e configurazione app
  • spese di avvio dell’utilizzo di un market place.

b) Investimenti per la piattaforma oppure per il market place

  • spese di hosting del dominio della piattaforma
  • fee per utilizzo della piattaforma oppure di un market place
  • spese per investimenti in sicurezza dei dati e della piattaforma
  • aggiunta di contenuti e soluzioni grafiche
  • sviluppo del monitoraggio accessi alla piattaforma
  • spese per lo sviluppo di analisi e tracciamento dati di navigazione
  • consulenze finalizzate allo sviluppo e/o alla modifica della piattaforma
  • registrazione, omologazione e tutela del marchio
  • spese per certificazioni internazionali di prodotto.

c) Spese promozionali e formazione relative al progetto

  • indicizzazione della piattaforma oppure del market place
  • web marketing
  • comunicazione
  • formazione del personale interno adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma.

Ai fini dell’ammissibilità delle spese è necessaria la presenza di almeno una tra le spese inerenti la voce “Creazione e sviluppo di una piattaforma informatica oppure dell’utilizzo di un market place”.

Importo minimo e massimo

Importo massimo

Piattaforma propria /miglioramento

  • il minore tra euro 300 mila e il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati del Richiedente.

Piattaforma di terzi

  • il minore tra euro 200 mila e il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati del Richiedente.

Importo minimo

  • 10 mila euro.


L’esposizione complessiva verso il Fondo non potrà in ogni caso essere superiore al 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Contributo e-commerce a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è pari al 25%.

Finanziamento agevolato

Il finanziamento copre il 75% dell'importo preventivato e può essere concesso per un importo non superiore a quello consentito dall’applicazione della normativa comunitaria "de minimis".

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 50% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di Perfezionamento o dalla data di adempimento delle eventuali condizioni sospensive.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata entro 17 mesi dalla Data di Perfezionamento.

Rimborso

La durata complessiva è di 4 anni di cui 12 mesi di preammortamento e 3 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria.

Fino al 31/12/2021 non è necessario presentare garanzie.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 10%

Predisporre e inviare le domande 20%

Gestire le domande 40%

Effettuare la rendicontazione 60%

Progettare e creare il tuo e-commerce 100%

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Contributo e Finanziamento agevolato per la partecipazione a fiere

Contributo fiere

a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per la partecipazione a fiere

L’intervento è finalizzato a sostenere la partecipazione a un singolo evento di carattere internazionale, anche virtuale tra: fiera, mostra, missione imprenditoriale e missione di sistema, per promuovere l’attività d’impresa sui mercati esteri o in Italia.

Il contributo è concesso in regime di "Temporary Framework".

Cosa agevola il contributo fiere

La partecipazione a fiere e mostre.

Sono altresì finanziabili le missioni di sistema intese come missioni promosse da MISE e MAECI, in collaborazione con la Cabina di Regia, organizzate da ICE - Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria.

Il Decreto “Rilancio” ha introdotto la possibilità di presentare domande anche per progetti all’interno della UE. E ha previsto la finanziabilità anche delle fiere di carattere internazionale che si svolgono in Italia (riconosciute dall’AEFI), nonché degli eventi virtuali.

L’impresa può presentare una sola domanda che deve riguardare una singola iniziativa.

La domanda deve essere presentata prima della data prevista per l’inizio della fiera/mostra.

Chi sono i beneficiari

Il soggetto richiedente deve essere una PMI secondo la normativa comunitaria con sede legale in Italia (anche “Rete Soggetto”) che abbia depositato presso il registro imprese almeno un bilancio relativo a un esercizio completo.

Quali sono le spese ammesse

Le spese ammissibili al contributo fiere sono:

a) Spese digitali connesse alla partecipazione alla fiera/mostra che dovranno rappresentare almeno il 30% delle spese ammissibili finanziate:
  • fee di iscrizione alla manifestazione virtuale, compresi i costi per l’elaborazione del contenuto virtuale (es. stand virtuali, presentazione dell’azienda, cataloghi virtuali, eventi live streaming, webinar)
  • integrazione e sviluppo digitale di piattaforme CRM;
  • web design (es. landing page, pagina dedicate all’evento) e integrazione/innovazione di contenuti/funzionalità digitali anche su piattaforme già esistenti;
  • spese consulenziali in ambito digitale (es. digital manager, social media manager, digital maketing manager);
  • digital marketing (es. banner video, banner sul sito ufficiale della fiera/mostra, newsletter, social network);
  • servizi di traduzione ed interpretariato online;
Altre spese che dovranno rappresentare non più del 70% delle spese ammissibili finanziate:

a) Spese per area espositiva
  • affitto area espositiva, compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori; allestimento dell’area espositiva (es. pedana, muri perimetrali, soffitto, tetto o copertura, ripostiglio);
  • arredamento dell’area espositiva (es. reception desk, tavoli, sedie, vetrine espositive, cubi espositivi, porta brochure);
  • attrezzature, supporto audio/video (es monitor, tv screen, proiettori e supporti informatici, videocamere);
b) Spese logistiche
  • trasporto a destinazione di materiale e prodotti esposti, compreso il trasporto di campionario;
  • movimentazione dei macchinari/prodotti.
c) Spese promozionali
  • partecipazione/organizzazione di business meeting, workshop, B2B, B2C;
  • pubblicità, cartellonistica e grafica per i mezzi di stampa (es. pubblicità nel catalogo ufficiale, magazine e quotidiani informativi della fiera o della mostra, a supporto dell’iniziativa, stampa specializzata, omaggistica);
  • realizzazione banner (es. poster e cartellonistica negli spazi esterni e limitrofi al centro fieristico);
  • spese di certificazione dei prodotti.
d) Spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra
  • consulenze esterne (es. designer/architetti, innovazione prodotti, servizi fotografici/video).


Nel caso in cui l’evento internazionale riguardi tematiche ecologiche o digitali, il vincolo del 30% minimo di cui sopra non si applica.

Le spese sono ammesse dalla data di invio della domanda.

Le spese sono ammissibili se direttamente collegate all'evento e sostenute nel periodo di realizzazione del programma, che decorre dalla data di presentazione della domanda stessa e termina 12 mesi dopo la data di concessione.

Contributo fiere a fondo perduto

L'impresa può richiedere il 25% di contributo a fondo perduto.

Finanziamento agevolato

L'importo massimo del finanziamento è pari al minore tra euro 150.000,00 e il 15% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato e depositato del richiedente.

L’esposizione complessiva del Richiedente verso il Fondo non potrà essere superiore al 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 50% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

Rimborso

La durata complessiva è di 4 anni di cui 12 mesi di preammortamento e 3 di rimborso del capitale.

Sul finanziamento è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria.

Non è richiesta la presentazione di garanzie fino al 31/12/2021.

Cosa possiamo fare

Valutare l'ammissibilità dei tuoi investimenti 20%

Predisporre e inviare le domande 35%

Gestire le domande 75%

Effettuare la rendicontazione 100%

Quanto manca all'apertura

Trasferirsi-in-Piemonte

Contributi della Regione Piemonte per trasferirsi in un paese di montagna

Contributi della Regione Piemonte per trasferirsi in un paese di montagna

10 milioni di euro stanziati

Contributo sulle spese di acquisto e/o recupero di immobili (intesi ai fini del presente bando unicamente come singole unità abitative)

Gli immobili sono da destinare a prima abitazione da parte di persone che trasferiscono la propria residenza e dimora abituale nei comuni montani della Regione Piemonte di cui all’allegato elenco.

Le domande di partecipazione a questa iniziativa, che punta a sostenere la rivitalizzazione e il ripopolamento delle aree montane anche a seguito dei bisogni sociali crescenti causati dall’attuale emergenza sanitaria, potranno essere presentate dal 2 novembre al 15 dicembre 2021.

Il bando stanzia 10 milioni di euro per consentire a chi risiede in un Comune italiano non montano e intende acquistare o recuperare in un paese montano del Piemonte con meno di 5.000 abitanti un immobile da rendere prima casa, trasferendovi la propria residenza, di ottenere un contributo da 10.000 a 40.000 euro.

I Comuni montani del Piemonte con meno di 5.000 mila abitanti protagonisti del bando sono 465:

  • 48 in provincia di Alessandria
  • 12 in provincia di Asti
  • 48 in provincia di Biella
  • 132 in provincia di Cuneo
  • 3 in provincia di Novara
  • 132 in provincia di Torino
  • 66 nel Verbano-Cusio-Ossola
  • 24 in provincia di Vercelli

Consulta l'elenco

I requisiti per accedere al contributo per trasferirsi in un paese di montagna

Potranno presentare la domanda i nati dal 1955 e, per fare in modo che aderiscano soprattutto i giovani, chi è nato dopo il 1980 riceverà un punteggio più alto.

Punteggi premianti anche per:

  • gli interventi effettuati in un Comune ad alta marginalità
  • l’attività lavorativa esercitata nel paese montano oppure in smart-working per almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento
  • un Isee uguale o inferiore a 20.000 euro
  • almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato.

Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte, per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, se l’incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede in un Comune montano piemontese.

Per beneficiare del contributo per trasferirsi in un paese di montagna occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare ad uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci anni.

Il bando per trasferirsi in un paese di montagna è una misura che non resterà isolata.

In autunno si unirà in maniera sinergica con quello che incentiverà le “botteghe dei servizi”, con specifici contributi per sostenere le attività che offrono servizi alla cittadinanza nei territori montani e contrastare così la desertificazione commerciale.

Trasferirsi-in-Piemonte
Voucher internazionalizzazione - TEM

Riapertura bandi Simest

Riapertura bandi Simest

nuove domande di finanziamento agevolato del Fondo 394/81 e relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sulle risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Il Comitato Agevolazioni in data 27 luglio 2021 ha deliberato la riapertura, a decorrere dalle ore 9.30 del 28 ottobre 2021, delle attività di ricezione di nuove domande di finanziamento agevolato e relativo contributo a fondo perduto.

Le domande dovranno essere presentate entro le ore 18.00 del giorno 3 dicembre 2021, salva eventuale chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

L'ultima edizione dei bandi (3 giugno 2021), a seguito del massiccio afflusso di domande in relazione alle disponibilità delle risorse finanziarie, ha visto la chiusura degli stessi dopo poche ore dalla loro apertura.

E' questo uno strumento che nel 2020 ha messo a disposizione delle aziende circa 3 miliardi di euro, erogati in oltre 100o00 operazioni a 7.600 aziende, che hanno potuto usufruire di agevolazioni per la patrimonializzazione, lo sviluppo dell’e-commerce, la partecipazione a fiere, l'apertura di uffici e showroom all'estero e altre azioni volte al posizionamento sui mercati internazionali attraverso un contributo a fondo perduto del 50% e a un finanziamento a tasso vicino allo zero.

Nell'ultima edizione di giugno 2021, nonostante le agevolazioni siano state ridotte (contributo a fondo perduto non più previsto per le operazioni di patrimonializzazione e sceso per le restanti operazioni al 25%), vi è stata una grande richiesta con il portale per la presentazione delle domande andato in tilt poco dopo l’apertura dello sportello a causa dell’alto numero di accessi.

Contributo per la registrazione di marchi

Contributo per la registrazione di marchi

Contributo per le piccole e medie imprese per la registrazione di marchi

dell’Unione europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) e internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale)

Chi sono i beneficiari del contributo per la registrazione di marchi

Il Bando Marchi+2021 intende sostenere le imprese di micro, piccola e media dimensione nella tutela dei loro marchi all’estero attraverso l'acquisizione di servizi specialistici.

Progetti ammissibili al contributo per la registrazione di marchi

Misura A: registrazione di marchi dell’Unione europea;

Misura B: registrazione di marchi internazionali.

Cosa agevola il contributo per la registrazione di marchi

L'impresa alla data di presentazione della domanda di partecipazione deve:

Misura A

  • avere effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2018, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di deposito;
  • avere ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di contributo.

Misura B

avere effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2018, almeno una dei seguenti depositi della domanda di:

  • registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e avere ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione

nonché

  • avere ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) del marchio oggetto della domanda di partecipazione.

 

Ai fini dell’ammissibilità tutte le spese (comprese le tasse di deposito/registrazone) devono essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2018 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di agevolazione.

Per uno stesso marchio è possibile cumulare le agevolazioni previste per le misure A e B.

Ogni impresa può presentare più di una richiesta di contributo, sia per la Misura A che per la Misura B, fino a un massimo di 20.000,00 euro.

Contributo a fondo perduto in conto capitale

Misura A

il contributo è del 50% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e dell’80% delle spese ammissibili sostenute per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di euro 6.000,00.

Misura B

il contributo è dell’80% (90% per USA o CINA) delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di euro 8.000,00.

Misura A

Contributo massimo euro 300,00.
Contributo massimo euro 550,00 per ricerca di anteriorità tra i marchi italiani, dell’Unione europea e internazionali estesi all’Italia. Contributo massimo euro 550,00 per ricerca di anteriorità tra i marchi italiani, dell’Unione europea e internazionali estesi a tutti i paesi della UE. Per uno stesso marchio i servizi di ricerca di cui sopra sono tra loro alternativi; pertanto, non è possibile richiedere il contributo per entrambe le tipologie di ricerca.
50% del costo sostenuto.

Misura B

Contributo massimo euro 1.500,00 (1.650,00 se designati USA o CINA).
Contributo massimo euro 300,00 (350,00 se designati USA o CINA)..
Contributo massimo euro 550,00 (630,00 se designati USA o CINA) per ricerca di anteriorità tra i marchi italiani, dell’Unione europea e internazionali estesi all’Italia. Contributo massimo euro 1.500,00 (1.800,00 se designati USA o CINA) per ricerca di anteriorità tra i marchi italiani, dell’Unione europea e internazionali estesi a tutti i paesi della UE. Per uno stesso marchio i servizi di ricerca di cui sopra sono tra loro alternativi; pertanto, non è possibile richiedere il contributo per entrambe le tipologie di ricerca. Contributo massimo euro 600,00 (700,00 se designati USA o CINA) per ricerca di anteriorità per ciascun Paese non UE.
Contributo massimo euro 1.500,00 (1.800,00 se designati USA o CINA).
Contributo massimo euro 500,00 per singolo rilievo (600,00 se designati USA o CINA).
80% del costo sostenuto.

Cosa possiamo fare

Progettare i tuoi marchi 25%

Registrare i tuoi marchi 70%

Predisporre e inviare le domande 100%

Quanto manca all'apertura

Voucher internazionalizzazione - TEM

Voucher internazionalizzazione

Voucher internazionalizzazione

Cosa agevola il voucher internazionalizzazione

ll voucher per l’internazionalizzazione è rivolto alle micro e piccole imprese (MPI) che vogliono espandersi o consolidarsi sui mercati esteri.

Possono richiedere il contributo le MPI manifatturiere (codice Ateco C) con sede legale in Italia, anche costituite in forma di rete.

Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

Le prestazioni devono avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

  • analisi e ricerche sui mercati esteri individuazione e acquisizione di nuovi clienti
  • assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
  • incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
  • integrazione dei canali di marketing online
  • gestione evoluta dei flussi logistici.

Tipologia ed entità delle agevolazioni

Il contributo è concesso in regime “De Minimis”:

  • 20.000 euro alle micro e piccole imprese a fronte di un contratto di consulenza di importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 30.000 euro
  • 40.000 euro alle reti a fronte di un contratto di consulenza di importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 60.000 euro.

È possibile ricevere un contributo aggiuntivo di 10.000 euro se si raggiungono i seguenti risultati sui volumi di vendita all’estero:

  • incremento di almeno il 15% del volume d’affari derivante da operazioni verso paesi esteri registrato nell’esercizio 2022, rispetto allo stesso volume d’affari registrato nell’esercizio 2021
  • incidenza - nell’esercizio 2022 - almeno pari al 6% del volume d’affari derivante da operazioni verso paesi esteri sul totale del volume d’affari.

Elenco dei Temporary Export Manager

Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 istituisce l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM con competenze digitali, abilitati a erogare i servizi oggetto dell’agevolazione.

Possono richiedere l’iscrizione all’elenco i professionisti e le società competenti in processi di sviluppo d'impresa e di digital transformation per l’export, che hanno maturato significative esperienze di affiancamento manageriale nei percorsi di internazionalizzazione d’impresa.

Fondo-nuove-competenze

Fondo nuove competenze

Fondo nuove competenze

Le risorse disponibili per l’attuazione della misura ammontano complessivamente a 730 milioni di euro.

Cos’è

Gli interventi del Fondo Nuove Competenze hanno a oggetto il riconoscimento di contributi in favore di tutti i datori di lavoro privati che abbiano stipulato, ai sensi dell’art. 88, comma 1 del Decreto Legge n. 34/2020 e dell’art. 4 del Decreto Legge 14 agosto 2020 n. 104, per mutate esigenze organizzative e produttive dell'impresa ovvero per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori, accordi di rimodulazione dell'orario di lavoro – sottoscritti a livello aziendale o territoriale dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda - per i quali le ore in riduzione dell’orario di lavoro sono destinate a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.

A chi si rivolge il Fondo Nuove Competenze

Possono accedere al contributo tutti i datori di lavoro privati.

Cosa finanzia il contributo Fondo nuove competenze

Progetti formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze dei lavoratori, anche in somministrazione, per i quali è ridotto l’orario di lavoro a fronte della partecipazione a percorsi di sviluppo delle competenze, previsti dall’accordo sottoscritto.

Il limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per ogni lavoratore è pari a 250.

L'agevolazione

Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro in riduzione destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori.

Chi può erogare la formazione

• tutti i soggetti accreditati a livello nazionale e regionale

• altri soggetti che per statuto svolgono attività di formazione

• gli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado

• gli Istituti Tecnici Superiori

• i centri di ricerca accreditati dal Ministero dell’Istruzione

• la stessa impresa che ha presentato domanda di contributo, laddove l’accordo lo prevede.

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Quanto manca alla scadenza:

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MiSE

Digital Transformation

Digital Transformation

Le risorse disponibili per l’attuazione della misura ammontano complessivamente a 100 milioni di euro.

Cos’è

L’intervento agevolativo sulla Digital Transformation è finalizzato a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti diretti all'implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 nonché di altre tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

 

A chi si rivolge

Possono beneficiare delle agevolazioni del bando Digital Transformation le PMI che, alla data di presentazione della domanda:

  • risultano iscritte come attive nel Registro delle imprese;
  • operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio;
  • hanno conseguito, nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00;
  • dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

 

Cosa finanzia

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics);
  2. tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
    1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;
    2) al software;
    3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
    4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

A tal fine i progetti di Digital Transformation devono prevedere la realizzazione di:

    1. attività di innovazione di processo
    2. attività di innovazione dell’organizzazione;
    3. investimenti.

I progetti devono inoltre prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 e non superiore a 500.000,00; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 

Le agevolazioni

Per entrambe le tipologie di progetto ammissibili a beneficio le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50 percento, articolata come segue:

  1. 10 percento sotto forma di contributo;
  2. 40 percento come finanziamento agevolato.

Le agevolazioni per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione sono concesse alle condizioni ed entro le intensità massime di aiuto previste dall’articolo 29 del regolamento UE 651/2014, mentre le agevolazioni per i progetti di investimento vengono concesse nei limiti e secondo i massimali stabiliti dal Regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “de minimis”.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni.

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a fondo perduto

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di finanziamento

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Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Questo credito d'imposta è finalizzato a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Cosa agevola il credito d'imposta

Il credito d'imposta si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Entità del credito d'imposta

Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, i così detti beni "Industria 4.0", (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

 

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall'articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione per i beni di cui agli allegati A e B, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni.

Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Come funziona

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.

Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.

La comunicazione è richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

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